“Povertà, giovani senza opportunità e quartieri in difficoltà”: la consigliera comunale Maria Perrone chiede all’Amministrazione comunale di rendere conto delle politiche attuate e di indicare obiettivi, risorse e tempi certi.
“I dati sul disagio socioeconomico di Messina richiamati dalla CGIL impongono una domanda che la politica non può più rinviare: quali risposte concrete stanno arrivando ai cittadini che fanno più fatica? Quando una quota così rilevante della popolazione vive in nuclei familiari con risorse economiche insufficienti e tanti giovani rimangono fuori dai percorsi di studi e di lavoro, non siamo davanti a un problema che può essere affrontato soltanto con interventi occasionali. Siamo davanti a una questione che riguarda le opportunità, la dignità delle persone e la capacità della città di garantire prospettive a chi rischia di rimanere indietro. Il dossier, sulla base degli indicatori riferiti al 2023 e aggiornato dall’Istat nell’ottobre 2026, segnala a Messina una percentuale del 32,69% di popolazione appartenente a famiglie a basso reddito equivalente e una quota del 27,97% di giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano. In alcune aree della città il quadro risulta ancora più critico, con indicatori che evidenziano una distribuzione disomogenea delle difficoltà economiche e sociali. Questi numeri devono diventare materia di confronto istituzionale e di verifica amministrativa. Non basta prenderne atto: occorre capire quali strumenti siano disponibili, quali interventi stiano producendo risultati e dove, invece, sia necessario cambiare passo. Come consigliera comunale, ritengo che la questione sociale debba assumere un peso concreto nelle scelte dell’Amministrazione. La qualità di una politica pubblica non si misura soltanto attraverso gli annunci o le risorse dichiarate, ma attraverso la sua capacità di raggiungere le persone, rispondere ai bisogni e migliorare le condizioni di vita. La prima responsabilità è rendere conto dei risultati. Quante famiglie in difficoltà sono state effettivamente sostenute? Quanti giovani hanno trovato un percorso concreto di formazione o inserimento lavorativo grazie agli interventi promossi o coordinati dal Comune? Quali risorse sono state utilizzate? E quali obiettivi si intendono raggiungere nei prossimi mesi? Sono domande legittime, che non anticipano giudizi sull’operato degli uffici o dell’Amministrazione, ma chiedono trasparenza e consentono al Consiglio comunale di esercitare il proprio ruolo di controllo. C’è poi il tema delle periferie. Le differenze territoriali segnalate dagli indicatori impongono di superare una programmazione indistinta, che rischia di non rispondere alle necessità specifiche dei quartieri. Dove si concentrano maggiori fragilità servono servizi accessibili, sostegno alle famiglie, opportunità educative, spazi di aggregazione e una presenza istituzionale forte”.
Conclude la consigliera del Pd, Mariella Perrone.
