{"id":94331,"date":"2022-01-21T09:17:33","date_gmt":"2022-01-21T08:17:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/01\/21\/reddito-di-cittadinanza-a-mafiosi-5-denunce-nel-catanese\/"},"modified":"2022-01-21T09:17:33","modified_gmt":"2022-01-21T08:17:33","slug":"reddito-di-cittadinanza-a-mafiosi-5-denunce-nel-catanese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/01\/21\/reddito-di-cittadinanza-a-mafiosi-5-denunce-nel-catanese\/","title":{"rendered":"Reddito di cittadinanza a mafiosi, 5 denunce nel Catanese"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>CATANIA (ITALPRESS) \u2013 I Carabinieri della Compagnia di Patern\u00f2, in collaborazione con i colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Catania, hanno denunciato 5 persone, tra mafiosi o familiari di mafiosi, gravemente indiziate di avere percepito indebitamente il reddito di cittadinanza, utilizzando dichiarazioni mendaci e omettendo informazioni dovute. Nell\u2019ambito di una rapida e mirata attivit\u00e0 d\u2019indagine, avviata d\u2019iniziativa, \u00e8 stata approfondita la posizione dei cittadini percettori di erogazioni pubbliche da parte dello Stato, nel caso di specie del Reddito di Cittadinanza. Gli accertamenti sono stati prioritariamente indirizzati a indentificare quelle persone che, seppur in carenza dei requisiti richiesti dalla normativa di settore, risultano usufruire ugualmente, direttamente o indirettamente, dell\u2019erogazione del beneficio.<br \/>Nello specifico, gli investigatori hanno scovato tra i beneficiari soggetti appartenenti a cosche mafiose attive nel capoluogo etneo e in provincia che, pur essendo gravati da sentenze passate in giudicato per i reati di associazione di tipo mafioso, hanno personalmente richiesto ed ottenuto il Reddito di cittadinanza. In particolare il capo e organizzatore del clan \u201cAlleruzzo-Assinnata-Amantea\u201d, articolazione territoriale della famiglia \u201cSantapaola-Ercolano\u201d di Catania, attualmente detenuto e tratto in arresto nell\u2019ambito della recente operazione \u201cSotto Scacco\u201d condotta dalla Compagnia Carabinieri di Patern\u00f2 e dalla D.D.A. della Procura etnea, conclusasi il 4 maggio scorso con l\u2019esecuzione di 40 ordinanze di custodia cautelare in carcere. Denunciata anche una donna, attualmente detenuta, appartenente al clan \u201cRapisarda\u201d, attivo nel comune di Patern\u00f2 e articolazione locale della famiglia \u201cLaudani\u201d di Catania, moglie del reggente dell\u2019omonimo clan, attualmente detenuto al 41 bis. <br \/>E poi, un appartenente al \u201cgruppo di Picanello\u201d della famiglia \u201cSantapaola-Ercolano\u201d di Catania,<br \/>nonch\u00e8 altre due donne che hanno richiesto e ottenuto il beneficio, per conto dei propri coniugi, pur essendo anche quest\u2019ultimi gravati da sentenze di condanna definitive per associazione di tipo mafioso: nello specifico, appartenenti rispettivamente al \u201cgruppo di Picanello\u201d della famiglia \u201cSantapaola-Ercolano\u201d e al clan \u201cMorabito-Rapisarda\u201d, attivo nel comune di Patern\u00f2 e articolazione locale della famiglia \u201cLaudani\u201d del capoluogo etneo.<br \/>Il beneficio, concesso a richiesta dei cittadini, \u00e8 subordinato ad una serie di requisiti da possedere cumulativamente all\u2019atto della presentazione dell\u2019istanza e per tutta la durata del beneficio. Nello specifico, chi lo richiede e i componenti del nucleo familiare del richiedente, nei dieci anni precedenti, non devono essere stati condannati (con sentenze irrevocabili) per reati, tra gli altri, di associazione di tipo mafioso o truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.<br \/>Per scoraggiare comportamenti illeciti sono state introdotte specifiche sanzioni di natura penale, prevedendo in particolare la pena della reclusione da due a sei anni nei confronti di chiunque, al fine dell\u2019indebita percezione del beneficio \u201crende o utilizza dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero omette informazioni dovute\u201d, come avviene nell\u2019iniziale fase in cui il richiedente non \u00e8 percettore del sussidio e intende ottenerlo. <br \/>L\u2019importo complessivo riscosso indebitamente, a vario titolo tra marzo 2020 e lo scorso settembre, \u00e8 di oltre 48 mila euro. L\u2019Inps, che ha confermato l\u2019importo, su delega della Procura di Catania ha revocato immediatamente il beneficio e avviato le necessarie procedure di restituzione di quanto illecitamente percepito, evitando cos\u00ec che l\u2019Erario continuasse ad elargire ai soggetti denunciati ulteriori consistenti somme non dovute.<br \/>Le numerose operazioni condotte in ambito provinciale dai reparti dell\u2019Arma, anche in collaborazione con il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Catania, hanno consentito, nell\u2019anno 2021, di acquisire elementi indiziari sul conto di 149 persone che, a vario titolo, con false attestazioni, hanno indebitamente goduto delle somme di denaro pubblico destinate loro per un ammontare complessivo di oltre un milione di euro. Di rilievo, in particolare, gli accertamenti che nell\u2019aprile scorso hanno consentito, su delega della Procura Distrettuale etnea, l\u2019esecuzione di un decreto di sequestro preventivo delle carte di reddito di cittadinanza nei confronti di 76 persone, tra cui anche alcuni \u201cuomini d\u2019onore\u201d, indebiti percettori per avere utilizzato dichiarazioni attestanti cose non vere nonch\u00e8 omettendo informazioni dovute. <br \/>(ITALPRESS).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CATANIA (ITALPRESS) \u2013 I Carabinieri della Compagnia di Patern\u00f2, in collaborazione con i colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Catania, hanno denunciato 5 persone, tra mafiosi o familiari di mafiosi, gravemente indiziate di avere percepito indebitamente il reddito di cittadinanza, utilizzando dichiarazioni mendaci e omettendo informazioni dovute. 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