{"id":94859,"date":"2022-01-25T17:11:47","date_gmt":"2022-01-25T16:11:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=94859"},"modified":"2022-01-25T17:16:03","modified_gmt":"2022-01-25T16:16:03","slug":"nania-quando-nel-1989-proposi-lelezione-diretta-del-capo-dello-stato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/01\/25\/nania-quando-nel-1989-proposi-lelezione-diretta-del-capo-dello-stato\/","title":{"rendered":"Nania: &#8220;Quando nel 1989 proposi l&#8217;elezione diretta del Capo dello Stato&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p>Ospitiamo oggi un interessante contributo del Sen. Mimmo Nania che ripropone il tema dell&#8217;assoluta necessit\u00e0 dell&#8217;elezione diretta del Capo dello Stato. Un tema di scottante attualit\u00e0 che merita l&#8217;apertura di un nuovo dibattito politico.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il 26 giugno 1991 l\u2019allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga invi\u00f2 alle Camere un messaggio sulle riforme che fece esplodere alcuni temi caldi del momento, quali il presidenzialismo, la relazione tra Costituzione formale e Costituzione materiale e quella tra il titolare della sovranit\u00e0 e le forme del suo esercizio. <\/em><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n\n\n\n<p><em>Nel corso del dibattito alla Camera, il 25 luglio 1991 presi la parola e dichiarai a nome del Fruppo del MSI il sostegno al Messaggio di Cossiga. L\u2019arco costituzionale di allora, dai democristiani ai comunisti, si chiuse a riccio nella difesa acritica della sovranit\u00e0 del Parlamento sostenendo che la sovranit\u00e0 appartiene, s\u00ec, al popolo ma che mentre vota, la perde per trasferimento quinquennale a deputati e senatori senza alcuna possibilit\u00e0 d\u2019interloquire col Parlamento \u201cstrada facendo\u201d in forme democratiche. Nel mio intervento misi in dubbio l\u2019interpretazione partitocratica della sovranit\u00e0 popolare sostenendo che i tempi erano maturi per introdurre nell\u2019organizzazione dei poteri pi\u00f9 dosi di democrazia diretta e nuove forme referendarie senza per questo mettere in discussione i fondamenti della democrazia rappresentativa.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>D\u2019altra parte, quale pregiudizio ideologico, pu\u00f2 impedire a un corpo elettorale, in una democrazia matura, di dire \u201ccome la pensa\u201d con un referendum propositivo oltre che con quello abrogativo?   Dissi: \u201cCerto. Nessuno pu\u00f2 pensare di proporre, in blocco, un referendum abrogativo sul programma di governo, perch\u00e9 il giudizio elettorale, in questo caso, non pu\u00f2 che essere di carattere generale, riguardare i risultati ottenuti ed esprimersi in un appuntamento specifico come le elezioni politiche, confermando o bocciando la maggioranza in carica. Mi sembra del tutto normale, invece, proporlo quando si tratta di valutare l\u2019attualit\u00e0, la validit\u00e0 e l\u2019efficienza delle Istituzioni o le proposte di mantenimento, di rafforzamento e di cambiamento di un assetto politico e istituzionale. Il referendum propositivo \u00e8 lo strumento che consente al popolo di dire l\u2019ultima parola e non implica il pericolo di svolte autoritarie e derive peroniste. Chi afferma che sarebbe un errore introdurlo perch\u00e9 significa vagheggiare regimi plebiscitari, dimentica di valutare il dato storico che al plebiscito ricorre sempre chi esercita il potere. Che convoca il popolo e lo invita a ratificare con un S\u00ec o un No, ci\u00f2 che ha gi\u00e0 deciso. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Qualcosa di molto simile al plebiscito avviene con il referendum abrogativo sulle leggi ordinarie e con il referendum confermativo sulle leggi costituzionali, previsti negli articoli 75 e 138 della nostra Carta. I cittadini, infatti, possono confermare o no, una legge gi\u00e0 approvata dal Palazzo, ma non possono mai scegliere, come noi si chiede, tra due ipotesi, per esempio tra una Repubblica presidenziale e una parlamentare.  La filosofia di tipo plebiscitario, che sottosta i referendum abrogativi, si nota meglio esaminando da vicino l&#8217;articolo 138 della Carta, perch\u00e9 se \u00e8 vero che i cittadini possono ricorrere al referendum per dire S\u00ec o No alla legge costituzionale voluta dal Parlamento a maggioranza assoluta dei suoi membri (316 alla Camera, 116 al Senato), \u00e8 altrettanto vero che gli elettori non possono farlo se le Camere approvano quella legge con la maggioranza dei due terzi (421 alla Camera, 211 al Senato) dei suoi membri. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La Costituzione, infatti, sancendo all\u2019articolo 138, terzo comma, che \u2018non si fa luogo a referendum se la legge \u00e8 stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza dei due terzi dei suoi componenti\u2019, intanto stabilisce che pi\u00f9 accordo c\u2019\u00e8 tra i partiti in Parlamento meno libert\u00e0 hanno i cittadini, quindi statuisce un&#8217;incomprensibile supremazia dei due terzi del Palazzo sul popolo sovrano, e infine trasforma deputati e senatori da rappresentanti del popolo sovrano in rappresentanti sovrani del popolo!I cittadini, in pratica, solo col referendum propositivo esercitano una vera scelta, perch\u00e9 non sono sottoposti alla possibilit\u00e0 secca di accettare o rifiutare. Insomma, la posizione del corpo elettorale, rispetto al referendum abrogativo di cui alla Costituzione, \u00e8 la stessa di quella in cui versa il popolo, rispetto al plebiscito: la ratifica.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il 9 maggio del 1989, il MSI ha presentato una proposta di legge costituzionale stilata dal sottoscritto, primo firmatario Fini, per lo svolgimento di un referendum consultivo formulando i seguenti quesiti: \u201cVolete voi che i cittadini eleggano direttamente ogni cinque anni il Presidente della Repubblica? Volete voi che il Presidente della Repubblica nomini e revochi il Presidente del Consiglio e i singoli ministri? Volete voi l\u2019introduzione del referendum deliberativo, ordinario e costituzionale, nella Costituzione della Repubblica? Volete voi l\u2019introduzione del referendum consultivo nella Costituzione della Repubblica? Volete voi abolire l&#8217;articolo 138, terzo comma, della Costituzione, nella parte in cui vieta ai cittadini di ricorrere al referendum, quando una norma \u00e8 approvata con la maggioranza dei due terzi di ciascuna Camera? &#8230; <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cPer concludere. Una democrazia che vuole reggersi sul consenso degli elettori, \u00e8 veramente tale se non nega ai cittadini l\u2019esercizio di un atto che la legittima.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Sen. Mimmo Nania<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ospitiamo oggi un interessante contributo del Sen. Mimmo Nania che ripropone il tema dell&#8217;assoluta necessit\u00e0 dell&#8217;elezione diretta del Capo dello Stato. Un tema di scottante attualit\u00e0 che merita l&#8217;apertura di un nuovo dibattito politico. 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