“Noto con piacere che altre forze politiche siciliane abbiano aderito alla richiesta di Futuro Nazionale con Vannacci, avanzata dal nostro Responsabile regionale, on. Tommaso Calderone, al Consiglio dei ministri di impugnare dinanzi alla Corte costituzionale la cosiddetta legge-vergogna sulle “mancette”. Una norma varata dall’Assemblea Regionale Siciliana che presenta gravi criticità sotto il profilo dell’uguaglianza, della ragionevolezza, dell’imparzialità e del buon andamento dell’amministrazione. La vicenda impone, tuttavia, una riflessione più ampia sul modo in cui l’ARS ha esercitato la funzione legislativa. In uno Stato di diritto, al legislatore compete individuare in termini generali gli obiettivi di interesse pubblico e i settori nei quali allocare le risorse; spetta poi al potere esecutivo attuare tali scelte, destinando concretamente i fondi attraverso procedure trasparenti, parametri oggettivi e verificabili e nel pieno rispetto dei principi costituzionali. Il Parlamento siciliano ha invece preteso di sovrapporre alla funzione legislativa quella amministrativa, stabilendo la ripartizione di denaro pubblico, senza una procedura comparativa né criteri generali idonei a giustificare la selezione degli interventi. In tal modo, una decisione che avrebbe dovuto essere guidata dall’interesse collettivo è stata esposta, invece, alla logica delle appartenenze e delle convenienze politiche. È intollerabile che le comunità i cui rappresentanti non hanno partecipato alla corsa per ottenere finanziamenti a pioggia possano risultare penalizzate. Le risorse pubbliche appartengono a tutti i siciliani e non possono trasformarsi in uno strumento per soddisfare bacini elettorali o consolidare rapporti clientelari. Ogni territorio deve poter concorrere sulla base dei bisogni effettivi, della qualità dei progetti e di criteri uguali per tutti. Per queste ragioni auspichiamo che il Consiglio dei ministri, accogliendo la richiesta di FnV, valuti con la massima attenzione l’impugnazione della legge dinanzi alla Corte costituzionale.
Così, l’avv. Giovanni Puntarello, Vice Coordinatore Vicario di FnV in Sicilia.
