Profughi in hotel, “Nessun sit-in”. Sindaco di Sinagra sconfessa collega Lionetto Civa

Cosa sta accadendo davvero davanti all’albergo “Canguro” di Sinagra dove sono ospitati cinquanta migranti da sabato pomeriggio? Al momento, la tensione è palpabile da parte dei residenti e del sindaco di Castell’Umberto, Vincenzo Lionetto Civa, che non vogliono mollare la “presa del Canguro” in termini piĂą pacifici e con un simbolico presidio di rivolta che durerĂ  fino al 20 luglio. D’altro canto, c’è un altro personaggio istituzionale che si precipita a rinnegare quello che è stato dichiarato dal collega dell’altro comune nebroideo. Si tratta del Primo Cittadino di Sinagra, Nino Musca, che dirama la sua versione: “Il posto non è stato mai presidiato da manifestanti dal 15 luglio sera, da quando è stato introdotto il gruppo elettrogeno per fornire la luce all’edificio”. L’Hotel, tra l’altro, ricade proprio nell’area di appartenenza e competenza di Musca. Le forze dell’ordine che stanno intervenendo in questi giorni, tra Carabinieri di Patti e Polizia Municipale di Sinagra, hanno dovuto contenere e mediare l’insurrezione popolare.

“NĂ© sindaci, nĂ© cittadini stanno protestando davanti all’ingresso – ribadisce il sindaco di Sinagra -. Ho incontrato, all’interno dello stabile, i migranti per rendermi conto delle loro condizioni. Hanno una giovanissima etĂ  tra i 20 e i 30 anni”. Non ci sono dimostrazioni di razzismo, secondo Mosca che racconta anche un aneddoto su un’associazione del territorio: “alcuni volontari hanno esposto, davanti all’albergo, bandiere della pace e striscioni di benvenuto per gli extracomunitari”.

In netta antitesi, quello che dice il sindaco di Castell’Umberto che rivendica una protesta contro l’esclusione dell’Isola Sicilia da ogni decisione o tavolo di confronto da parte del Governo centrale sull’accoglienza di questa “porzione di mondo”. La presenza di Lionetto Civa con i suoi concittadini e altri sindaci sarĂ  incessante fino all’incontro in Prefettura, che si terrĂ  il prossimo giovedì a Messina con la Ferrandino, in questo momento, fuori sede.

Il “capo” del Comune di Castell’Umberto rispedisce al mittente la definizione di blocco. Sostiene di agire in nome di una forma di salvaguardia dei migranti che devono soggiornare tra le mura fatiscenti di un immobile inutilizzato. Sta operando così anche dopo una riunito svoltasi ieri pomeriggio con altri Primi Cittadini.

Condividi