Antoci sui benefici a Riina: “Vittime si rivolterebbero nelle tombe”

Rimango frastornato dall’idea di consentire a chi ancora oggi viene definito, dal procuratore Roberti, come il capo di Cosa Nostra, di beneficiare di agevolazioni perchĂ© affetto da serie condizioni di salute”.

Sono le parole di Giuseppe Antoci, presidente del Parco dei Nebrodi, scampato l’anno scorso a un agguato mafioso, commentando la notizia di allentare il 41 bis a Totò Riina per le sue condizioni di salute. Sull’argomento c’è stata una levata di scudi da parte della classe politica e, in particolar modo, di chi ha condotto autentiche battaglie contro la mafia in Sicilia.

A nessuno – prosegue Antoci – deve essere negata la possibilitĂ  di ottenere cure adeguate e consone a uno Stato civile, ma ciò può avvenire tranquillamente nei presidi sanitari collegati alle strutture penitenziarie, senza dunque bisogno di rientrare a casa.I tanti servitori dello Stato e le tante persone perbene uccise dalla mafia, molte proprio su ordine di Riina, non hanno avuto certamente la possibilitĂ  di beneficiare di una morte dignitosa. Io sarei potuto essere uno di quelli ed oggi mi sarei rivoltato nella tomba“.

Condividi