{"id":96724,"date":"2022-02-10T18:07:34","date_gmt":"2022-02-10T17:07:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/02\/10\/foibe-draghi-totalitarismi-e-odio-non-trovino-mai-piu-spazio\/"},"modified":"2022-02-10T18:07:34","modified_gmt":"2022-02-10T17:07:34","slug":"foibe-draghi-totalitarismi-e-odio-non-trovino-mai-piu-spazio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/02\/10\/foibe-draghi-totalitarismi-e-odio-non-trovino-mai-piu-spazio\/","title":{"rendered":"Foibe, Draghi \u201cTotalitarismi e odio non trovino mai pi\u00f9 spazio\u201d"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; &#8220;Oggi commemoriamo le donne e gli uomini uccisi per mano dei partigiani jugoslavi e del regime comunista di Tito. E ricordiamo tutti coloro che furono costretti a lasciare la propria terra. Le loro storie sono un avvertimento quanto mai attuale del pericolo rappresentato dai totalitarismi e dalla violenza politica. Perch\u00e8 quelle divisioni, quell&#8217;odio, quei soprusi non trovino mai pi\u00f9 spazio in Europa&#8221;. Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario<br \/>Draghi, in occasione della celebrazione del Giorno del Ricordo, a<br \/>Palazzo Madama, alla presenza, tra gli altri del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del presidente del Senato Elisabetta Casellati e del vicepresidente della Camera Ettore Rosato.<br \/>&#8220;A distanza di oltre settant&#8217;anni, dobbiamo cogliere l&#8217;opportunit\u00e0 di questa giornata per continuare a indagare sulle cause profonde di quanto accaduto &#8211; ha proseguito Draghi -. E dobbiamo continuare a costruire una memoria storica condivisa.<br \/>Dobbiamo respingere ogni tentativo di strumentalizzazione per fini politici. Perch\u00e8 le vicende che oggi ricordiamo non possono essere un pretesto per provocazioni o propaganda&#8221;. <br \/>&#8220;La ricorrenza di oggi deve essere anche un&#8217;occasione per rafforzare i legami con i nostri vicini &#8211; ha sottolineato il premier -. Dobbiamo guardarci l&#8217;un l&#8217;altro con benevolenza e con rispetto. Non fare dei confini una causa di conflitto. Ed evitare che gli errori del passato diventino motivo di divisione o di risentimento&#8221;.<br \/>&#8220;Quando ricordiamo le vittime civili delle persecuzioni avvenute in Istria, nella Dalmazia, nella Venezia Giulia, piangiamo anche la sconfitta di un mondo libero e aperto &#8211; ha detto ancora Draghi -. Dove il mescolarsi di culture e lingue era fonte di ricchezza e di gioia. Dobbiamo continuare ad impegnarci per trovare terreno comune tra nazioni diverse. E l&#8217;unit\u00e0 nella diversit\u00e0. Con il &#8220;giorno del Ricordo&#8221; continuiamo questo cammino di riconciliazione e rendiamo omaggio a tutte le vittime di quegli anni, italiane e slave. Lo stesso percorso che ha portato nel 2020 il Presidente Mattarella a tenere per mano il Presidente della Repubblica di Slovenia Borut Pahor a Basovizza. Un allineamento &#8220;di tutte le stelle&#8221;, come ha detto in quell&#8217;occasione il presidente sloveno. Per fare &#8220;patrimonio comune&#8221; del passato, nelle parole del Presidente Mattarella &#8211; ha concluso Draghi -. Questo dialogo deve ispirarsi ai valori che oggi ci accomunano: il pluralismo, la democrazia, la libert\u00e0.<br \/>I principi fondanti della Repubblica italiana e dell&#8217;Unione europea. Le uniche, vere garanzie di un&#8217;autentica coesistenza tra nazioni e tra persone&#8221;.<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; &#8220;Oggi commemoriamo le donne e gli uomini uccisi per mano dei partigiani jugoslavi e del regime comunista di Tito. E ricordiamo tutti coloro che furono costretti a lasciare la propria terra. Le loro storie sono un avvertimento quanto mai attuale del pericolo rappresentato dai totalitarismi e dalla violenza politica. 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