Passaggio gestione rifiuti si ferma a Messina ma fila liscio a Taormina

Mentre il futuro di Messinambiente nel territorio peloritano si ferma in calcio d’angolo nell’Aula consiliare al punto di dover ricominciare da quella stessa delibera elaborata mesi fa, l’incontro tra MessinAmbiente S.p.A. in liquidazione – Mosema S.p.A. è filato liscio lo scorso 8 giugno, in vista della scadenza non più prorogabile delle ordinanze sindacali.

La fase di successione a Messinambiente nella gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani a Taormina procede, in piena analogia al percorso tracciato dall’Amministrazione per la città di Messina, definendo tutti gli aspetti e le procedure di avvicendamento nell’appalto che vedrà il subentro di Mosema a far data dal prossimo 1 luglio. Alla presenza del Commissario Liquidatore di MessinaAmbiente Giovanni Calabrò e dell’Amministratore Delegato Maria Lombardo e dei rispettivi tecnici, dopo gli ampi e opportuni approfondimenti del caso, è stato concordato un cronoprogramma e si è addivenuti ad un accordo commerciale tra MessinAmbiente e Mosema. Le modalità di avvicendamento concordate garantiscono al cliente Città di Taormina una fondamentale continuità di servizio e a MessinAmbiente un ricavo di oltre 250mila euro annui, derivanti dalle locazioni del parco automezzi e attrezzature, oltre i minori costi per 37 dipendenti pari a circa 1 milione 400mila euro annui.

Messinambiente fornirà in locazione il proprio parco automezzi (circa 35 automezzi) ed il parco attrezzature attualmente impegnato nel cantiere di Taormina con un ricavo annuo di oltre 200.000 euro. Fornirà inoltre a Mosema una consulenza per la fase di start-up della commessa stessa con relativa fatturazione del servizio di consulenza. Messinambiente trasferirà infine a Mosema tutto il personale in forza attualmente impiegato nella commessa (37 unità) con un minor impegno economico-finanziario di manodopera pari a circa 1.4 milioni di euro annui. Il tutto, come detto, si traduce per Messinambiente in un utile netto di oltre 250mila euro annui. Pertanto nonostante l’uscita dalla commessa, a fronte di un azzeramento dei costi vivi e di qualsiasi costo di chiusura cantiere (Cedendo a titolo oneroso tutti gli automezzi, l’attrezzatura, i materiali ed il personale), grazie all’accordo raggiunto con Mosema Messinambiente può ritenersi ampiamente soddisfatta da molteplici punti di vista: quello economico-finanziario, occupazionale (garanzia di mantenimento dei livelli occupazionali) e operativo, in quanto non sosterrà costi di uscita, garantendo che il servizio al cliente/socio proseguirà senza rischi di interruzioni. Dal punto di vista prettamente economico tutto questo si tradurrà in minori rischi per la mancata gestione dell’appalto, in ricavi certi che si traducono in utili, in quanto trattasi di locazione di automezzi già ampiamenti ammortizzati.

Relativamente alla procedura di passaggio del personale l’avvicendamento avverrà certamente alla presenza delle Organizzazioni Sindacali nella Direzione Territoriale del Lavoro con una richiesta di convocazione da parte della Srr in fase di vaglio da parte dei rispettivi legali delle società. Va chiarito infine che ogni atto relativo alla gestione del personale o dei mezzi dovrà essere preventivamente autorizzato dal Tribunale fallimentare, data la procedura concordataria, previo deposito del piano concordatario. Le aziende esprimono ampia soddisfazione per gli accordi raggiunti. La definizione di questo può tranquillizzare i Consiglieri Comunali in relazione all’affidamento del contratto alla società MessinaServizi. Lo schema definito a Taormina è perfettamente identico a quanto proposto a Messina: una ditta destinataria di affidamento da parte del Comune subentra in un appalto non più prorogabile (e che, dunque, non costituisce un asset per l’azienda), rilevando i centri di costo (il personale) e trasformando il capitale (che resta in proprietà a Messinambiente) in utili proporzionati al loro valore. Come ampiamente esposto in più occasioni si tratta dell’esatto opposto alla paventata bancarotta fraudolenta. Chi argomenta che si corre il rischio di approvare una delibera in contrasto con la sentenza del Tribunale dice una sciocchezza. La decisione del Tribunale riguarderà il piano concordatario di Messinambiente, non l’affidamento dell’appalto a Messinaservizi. È vero semmai il contrario: l’approvazione del contratto sostiene il piano concordatario poiché elimina i costi e incrementa gli utili dell’azienda, rendendo solida la proposta concordataria. Quanto all’esito del concordato sul piano di riequilibrio (e anche di ciò si è ampiamente argomentato), questo è oramai ininfluente. Il concordato, infatti, obbliga a un impegno economico non soggetto all’incertezza dell’approvazione del piano di riequilibrio, riportando nel bilancio la quota di debito assumibile da parte del Comune di Messina nei 60 mesi seguenti l’omologazione. Se salta Messinambiente, l’impianto del Piano di riequilibrio non subisce alterazioni.

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