“Vogliamo 16a Autorità Portuale nel quadrilatero Stretto di Messina”

Con Milazzo, Reggio Calabria e Villa San Giovanni, Messina non resterà una cattedrale nel deserto e non sarà stritolata sotto il torchio di Gioia Tauro. La scadenza dell’Autorità Portuale è in dirittura di arrivo a fine giugno e dal Ministero competente tutto tace. Risvegliare le coscienze con una conferenza stampa tecnica che parli anche di ripercussioni lavorative per esempio dei dipendenti Terminal Tremestieri magari è più utile di una qualsiasi lettere del sindaco Accorinti data a brevi mano al Ministro dei Traspori ed Infrastrutture Delrio. Oggi, il consigliere comunale Piero Adamo ha voluto riunire le forze sociali di Fast Confsal e Ugl Mare per rinverdire la tematica della mancata proroga dell’Authority che doveva essere messa al sicuro, in via temporanea, solo fino al 31 dicembre. La precarietà a volte sembra incistare tutti i sistemi e tutte le logiche di sviluppo di Messina.

“Bisogna giocare i tempi supplementari di questa partita – evidenzia Adamo -. I governi cambiano e con questi c’è la possibilitĂ  che venga studiata e utilizzata una soluzione per l’Area Integrata dello Stretto che non riguardi piĂą Gioia Tauro ma che anzi si rivolga di piĂą al circondario per incrementare le nostre risorse. Il nostro Primo Cittadino si è fatto prendere da facili entusiasmi tentando di contagiare anche la sua comunitĂ . Ma rispetto a questa unione con la Calabria non ha valutato che imprimere una accelerazione forzata del percorso con il presidente Rosario Crocetta è stato uno sbaglio, non proprio accettabile dall’opinione pubblica. Anche la designazione dei vertici portuali è un progetto dominato dalla politica. Noi l’avevamo intuito e continua a non piacerci. A sostegno dei sindacati, chiediamo di batterci per i tempi supplementari. Non ci si ferma da una lettera ma si va avanti con l’istanza di un incontro formale per rivendicare la specificitĂ  dello Stretto”.

Il Segretario Regionale della Fast Confsal Mobilità Sicilia, Salvatore Genovese invoca l’attuazione del contratto di servizio di cui c’è l’ombra e prova attraverso un verbale sottoscritto nel biennio 2015-2016. “Invece, ci vuole un contratto ottimizzante che copra i dieci anni preventivati fino al 2026, non solo con i 111 milioni annui che comunque non sono sufficienti ma che integri 83 milioni di euro dal 2020 al 2026”. Per i sette anni successivi, la Regione Siciliana deve legiferare un emendamento che disponga di questo aumento da concordare con Trenitalia parallelamente con un aumento di un milione di chilometri senza abbattere i treni. Il provvedimento potrebbe toccare anche la linea Palermo-Messina.

“Usciamo fuori con condivisione totale non per campanile e neanche per presa di posizione – fa risaltare il Segretario Regionale Fast Confsal Calabria, Vincenzo Rogolino -. Sono lieto di partecipare a questa battaglia ma in questi casi satta un meccanismo di timidezza che porta a non dire fino in fondo le proprie alternative. La riforma delle Autorità Portuali è necessaria   ma ci si doveva confrontare con il territorio in modo convinto. Avallo la riforma ma un pastone sta sorgendo dalle acque. La Città di Messina e Reggio Calabria posseggono caratteristiche su cui porre l’accento e tra cui interagire. Dove sta la famosa integrazione? Perché fermarci a 15 Autorità in tutta Italia e non tocchiamo quota 16? C’è uno spazio ben preciso per le città del Sud. Quest’Area si attesta tra le più abbandonate. A Villa San Giovanni le passerelle pedonali per imbarcarsi sulle navi sono state smontate. A Reggio Calabria smantellata persino la Stazione Marittima. Chiedo ai due presidenti della Regione Calabria e Siciliana di costituire la 16° Authority”.

Il consigliere nazionale di Fast Confsal Tanino Guida dice: “Urgentemente ci vuole legge regionale per un cambiamento radicale nei trasporti. Quali sono le opportunità per la città? Bisogna lavorare insieme per pianificarlo”.

“La vertenza Terminal è stata chiusa un anno e mezzo fa – ricorda l’Rsa Ugl Mare con delega per Tremestieri Guglielmo Pellegrino – ma la nostra preoccupazione è sempre forte, pur essendo stati assunti da Comet Srl. L’accorpamento con Gioia Tauro non ci lascia garanzie di mantenimento dei livelli occupazionali”.

“I 35 dipendenti Terminal sono stati inquadrati come portuali finalmente – rincara la dose il Segretario Regionale Fast Confsal Porti Sicilia, Nino Di Mento, nonché Segretario Aggiunto Federazione Sicilia – facendo un salto rispetto al contratto precedente come logistica. Questo è successo ad inizio 2016 quando abbiamo scioperato davanti alla Prefettura. Il contratto è migliorativo nel senso che lavoriamo meno ore ma percepiamo lo stesso stipendio. E’ naturale pensare a un paragone tra noi ed il personale della Mtc che gestisce i portuali di Gioia. Solo la trattativa tra i sindacati, la società Mtc, Delrio e il Presidente calabrese Mario Oliverio ha permesso di formare l’Agenzia del Lavoro, in modo da diminuire il numero dei tagli: da 465 licenziati sono diventati 385 che transitano nell’Agenzia, una sorta di cassaintegrazione svolgendo il servizio di portuali. L’organico pregresso aveva già vissuto per due anni lo stato di cassaintegrati. Se la condizione dello stare e dipendere da Gioia significa questo, non possiamo tranquillizzarci finché non ci danno risposte concrete su ciò che ne sarà dell’Autorità di Messina. Dal nostro canto, faremo pervenire il nostro documento con la richiesta di includere le cittadine dello Stretto in questa sedicesima realtà del Paese ai due Governatori“.

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