MessinaServizi miete scompensi nei partiti. LabDem: Gennaro e Cardile dissidenti

Sarebbe meglio riflettere prima anziché “dopo aver assunto una posizione difforme da quella di un Partito come il Pd che, pur deprecabilmente ancora senza organismi dirigenti, su una cosa è sempre stato chiaro senza alcuna possibilità di fraintendimenti: la sua ferma opposizione all’attuale Amministrazione”. Così, il Coordinatore Cittadino di LabDem Messina, Giuseppe Fera e il Responsabile Enti Locali, Luigi Beninati intervengono e stigmatizzano i Consiglieri comunali in quota Pd, Gaetano Gennaro e Claudio Cardile che invitano il loro schieramento a meditare sul loro parere favorevole verso la proposta della MessinaServizi.

I due Consiglieri vengono bollati addirittura come “dissidenti”, segno che gli sviluppi della nuova società di rifiuti stanno creando qualche scompenso e dissapore all’interno dei movimenti politici, non solo tra Consiglio e vertici di Palazzo Zanca.

“Anche sul merito, delle considerazioni dei due ‘dissidenti’ vi sarebbe da discutere – sostengono Fera e Beninati -: cosa c’è a favore dei lavoratori nel riproporre una gestione che, in quattro anni, ha prodotto i risultati a tutti visibili e che, visto che non cambia nulla se non gli aspetti formali, non potrà che prolungare il fallimentare (anche in senso tecnico) risultato della Giunta nel settore dei rifiuti? Si è facili profeti nel prevedere che, a breve, i problemi si riproporranno aggravati ed il personale sarà il primo a pagarne le conseguenze”.

LabDem ci va giù pesante e vorrebbe invitare i due Consiglieri a riflettere sul fatto che, alla fine di luglio, scade il termine per il riallineamento finanziario, termine fino ad oggi snobbato dall’Amministrazione ma che, dopo le prescrizioni della Corte dei Conti di oltre un anno fa e, più recentemente, con le richieste del Ministero degli Interni, sarà difficile eludere”. L’autenticità degli atti finanziari decadrebbe se lo si facesse, in quanto la corrispondenza alla situazione di fatto verrebbe a mancare. “Eppure, fino ad oggi, nulla si è mosso in tal senso”.

Secondo LabDem, il rallentamento dell’afflusso di risorse economiche pari a svariate decine di milioni di euro al Comune è causato dai ritardi nella presentazione dei documenti finanziari, con grave danno per gli impegni assunti. Per fronteggiarli, “si dovrà fare ricorso alle banche e pagare i relativi interessi e/o dilatare i pagamenti dovuti (compresi gli stipendi dei lavoratori dipendenti dalle aziende appaltatrici)”.

“Sarebbe importante conoscere, in merito, la posizione del Presidente della Commissione Bilancio del Consiglio comunale, Cardile ed anche l’autorevole giudizio del Consigliere Gennaro – ironizzano i due esponenti di LabDem -, i cui comportamenti, unitamente a quelli dei pochi altri consiglieri che si sono schierati a supporto dei provvedimenti dell’Amministrazione, saranno certamente oggetto di valutazione da parte dei cittadini e degli stessi lavoratori”.

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