“La vicenda dell’annullamento del calendario venatorio siciliano 2026-2027 da parte del TAR, legata alla mancata revisione della pianificazione faunistico-venatoria, l’ultima addirittura risale al 2013-2018, solleva seri interrogativi sulla capacità della Regione Siciliana di adempiere tempestivamente ai propri obblighi. La pianificazione faunistica non è una scelta facoltativa né un dettaglio burocratico. È uno strumento previsto dalla normativa nazionale attraverso il quale le Regioni devono programmare la tutela della fauna selvatica, la conservazione degli habitat e l’organizzazione dell’attività venatoria”.
Lo scrive in una nota Angelo Toscano, segretario cittadino del PRI.
Il PRI di Messina denota come in Sicilia, la programmazione continua a essere sostituita dall’emergenza permanente. Si governa rincorrendo problemi che avrebbero dovuto essere affrontati anni prima, mentre si accumulano ritardi che generano contenziosi, incertezza normativa e danni per tutti i soggetti coinvolti.
“Non si tratta di un caso isolato. È il riflesso di un modello amministrativo che troppo spesso sembra incapace di rispettare tempi, obblighi e responsabilità. Dai grandi temi infrastrutturali alla gestione ambientale, dalla programmazione territoriale alla spesa delle risorse pubbliche, il copione è sempre lo stesso: annunci, rinvii, giustificazioni e scaricabarile.
La Sicilia merita molto di più di una Regione che arriva sistematicamente in ritardo sugli appuntamenti con il proprio dovere istituzionale. Merita una classe dirigente capace di programmare, decidere e assumersi le proprie responsabilità davanti ai cittadini.
L’assenza di programmazione non è una fatalità ma una responsabilità politica”.
