Gioveni: "Tangenziale una trappola per topi, vergogna senza precedenti"

“Altro che odissea, in autostrada si è toccato con mano l’inferno”. E’ un fiume in piena il consigliere comunale, Libero Gioveni, che attacca senza mezzi termini la macchina organizzativa che avrebbe dovuto gestire meglio una vergognosa situazione viaria, forse senza precedenti. Non si verifichino più le atrocità da Terzo mondo che si sono vissute in  tangenziale con un automobilisti in trappola, in galleria, per diverse ore.
Le code pluri-chilometriche di autovetture stavolta, partendo a ridosso del casello di Villafranca, hanno raggiunto livelli intollerabili fino a tardissima serata. Un quadro apocalittico di cui doveva essere data la preventiva informazione agli automobilisti, cosa invece non fatta.
Si è deciso deliberatamente e senza alcuno scrupolo di ciò che poteva accadere, di fare entrare nella ‘trappola del topo”’chi certamente era ignaro di ciò che vergognosamente lo aspettava subito dopo il casello. Perché non si è avvisato per tempo nei nodi cruciali prima dell’ingresso in autostrada o addirittura indirizzato gli automobilisti verso strade alternative, anziché far trovare loro, dopo aver pagato il pedaggio, il classico ‘omino’ con la bandierina, quando ormai non c’era più scampo?
Per esempio – denuncia Gioveni – le autovetture provenienti dalla Ss 113 e che dovevano andare in direzione Messina (da Tono a Ortoliuzzo) potevano essere avvisate per tempo e poi indirizzate o verso il bivio per Faro Superiore (che poi avrebbe condotto alla Panoramica dello Stretto e quindi in città), oppure verso il bivio per Salice; così come anche gli automobilisti che già si trovavano  a Ponte Gallo potevano tranquillamente essere indirizzate verso Gesso in direzione Colli!
Tutti percorsi più lunghi – afferma l’esponente centrista – ma che forse i messinesi avrebbero preferito scegliere anziché imbattersi ieri sera in qualcosa che, a questo punto, non può più essere tollerato.
Se poi si pensa anche al balzello che si paga per il pedaggio per il quale il sindaco Accorinti dovrebbe ‘volare’ al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture per chiedere di autorizzare il Cas a sopprimerlo (questa è l’unica procedura esatta da seguire spiegataci in Commissione consiliare dal Direttore generale del Consorzio Autostrade Pirrone, altro che petizione), non si può che rabbrividire ed indignarci per quanto ancora i messinesi devono sopportare.
Confido – conclude Gioveni – nell’autorevolezza, nei poteri e nella sensibilità di S.E. il Prefetto Ferrandino, perché a fronte di un ordine pubblico fortemente compromesso, possa rappresentare nelle opportuni sedi romane ciò che purtroppo questo sindaco non è mai riuscito a fare”.

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