Uil e Anaao contro Vullo, “Va rimosso, ha dichiarato il falso”

“Che ancor oggi ci sia al vertice dell’azienda Vullo rappresenta uno schiaffo alla legalitĂ ”. Nuova puntata della discussa questione del manager nisseno, attaccato nuovamente dalla Uil stamani dopo che come emergerebbe da alcune indiscrezioni, sarebbe vicino al mantenimento dell’incarico alla guida della rete ospedaliera. Il 30 giugno infatti scadranno i mandati dei direttori generali e alla luce dell’intervento della giustizia amministrativa, seguirĂ  il commissariamento. Paradossalmente però il ruolo di commissari lo svolgeranno gli stessi manager prossimi alla decadenza, compreso Vullo, riabilitato erroneamente dall’assessore Gucciardi come denuncia Pippo Calapai: “Gucciardi, interrogato dai 5 stelle, ha dichiarato che Vullo ormai la sua posizione l’ha sanata ma noi diciamo no, quando c’è un’autocertificazione mendace il soggetto che l’ha fatta perde i benefici che ne derivano. Lui grazie a quella autocertificazione è diventato prima direttore amministrativo e poi generale, benefici che dovrebbero decadere”.

Calapai nello scagliarsi contro Vullo si avvale dei documenti in suo possesso, dall’autocertificazione incriminata, alle delibere di aspettativa senza assegni che il direttore chiedeva al Sant’Elia di Caltanissetta, dove ricoprì il ruolo professionale di infermiere malgrado, poi tramite l’autocertificazione si dichiarerĂ  direttore di struttura complessa. Un atto che mette in forte dubbio i reali meriti dell’incarico conseguito da Vullo e che in tali casi porterebbe di consuetudine alla sospensione certa, così come evidenzia Mario Macrì, responsabile Area medica Uil Fpl: “Ci sorprende questa anticipazione dell’assessore perchĂ© noi sappiamo bene che ci sono stati casi riportati dalla cronaca in cui vengono fatte delle verifiche a campione dei titoli del proprio personale. Sono stati trovati validissimi chirurghi con performance eccellenti ma privi del titolo essenziale, cioè la laurea in medicina: per falsa dichiarazione le aziende sanitarie hanno a quel punto prima sospeso e poi effettuato il licenziamento. perchĂ© è stata prodotta una falsa attestazione”. C’è da tener conto anche del recupero delle somme elargite per il possesso di quel titolo. “Se noi consideriamo il danno erariale provocato dal 2011 dal direttore amministrativo, questo si aggira ad oltre un milione e mezzo di euro, la Regione lo paga in base ad un titolo che non possiede. Alla luce di questa novitĂ  che i commissari saranno confermati per continuitĂ  prima delle prossime elezioni, ci preoccupiamo che lui rispetto ad altri non ha ben operato perchĂ© ha preso un’azienda sanitaria che aveva due presidi ospedalieri, Dea di terzo livello, con un alto indice di attrattivitĂ  rispetto alla Calabria e alle altre province e oggi assistiamo al depotenziamento della rete”.

Il sindacato è sul piede di guerra, pronto ad andare affondo sulla questione senza far passi indietro. Pietro Pata, segretario regionale di Anaao-Assomed rincara la dose. “Non ci fermeremo se non avremo risposte dall’assessorato e dalle istituzioni. Non è il solo, ci sono altri casi e tutti meritano attenzione perchĂ© i requisiti non sono un optional, ce li hai o non ce li hai, e se non li hai lasci spazio a chi li ha e ha merito, e in queste selezioni il merito non è stato premiato”.

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