La Uil tuona contro il declassamento del Papardo

Tornano a rilanciare la questione dell’emergenza sanitaria che attanaglia la cittĂ , le rappresentanze sindacali della Uil Messina e della Anaao Assomed, impegnate stamani in una conferenza stampa tenutasi a Palazzo Zanca per denunciare il drammatico declino dell’Ospedale Papardo, un tempo fiore all’occhiello della sanitĂ  messinese e oggi declassato ad unitĂ  di primo livello.

Un depotenziamento della struttura che il Segretario Generale della Uil Messina, Ivan Tripodi, attribuisce alla mediocritĂ  della classe politica messinese, rea di aver svenduto le strutture cittadine con delle scelte che ridimensioneranno sensibilmente l’offerta sanitaria: “In breve tempo si avrĂ  un esubero solo nell’area medica di 29 medici che perderanno il posto di inquadramento nella loro struttura, contestualmente il Papardo perderĂ  79 posti letto; ci sono cinque strutture complesse che potrebbero scomparire totalmente come Endocrinologia, oppure ridotte a strutture semplici con una risicata offerta per la collettivitĂ  come nei casi di Neurochirurgia, Chirurgia vascolare e soprattutto Dermatologia e  Malattie infettive, che sono centri regionali d’eccellenza”.

Il segretario generale dell’Anao Assumed Pietro Pata invece non ha risparmiato l’ennesima tirata d’orecchie al direttore generale Vullo, spettatore inerte e indifferente nelle occasioni in cui si è deciso il futuro della struttura: “Il direttore generale ha partecipato ai tavoli per i bacini attivati presso l’assessorato. Le idee camminano sulle gambe degli uomini e come camminano le idee lo fanno anche le colpe. C’è chi si è voltato dall’altra parte, malgrado le battaglie per Barcellona e i Nebrodi, poco si è fatto per la difesa del Papardo che aveva raggiunto livelli tecnologici elevati, che a questo punto subiranno degli effettivi danneggiamenti”.

Papardo penalizzato anche da un’applicazione impropria del decreto Balduzzi che, come sottolineano Pippo Calapai, segretario generale Uil Fpl, e Mario Macrì, responsabile Arra medica Uil Fpl, per certi versi mette in discussione persino il diritto costituzionalmente garantito alla sanitĂ  pubblica. Il decreto infatti prevede l’attuazione di tagli sia l’ambito pubblico che privato, tuttavia su quest’ultimo non è mai stato ravvisato alcun intervento di riduzione: “Nella nostra provincia abbiamo la piĂą alta concentrazione di strutture private. Il Balduzzi è stato calato sui costi del pubblico ma non allo stesso modo dei privati che attingono dal fondo pubblico. Il pubblico riduce per mantenere attivo il privato che ad oggi non ha contratto alcun posto letto anzi addirittura ha avuto un leggero aumento in alcuni casi.  Noi ci preoccupiamo di ridurre l’offerta sanitaria, l’attivitĂ , posti letto, ore di prestazioni ambulatoriali. Quanto sottratto al pubblico dove andrĂ ? Per chi se lo può permettere economicamente sarĂ  il privato sennò entrerĂ  nel circuito del convenzionato esterno. Un vero e proprio attentato al diritto alla sanitĂ  pubblica”.

Malgrado le criticitĂ  la Uil non si rassegna alla condanna a morte dell’Ospedale e si dichiara pronta alla mobilitazione per assicurarne la tutela: “Non escludiamo la realizzazione di iniziative popolari per difendere il Papardo, coinvolgendo gli operatori sanitari e i lavoratori colpiti da questo taglio.  Siamo giĂ  in ritardo, di chiacchiere elettorali ne abbiamo giĂ  sentite troppe e date le imminenti elezioni ne sentiremo ancora, per questo non permetteremo passerelle a nessuno perchĂ© colo i quali vogliono sfilare sono gli stessi che hanno creato un disastro che penalizza la cittĂ . L’ospedale ha salvato tante vite umane e non è giusto che venga sacrificato davanti a criteri di bilancio che valgono a Messina ma non a Catania, Palermo ed altri centri. Il Papardo sia un ospedale di secondo livello come è sempre stato”.

Paologiorgio Vinci

foto di Rocco Papandrea

 

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