Lionetto Civa: "Garanzie dello Stato o nuovi blocchi"

“Noi stiamo dalla parte dei migranti che non possono essere ghettizzati a fronte di uno Stato che li tratta come pacchi, li smista in centri fatiscenti. L’accoglienza è una cosa seria, e io credo che lo Stato e le istituzioni, di cui sono un anello terminale, non abbiano in realtà messo in piedi un sistema vero di accoglienza, ma solo un trattamento di distribuzione nel territorio. Se il prefetto giovedì non ci darà garanzie, venerdì mattina, sarò ‘razzista’ davanti a questi cancelli”. E’ il diktat del sindaco di Castell’Umberto, Vincenzo Lionetto Civa, al centro della clamorosa protesta avviata dopo l’arrivo di 50 immigrati sistemati in un ex albergo nel territorio di Sinagra, al confine con il centro nebroideo.
Il primo cittadino ha preso la parola in municipio, nel corso di un’assemblea di cittadini promossa dal neonato coordinamento “Castell’Umberto senza frontiere”. “Non vogliamo mandare via queste 50 persone – ha aggiunto – il nostro progetto e lo diremo insieme agli altri sindaci giovedì al prefetto è che i migranti vengano intanto accolti in emergenza in strutture che siano davvero idonee, in modo degno, non ammassati, e che sia fatta una distribuzione seria nel territorio.
Noi siamo pronti ad accoglierli e se lo Stato fissa una proporzione di 2,5 migranti ogni mille persone, noi a questa vogliamo attenerci, tutte le amministrazioni dei Nebrodi vogliono farlo; a noi tocca accogliere 8 migranti, 10: questo ha un senso, ma mi opporrò fino all’ultimo giorno a situazioni inaccettabili, come quella dell’accoglienza in massa in un albergo che se è inagibile per noi italiani lo è anche per i migranti”.

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