Il sindaco di Messina, Federico Basile, quale ufficiale di Governo, lo scorso 6 ottobre ha emesso un’ordinanza, notificata agli eredi Leone (9 in tutto) il 21 ottobre, con la quale ha intimato la rimozione, il trasporto e lo smaltimento delle macerie del crollo della palazzina di Pistunina.
Gli eredi chiamati in causa da Palazzo Zanca – secondo l’ordinanza sindacale – avevano 15 giorni di tempo per liberare l’area di stoccaggio allocata in uno dei parcheggi dello stadio San Filippo e requisita proprio per depositare le macerie come richiesto dall’autorità giudiziaria. In caso di inottemperanza sarebbe scattato il deferimento all’autorità giudiziaria.

L’ordinanza del sindaco Basile segue di appena 20 giorni la celebrazione dei funerali delle vittime della disgrazia avvenuta lo scorso luglio.
Un’autentica beffa per i familiari della famiglia Leone costretti a dover provvedere a spese proprie alla rimozione delle macerie.
Tuttavia, gli eredi si sono rivolti all’avvocato Giovanni Marchese, il quale ha proposto ricorso al TAR di Catania per sospendere in via cautelare l’ordinanza sindacale. Ricorso accolto in attesa della decisione collegiale dell’istanza cautelare, fissata per giorno 24 novembre 2026. L’avvocato Marchese ha opposto nel suo ricorso un difetto di legittimazione passiva dal momento che l’immobile collassato risulta intestato a due distinte società. Il Comune di Messina, forse troppo frettolosamente, ha emesso l’ordinanza indicando quasi alla “cieca” i potenziali eredi.
Occorre aggiungere che la Regione siciliana, attraverso un emendamento del governo-Schifani alla variazione di bilancio dello scorso ottobre, ha stanziato 3 mln di euro proprio per provvedere alla rimozione e allo smaltimento di circa 4mila metri cubi di macerie.
