Area dello Stretto, Signorino: Ars e omologa Calabrese fanno genitori di figli inetti da sposare

Una sorta di balia che influenza la prole da accudire e che deve anche decidere sulla propria formazione sta prendendo piede, sotto le sembianze del “Comitato Tecnico” per il Piano strategico dell’Area dello Stretto. Traduciamo così il pensiero dell’assessore allo Sviluppo Economico Guido Signorino che, questa mattina, ha voluto praticare una “Tac total body” del ruolo di questo organismo e rivelare che serve solo a “produrre documenti di indirizzo”. Istituire un “Comitato interregionale” e nominare uno “Staff Tecnico” per il Piano che interessa le due sponde che si guardano al di là del mare equivale a sminuire l’operato delle Città Metropolitane e la fiducia riposta su di esse.

“Tempi moderni e medioevo istituzionale. Nel XXI secolo le Assemblee Regionali siciliana e calabrese credono di essere mamma e papà che combinano matrimoni per figli giuridicamente incapaci (le Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria) – non le manda a dire Signorino -. Dimenticando, tra l’altro, che le Assemblee hanno un ruolo normativo e non amministrativo. Come se a definire fusione o collaborazione tra Fiat e Crhysler possano essere state le Confederazioni industriali di Italia e USA e non le aziende con concerto sindacale. Cosa direbbero i Presidenti delle stesse Assemblee Regionali se a definire un percorso di integrazione tra le due Regioni fosse una strana ‘Conferenza’ supportata da un fantomatico ‘Comitato’, di nomina ministeriale e senza ruolo o partecipazione delle Regioni stesse? È evidente l’inciampo istituzionale”.

“Chi afferma che il Comitato è tecnico, non ricorda che questo è di nomina politica e che tale nomina ha avuto luogo entro un percorso istituzionalmente monco, mutilato, sbagliato. È un fatto di cultura istituzionale e costituzionale. La riforma del Titolo V della Costituzione (l’unica ratificata dal voto popolare) ha introdotto il principio di sussidiarietà come ispirativo dell’attribuzione dei poteri alle autonomie locali e l’istituzione delle Città Metropolitane ha introdotto principi inediti di autogoverno delle comunità locali; questi non possono essere contraddetti da un’attuazione bizzarra della prevista “Conferenza”, dove l’aggettivo “Interregionale” deve essere inteso (per coerenza con l’ordinamento costituzionale e normativo) in senso territoriale (ossia: che riguarda più di una regione) e non istituzionale (ossia: che possa essere gestito da organi Regionali, saltando le Città Metropolitane e i Comuni Capoluogo)”.

L’assessore puntualizza che le Città Metropolitane e i Comuni Capoluogo lavorano già per la costruzione dell’Area Metropolitana dello Stretto di Messina, con azioni concrete e condivisione di progetti. La Città di Messina ha ispirato il “C7” che, riunitosi a Palazzo Zanca il maggio scorso per condividere le linee-guida della strategia di sviluppo del Mezzogiorno, tornerà a incontrarsi sul tema dei trasporti e dell’infrastrutturazione. Ancora, utilizzando comunemente i fondi europei, Messina e Reggio Calabria hanno cofinanziato progetti di mobilità sullo Stretto per 26 milioni.
“Perché l’Area Metropolitana dello Stretto si costruisce coi fatti e con gli investimenti – ribadisce -. Commissioni o comitati che pretendano di agire senza il vaglio e l’indirizzo delle Città Metropolitane e dei Comuni Capoluogo sono destinati a produrre documenti di indirizzo, magari di pregio, ma sganciati da conducenti e finalizzati percorsi istituzionali”.

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