Pesci prigionieri nella rete predatori, Guardia Costiera li salverĂ  il 9

Bramano da un po’ di tempo di liberarsi perché rimasti imbrigliati. A catturare diversi pesci è stata una rete a circuizione, in perfetto stile bracconieri, che si trova immersa nelle acque della Riserva di Capo Peloro, perlomeno da 10 giorni e dovrà essere disincagliata, ormai domani, con l’intervento attento della Guardia Costiera di Messina. Il reperto agghiacciante di circa un centinaio di metri che dimostra come la pratica della pesca illegale continui in barba ai controlli delle autorità del mare è stato rinvenuto da subacquei amatoriali, tra i 18 e i 30 mt di distanza dalla costa.

Il consigliere della VI Municipalità, Giuseppe Sanò, ha potuto acquisire la notizia ed anche il materiale video girato a 300 metri, dopo la Torre degli Inglesi, procedendo verso Mortelle. La gravità della situazione era ed è evidente dalle immagini tanto che, in questi giorni, si è studiato il da farsi, prima di infliggere la morte crudele, sotto la prigionia di una rete, ad altri esemplari ittici.

Il consigliere della VI Circoscrizione ha mobilitato nell’immediatezza gli uffici della Capitaneria di Porto con tanto di denuncia, consegnando la documentazione a disposizione e ricevendo la massima professionalità e cortesia dal Comandante Nazzareno Laganà.

Il racconto dei fatti è stata inconfutabile che è stato relazionato anche al Primo Maresciallo Carlo Pagliaro, diventato responsabile delle riprese video. Con lui, si è appurata la necessità di agire nella data di venerdì 9 giugno, provvedendo ad avviare le fasi del difficile recupero. Gli esperti di Ecosfera Diving si erano resi disponibili ad effettuare, ad inizio settimana, un sopralluogo nel tratto di mare in corrispondenza del Lido Baia di Elios, supportati dalla giusta corrente e tramite le coordinate Gps, fornite da Sanò. Ma non c’è stato bisogno della loro collaborazione. Domani, gli ufficiali Guardia Costiera opereranno le manovre nello specchio d’acqua dove si dovrà eseguire, in prima battuta, il sequestro della rete e rintracciarne e sanzionarne i proprietari.

Sanò ha apprezzato e ringraziato il Comandante Laganà per la repentina sensibilità e assunzione del problema.

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