Bouganville occupata: richiesto contratto in comodato d’uso e fissato vertice

Per la prima volta o meglio la seconda, una occupazione Abitativa e Sociale, battezzata “Bouganville occupata”, potrebbe ottenere il riconoscimento, attraverso un Contratto in comodato d’uso tra il Comune di Messina e l’omonimo Comitato costituito dalle stesse famiglie occupanti. Dopo la protesta, seguita sempre dal Fronte Popolare Autorganizzato-SI Cobas Messina, oggi pomeriggio, 20 luglio, a Palazzo municipale, il gruppo degli insediati a Tremonti nella salita “Casa Nostra” il Comitato degli abitanti di Zafferia, la mamma di Cristian Barbuscia e il Sig. Caravella, malato di Sclerosi Multipla in fase terminale, sfrattato, hanno conquistato un Tavolo Tecnico fissato per il prossimo giovedì 27 alle 15. Così come nel 2016 in cui il Fronte è stato impegnato nella lotta per il Diritto all’Abitare che investiva le famiglie in emergenza abitativa della Ex Foscolo Occupata e si è resa protagonista di una vittoria senza precedenti, su tutto il territorio nazionale, oggi c’è una seconda richiesta che verte ad autorizzare i 6 nuclei familiari, di cui 15 bambini ed una donna incinta, ad utilizzare l’immobile ex Anffas ad uso residenziale. “Non c’è alcuna pretesa e non si presenta domanda di un privilegio o la convalida di qualunque privilegio – dice Valentina Roberto – ma l’affermazione di un diritto che poggia su un precedente storico di vita emergenziale, all’interno dell’ex istituto scolastico di via Palermo”.

Un progetto di Co-Housing Sociale, gestito dalle famiglie in questione, è stato fatto già protocollare e sarà discusso la prossima settimana per definire anche altre modalità. La struttura è di proprietà comunale, fornita già di acqua, ma non di luce elettrica. Attualmente questi nuclei familiari si alimentano attraverso un gruppo elettrogeno, acceso solamente nelle ore serali, in quanto il consumo di miscela risulta costoso per quelle famiglie che già pagano il costo della disoccupazione. Pertanto chiediamo che il Comune, proprietario dell’immobile, riallacci le utenze temporaneamente, vista l’emergenza, in attesa che l’occupazione si regolarizzi attraverso un Contratto in comodato d’uso. Il progetto si pone l’obiettivo di realizzare un orto sociale, una colonia felina autogestita, uno spazio attrezzato per bambini aperto alla cittadinanza, un laboratorio/serra didattica, una sala mostre e cineforum, una ludoteca/ laboratorio creativo per “ragazzi Speciali” in onore a Cristian Barbuscia, una mensa popolare e tanto altro ancora.

Si tratta di un progetto nato dal bisogno (quello costituzionale all’abitazione), irregolare ma non “illegalista”; che rifiuta, pertanto, il principio della guerra tra poveri e che si ostina a non intaccare il diritto legittimo all’abitazione popolare. Ma che pur tuttavia è fermo nell’affermare il dovere-diritto di non lasciare marcire la proprietà immobiliare pubblica in presenza di uno straordinario bisogno abitativo, del proliferare degli sfratti esecutivi e del rifiuto categorico della strada o della comunità famiglia come unici orizzonti realistici di vita.

Questa occupazione, insomma, nasce dalla constatazione di quanto sia diffuso il malessere in una città e in un Paese che, in barba alle retoriche sulla ripresa, è afflitta dalla morsa strutturale della disoccupazione, del precariato, del lavoro in nero, del costo degli affitti e dell’insufficienza delle politiche sociali: delle misure di sostegno al reddito così come di quelle a sostegno della genitorialità o dell’abitare.

Ricordiamo che un Diritto è per tutti, per cui, chiediamo con forza che la vittoria della Ex Foscolo, non si trasformi un vano privilegio per poche famiglie, ma che sia il “precedente” che porti alla realizzazione di tanti altri Diritti di famiglie in Emergenza Abitativa.

Redazione1

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