Senza speranza il vaglio di MessinaServizi. Pure oggi si accascia numero legale

Votare o non votare? Non è neanche più questo il problema. I consiglieri preferiscono assentarsi nel momento clou della delibera anche chi a metà febbraio ha disapprovato la sfiducia al sindaco Accorinti. Ma, adesso, non si può stare più dietro l’angolo a guardare, bisogna esprimersi: o dentro o fuori la discussione di una delibera. In realtà non si può più dibattere, è passato persino quel momento. Oggi, il minimo per far passare la delibera da bocciata o da ratificata era 16. Questo limite c’era ma il provvedimento sarebbe andato incontro ad una sorte avversa. La consigliera Russo, forse, ha sentito il dovere di salvaguardare ancora una volta la delibera in Aula, malgrado sia stata la più pignola del Civico Consesso nel setacciare, in passato, le problematiche della delibera. Il voto si arresta a 15 presenti anziché i 16 previsti.

Nessuna polemica sterile dopo la votazione, solo la conta di chi inesorabilmente non vuole il transito della MessinAmbiente alla struttura societaria neo costituita. Spulciando il parere dei consiglieri e fare capire la cronaca dei fatti: i 4 componenti del gruppo Cambiamo Messina dal Basso si sono dichiarati “favorevoli” insieme ad Abbate, Cantali, Gennaro e Trischitta che solo ieri avrebbe voluto presentare ben tre emendamenti; a dichiararsi sempre e con convinzione contrari Carreri, Interdonato e Zuccarello: gli astenuti sono stati Barrile, Adamo, Contestabile e Sindoni. Sugli spalti anche una trentina di impiegati della MessinAmbiente che hanno assistito molto rispettosamente ai lavori d’Assemblea consiliare.

“Si voleva far bocciare la delibera giĂ  da ieri – interpreta il Capogruppo dei Dr Carreri – perchĂ© l’Amministrazione ha giĂ  pronta l’alternativa che è il Concordato fallimentare per scaricare la colpa sul Consiglio comunale. Fra una bocciatura della delibera che poneva in imbarazzo tutti i rappresentanti dell’Aula che hanno dato tutte le chance per approvarla e tra invece approvarla che farebbe emergere delle responsabilitĂ  esistenti alle spalle, si è scelto di lasciare cadere il numero. Ialacqua non dovrebbe piĂą buttare fango sul nostro operato perchĂ© oggi l’atto sarebbe stato cassato. Se non riesce a racimolare un numero adeguato, vuol dire che politicamente ci sono delle grosse pecche”.

Nei prossimi giorni, anche chi ha sostenuto il Sindaco e tutta l’Amministrazione senza sfiduciarli, dovrà pronunciarsi e rispondere all’appello in Aula. La presidente Barrile ha preso atto che ci vorranno cinque giorni per riconvocare il Consiglio. A questo punto, non si può più procedere con una convocazione d’urgenza, come richiesto nelle scorse settimane dal Primo Cittadino e dall’assessore Ialacqua. Quest’ultimo dovrà prendere consapevolezza che sono saltate già tre sessioni per “riconoscere i responsabili che lui stesso voleva individuare”. Molti consiglieri vogliono manifestare una volontà politica di rifiuto verso la continuità del suo mandato.

La prima giornata utile per riunirsi per una nuova consultazione potrebbe essere il prossimo giovedì.

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