Difesa della continuitĂ  territoriale, l’Orsa coinvolge Di Maio e il nuovo governo

Una battaglia sindacale, che ha visto convergere trasversalmente tutti rappresentati della politica locale e ieri sera giunta indirettamente fino a Roma, al neonato governo centrale.  La difesa a spada tratta della continuitĂ  territoriale ha sempre in prima linea il sindacato Orsa e il movimento “Il ferriboatnonsitocca” che per mano di Daniele Massaro ha consegnato l’appello per la tutela della continuitĂ  territoriale e la proposta di un primo ammodernamento del sistema di attraversamento dello Stretto al Ministro del lavoro Luigi di Maio, ieri a Messina in occasione del comizio del candidato pentastellato Gaetano Sciacca a Piazza Cairoli. 

Il leader del M5S,  che si è impegnato a consegnare i documenti al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, è l’ultimo esponente che ha sposato la vertenza, segue infatti lo stesso Sciacca, il candidato a sindaco del centodestra Bramanti, quello del centro sinistra Saitta e l’on. Cateno De Luca: una lunga lista di profili locali di diversa estrazione politica ma pronti a battagliare sulla questione.

Contestato l’emendamento alla finanziaria, presentato dall’Onorevole Vincenzo Garofalo nel 2017, che secondo l’Orsa rilancia una finta modernizzazione che non prevede alcuna sovvenzione di Stato. Il rischio paventato dal sindacato è rappresentato da un possibile futuro azzeramento dei treni e delle navi, in favore di un sistema di navi veloci giudicato vetusto.

La denuncia: “La furmata è trasferire a RFI, a costo zero, la gestione delle due navi veloci in forza a Bluferries che attualmente garantisce il servizio fra Messina e Villa San Giovanni con una sovvenzione di tre milioni di euro annui. Il costo zero di fatto mette a rischio entrambi i servizi, azzera le sovvenzioni Statali e obbliga Ferrovie a effettuare il servizio veloce con le risorse destinate al traghettamento dei treni. In buona sostanza, per risparmiare, si penalizza ulteriormente la lunga percorrenza ferroviaria per concretizzare ciò che vogliono rifilarci come modernizzazione: due navi veloci datate Tindari e Selinute presenti nello Stretto da tempo che, oltre a servire i pendolari, dovrebbero traghettare, a piedi, anche i passeggeri dei treni da una sponda all’altra. Il classico “due piccioni con una fava”, in soldoni significa un taglio delle sovvenzioni di tre milioni di euro annui per l’attraversamento veloce e il tramonto definitivo della continuitĂ  territoriale ferroviaria. Ribadiamo con forza e in tutte le sedi che entrambi i servizi sono irrinunciabili, uno non può escludere l’altro”.

L’Orsa reclama chiarezza: “Evitiamo di mettere tutto nel calderone della modernizzazione al risparmio: La continuitĂ  territoriale ferroviaria fa parte del cosiddetto “Servizio Universale” su tratte a media e lunga percorrenza, rivolto allÂ’utenza ferroviaria che si sposta dalla Sicilia al continente e le sovvenzioni sono a carico dello Stato, il collegamento veloce invece è un servizio in tratta breve, rivolto all’utenza pendolare dell’area metropolitana, una sorta di Trasporto Pubblico Locale che può pretendere finanziamenti anche dalle Regioni e dai Comuni dell’area integrata dello Stretto.

Siamo certi – conclude in una nota diffusa a mezzo stampa il sindacato –  che, a suo tempo, l’Onorevole Garofalo abbia agito in buona fede ma, visto il taglio di risorse, oggi dovrebbe intervenire a tutela del territorio. Attendiamo fiduciosi sperando non si tratti di promesse e impegni dettati dall’onda elettorale, l’ORSA e ILFERRIBOTTENONSITOCCA vigileranno sull’operato del Governo, della Regione, di Ferrovie e del nuovo sindaco di Messina, in assenza di risposte concrete siamo attrezzati per passare dalla proposta alla protesta”. 

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