{"id":91861,"date":"2021-12-23T16:07:36","date_gmt":"2021-12-23T15:07:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/12\/23\/occupazione-sotto-la-media-ue-anche-tra-i-laureati\/"},"modified":"2021-12-23T16:07:36","modified_gmt":"2021-12-23T15:07:36","slug":"occupazione-sotto-la-media-ue-anche-tra-i-laureati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/12\/23\/occupazione-sotto-la-media-ue-anche-tra-i-laureati\/","title":{"rendered":"Occupazione sotto la media Ue anche tra i laureati"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Nonostante il premio occupazionale dovuto all&#8217;istruzione, in Italia il tasso di occupazione resta inferiore alla media europea anche tra i laureati (80,8% tra i 25 e i 64 anni contro 85,5% dell&#8217;Ue27) oltre che tra i diplomati (70,5% contro 75,7%). E&#8217; quanto emerge dai dati del Report Istat sui ritorni occupazionali dell&#8217;istruzione. Nel 2020, il tasso di occupazione della popolazione tra i 25 e i 64 anni registra una riduzione di 0,8 punti, attestandosi al 65,6%. L&#8217;impatto della pandemia Covid-19 \u00e8 stato pi\u00f9 marcato per chi ha un basso livello di istruzione: il tasso di occupazione \u00e8 sceso di 1,1 punti per la popolazione con al massimo un titolo secondario inferiore, di 0,9 punti tra chi ha raggiunto il diploma e di 0,6 punti tra i laureati. Si registra dunque, nel 2020, un lieve aumento del gi\u00e0 marcato &#8220;premio&#8221; occupazionale dell&#8217;istruzione, inteso come maggiore probabilit\u00e0 di essere occupati al crescere del titolo di studio conseguito. Il tasso di occupazione per coloro che hanno un titolo secondario superiore \u00e8 18,8 punti pi\u00f9 alto rispetto a quello di chi ha un titolo secondario inferiore (70,5% e 51,7%) e il tasso tra chi ha un titolo terziario supera di 10,3 punti quello osservato per i diplomati (80,8% e 70,5%). In sintesi, il vantaggio di un laureato rispetto a chi ha raggiunto al massimo la licenza media \u00e8 di 29 punti percentuali. Dal 2008 a oggi, il vantaggio occupazionale della laurea rispetto al diploma \u00e8 cresciuto, mentre quello dei diplomati rispetto a coloro che hanno un titolo di studio pi\u00f9 basso \u00e8 diminuito. Il tasso di occupazione della popolazione laureata residente in Italia \u00e8 di circa 5 punti pi\u00f9 basso di quello medio europeo (80,8% contro 85,5%). Nonostante il limitato numero di giovani laureati, in Italia le loro prospettive occupazionali sono relativamente pi\u00f9 deboli rispetto alla media europea: nel 2020, la quota degli occupati tra i 30-34enni laureati \u00e8 stimata al 78,3%, contro un valore medio Ue27 dell&#8217;86,5%. <br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Nonostante il premio occupazionale dovuto all&#8217;istruzione, in Italia il tasso di occupazione resta inferiore alla media europea anche tra i laureati (80,8% tra i 25 e i 64 anni contro 85,5% dell&#8217;Ue27) oltre che tra i diplomati (70,5% contro 75,7%). E&#8217; quanto emerge dai dati del Report Istat sui ritorni occupazionali dell&#8217;istruzione. 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