Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un genitore di un figlio “fragile” costretto a “tribolare” fra gli ospedali prima di ricevere le cure adeguate all’IRCCS di Messina
Gentile redazione, questa mia non è una lettera di ringraziamento, ma di denuncia.
Sono il padre di un ragazzo, con un deficit cognitivo dalla nascita, il quale all’improvviso ha iniziato a urinare sangue, senza alcuna motivazione e per la quale ci siamo rivolti all’ospedale di Milazzo dove sono sta esegui gli accertamenti e visto i risultati per sospetto tumore alla vescica, ci hanno indicato una valutazione urologica urgente.
Ci siamo quindi rivolti a un urologo, che lo ha visitato più volte nell’arco di pochi giorni: millecinquecento euro tra visite, ecografie e cistoscopia. Poi, per il posizionamento del catetere, un’ulteriore voce in fattura di dieci euro. Quando si dice non lasciare nulla al caso, nemmeno il centesimo. Nei giorni successivi si è formato in vescica un coagulo di 8 x 9 cm. Non lo dico io, si legge nella lettera di dimissione dell’ospedale dove mio figlio nel fra tempo è stato ricoverato.
Davanti a quei sintomi ci siamo rivolti al Policlinico Universitario, dove ci hanno consigliato di tornare dallo specialista che aveva messo il catetere e lo, stesso ha confermato che il caso era urgente e ci ha prospettato la soluzione. Un intervento da parte di un suo collaboratore, a pagamento.
Curioso. Un’urgenza con tariffario non l’avevo mai vista. Io, padre di un ragazzo fragile, cercavo una mano. Ho trovato un preventivi. Altro che, la sofferenza di mio figlio era una voce di bilancio.
Poi siamo arrivati dal dottor Iannello, primario di Urologia dell’IRCCS Bonino Pulejo, il quale ha capito subito la gravità e in dodici ore ha operato e risolto tutto. Mio figlio è passato dai dolori e dalla cantilena “brucia, brucia” a guardare la tv tranquillo, senza catetere.
Visto il ritardo mentale e la fragilità di mio figlio, ci ha permesso di restare in stanza, io e mia moglie, alternandoci 24 ore su 24.
Nessun collaboratore da pagare, nessun giro di parole. Solo competenza, umanità e attenzione. La differenza l’abbiamo sentita tutta, e per fortuna non compariva in fattura. A chi si trova in una situazione simile voglio dire che la paura è una pessima consigliera e, a volte, anche un ottimo affare per qualcuno.
Non faccio nomi: i lupi, nelle favole, non ne hanno bisogno. Io riporto solo ciò che c’è scritto in fattura, nei referti di pronto soccorso dei vari ospedali e nella le era di dimissione. Ognuno tragga le sue conclusioni. Chiedete un secondo parere. Prima, non dopo”.
