MessinaServizi, Le Donne respinge emendamenti. Mano forzata, voto si ferma a 14

Ultima votazione alle 19:36 di oggi. Presenti solo 14 consiglieri nella seconda votazione su un minimo di 21 da toccare per convalidare o bocciare la delibera sull’affidamento del contratto di servizio alla creatura che erediterà tutto il malloppo MessinAmbiente. Il sistema di raccolta e smaltimento resta ancorata in quell’Aula di Palazzo Zanca dove si deciderà del futuro di 550 lavoratori e delle rispettive famiglie, oltre che dei beni della vecchia società in via di trasloco verso la MessinaServizi. A quantificare la presenza oggi fino alla fine dei lavori la presidente Barrile, i consiglieri Abbate, Adamo, Caccamo, Cantali, Fenech, Gennaro, Gioveni, Interdonato, Rella, Risitano, Russo, Santalco e Sindoni. La partecipazione del Segretario Generale Antonio Le Donne ha fatto in modo di ridurre i tempi impostando i lavori con un abbattimento degli interventi da regolamento e in base al numero di volte in cui il provvedimento è aleggiato sugli scranni consiliari.

Dopo tre ore di dibattito, la delibera è stata messa in votazione, secondo una tesi del Segretario Generale per cui, quando è caduta l’ultima sessione, è caduta sulla votazione della delibera. Il regolamento non permetterebbe di effettuare discussioni o dichiarazioni di voto o presentare emendamenti. Si è forzata un po’ la mano in funzione di chi mostra ancora le sue perplessità. In un primo momento, il capogruppo di Forza Italia Trischitta, per esempio, presente in prima votazione ma assente in seconda, ha cercato di far passare un suo emendamento come anche Gennaro. Ma la votazione si è fermata a 20. In seconda valutazione, l’esito era quasi scontato. Qualcuno è andato via e l’aggiornamento della seduta, con lo stesso ordine del giorno, è stato fissato per domani alle 14:30.

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