Giardini: 700mila euro per proteggere il depuratore di Pietrenere

“Con 700mila euro messe a disposizione della Protezione civile si potrà salvare da eventuali inondazioni il complesso di Pietrenere”: ad annunciarlo è stato il presidente del Consorzio per la rete fognante, Andrea Raneri.

“Abbiamo concluso a Catania – ha proseguito Raneri – una conferenza di servizi al termine della quale si è deciso di avviare opere necessarie. La situazione, come più volte sottolineato, rimane difficile sotto altri aspetti come quello squisitamente finanziario”.

Raneri chiede spesso la puntualità nei versamenti comunali che consentirebbe al complesso della depurazione di andare avanti tranquillamente. Purtroppo ciò non avviene. Unico quasi puntuale nell’erogazione dei pagamenti mensili risulta essere il Comune di Taormina che aderisce, insieme a Giardini Naxos, Castelmola e Letojanni, al complesso che si occupa della realizzazione, gestione e manutenzione degli impianti di depurazione.

Sulla questione è stata avviata un’indagine conoscitiva da parte del presidente del Consiglio comunale, Danilo Bevacqua che chiederà lumi sul presunto debito di Giardini. L’ultimo versamento di Taormina è stato di 89mila 684, pari a un dodicesimo, della somma impegnata ed imputata alla parte corrente del bilancio corrente esercizio in corso di formazione.

“Senza uno sforzo costante – ribadisce Raneri – da parte di tutte le comunità che fanno parte del consorzio non potremmo presto pagare gli stipendi del personale ed andremo in sofferenza per quanto riguarda l’energia elettrica”.

La speranza è che i lavori concordati nel capoluogo etneo possano proteggere per anni la parte del consorzio di Pietrenere, che rischia di essere invaso dalla furia del torrente Alcantara. Presto potrà essere eliminato un isolotto di sabbia che si trova sull’altro del fiume e consolidato, a monte, tutto il percorso del fiume che preme vistosamente su una parte fondamentale del complesso giardinese. È questo il piano pensato dai vertici della Protezione civile dopo i tanti sopralluoghi effettuati assieme ai rappresentanti politici di tutto il comprensorio. Si sta registrando una corsa contro il tempo anche perché, se fosse distrutto il complesso della depurazione dalla furia delle acque, il problema sarebbe reale per tutta l’industria turistica del taorminese che resterebbe senza depurazione.

Si stanno mettendo in atto drastiche e consistenti soluzioni per essere pronti a superare i mesi, immediatamente, dopo l’estate nella speranza che le “bombe d’acqua” che fanno innalzare la quota di scorrimento del fiume si infrangano contro protezioni già attuate a salvaguardia di una struttura che garantisce una depurazione giornaliera del reflui.

Mauro Romano

Condividi