MessinaServizi, Amministrazione dipana ombre ai Capigruppo: Nessuna bancarotta

Un documento stilato per affrontare alcune questioni sollevate nel dibattito sulla delibera di affidamento del servizio di raccolta e smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani alla neocostituita societĂ  MessinaServizi Bene Comune. Così l’Amministrazione con il Sindaco, l’assessore Ialacqua e l’assessore Signorino, mostra chiarezza durante la Conferenza dei Capigruppo di questa mattina, alla presenza della Presidenza del Consiglio e presenta infine le spiegazioni rito per dipanare qualunque ai Consiglieri Comunali

La valutazione deve essere congiunta per definire i metodi della raccolta e smaltimento dei rifiuti alla nuova realtà. In risposta a domande reiteratamente poste, l’amministrazione sottopone all’attenzione dei Consiglieri i seguenti punti:

– Cosa è la bancarotta fraudolenta? Lo spiega l’art. 216 della Legge fallimentare, che recita:
“E’ punito con la reclusione da tre a dieci anni, se è dichiarato fallito, l’imprenditore, che:
1) ha distratto, occultato, dissimulato, distrutto o dissipato in tutto o in parte i suoi beni ovvero, allo scopo di recare pregiudizio ai creditori, ha esposto o riconosciuto passivitĂ  inesistenti;
2) ha sottratto, distrutto o falsificato, in tutto o in parte, con lo scopo di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto o di recare pregiudizi ai creditori, i libri o le altre scritture contabili o li ha tenuti in guisa da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio o del movimento degli affari.”

Dunque si commette bancarotta fraudolenta quando si riduce il patrimonio o l’attivo di un’impresa, provocando volutamente danno ai creditori dell’azienda.
– Quali sono le risorse che portano attivo a Messinambiente? Sostanzialmente due: l’affidamento del servizio e i beni strumentali (mezzi e immobili). Il lavoro è (ovviamente) la ricchezza principale dell’azienda, ma i lavoratori non sono “proprietà” dell’impresa; se l’azienda perde le commesse, il lavoro diventa un puro costo. Dobbiamo ricordare che il prossimo 30 giugno (tra 14 giorni) l’affidamento che consente a Messinambiente di svolgere il servizio di igiene urbana scadrĂ  senza possibilitĂ  di proroga. Per conseguenza l’azienda non potrĂ  continuare l’attivitĂ . Dal punto di vista aziendale, non avendo piĂą un’attivitĂ  che produce ricavi, Messinambiente dovrĂ  eliminare immediatamente le piĂą dirette fonti di costo (licenziare i lavoratori) senza che questi abbiano alcuna garanzia di continuitĂ . Se non lo facesse, alla luce del citato articolo 216 della Legge Fallimentare, commetterebbe bancarotta, perchĂ© incrementerebbe consapevolmente le sue perdite.

– Come evitare l’interruzione del servizio e il licenziamento dei lavoratori? In vista della scadenza del 30 giugno e in conseguenza a quanto giĂ  deliberato dal Consiglio con il piano ARO e con la costituzione della societĂ  “MessinaServizi Bene Comune”, l’amministrazione ha da tempo predisposto la proposta di delibera per l’affidamento dell’appalto alla nuova azienda che consente la continuitĂ  del servizio e offre la garanzia della continuitĂ  occupazionale alle maestranze.

– L’affidamento alla nuova societĂ  può costituire bancarotta? Ovviamente no. L’attuale contratto di Messinambiente scade il 30 giugno senza possibilitĂ  di rinnovo. L’appalto quindi non rientra tra le risorse con cui pagare i creditori. Come detto, l’azienda dovrĂ  licenziare i lavoratori, senza poter accrescere i suoi utili con l’utilizzo (affitto) dei suoi beni. Se invece il Consiglio affida il servizio alla nuova societĂ  non solo NON determina bancarotta, ma (all’opposto) favorisce la liquidazione non fallimentare dell’azienda, perchĂ© elimina il costo piĂą rilevante (il lavoro) e consente di ottenere utili dall’affitto dei mezzi. Questo tipo di continuazione dell’attivitĂ , con il subentro di una nuova azienda, non solo non è contrario alla normativa, ma è espressamente previsto dalla Legge Fallimentare all’art. 186-bis (introdotto nella legge nel febbraio 2014), e si chiama “concordato in continuitĂ  indiretta”. Avendo proceduto all’affidamento ad altro soggetto, potrebbe in tal caso chiedersi l’autorizzazione a una “proroga meramente tecnica”, nelle more dell’attivazione operativa della nuova societĂ  che rileverebbe, dietro accordo, i lavoratori.

– Cosa succede se non viene approvato il contratto di servizio? Essendo spirata ogni possibile proroga, e avendo la Regione messo in guardia le amministrazioni da ogni reiterazione, il Sindaco non potrebbe fare una nuova ordinanza. La conseguenza sarebbe l’impossibilitĂ  per Messinambiente e per qualunque altro soggetto (pubblico o privato) di raccogliere la spazzatura da terra. A questo si aggiunge la perdita del posto di lavoro per piĂą di 500 persone. Un disastro ecologico, civico e sociale. Incomprensibile, visto che il piano ARO era stato giĂ  approvato, così come la costituzione dell’azienda in house providing che, in coerenza con quell’atto, dovrĂ  subentrare a Messinambiente.
– Tra il baratro e il rilancio. Per l’amministrazione il bivio è tra il baratro e il rilancio del servizio, con un nuovo management, una nuova organizzazione, la diffusione della raccolta differenziata (che ha dato giĂ  ottimi risultati nei quartieri in cui è partita), un sistema rinnovato nella gestione del servizio.

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