{"id":90872,"date":"2021-12-15T18:07:33","date_gmt":"2021-12-15T17:07:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/12\/15\/la-paura-del-covid-condiziona-la-ripresa-e-i-consumi\/"},"modified":"2021-12-15T18:07:33","modified_gmt":"2021-12-15T17:07:33","slug":"la-paura-del-covid-condiziona-la-ripresa-e-i-consumi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/12\/15\/la-paura-del-covid-condiziona-la-ripresa-e-i-consumi\/","title":{"rendered":"La paura del Covid condiziona la ripresa e i consumi"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Paura e pessimismo sull&#8217;evoluzione della pandemia nei prossimi dodici mesi caratterizzano le opinioni dei cittadini, in particolare quelle dei gruppi sociali pi\u00f9 vulnerabili: il 24,7% degli italiani \u00e8 confuso, il 39% \u00e8 ottimista e il 36,3% \u00e8 pessimista. Pi\u00f9 pessimisti sono i bassi redditi (40,3%), operai ed esecutivi (42,1%) e le donne (42,2%). E&#8217; quanto emerge dal terzo Rapporto CENSIS-Tendercapital &#8220;Inclusione ed esclusione sociale: cosa ci lascer\u00e0 la pandemia&#8221;, presentato presso la sede del CENSIS. La ricerca mette in luce come il tema della sostenibilit\u00e0 sociale non sia solo oggetto di dibattito e fonte di idee innovative, ma rappresenti sempre pi\u00f9 un concreto programma operativo per l&#8217;Italia del dopo-pandemia. Il Rapporto, quindi, \u00e8 uno strumento utile anche per capire come avviare interventi in grado di limitare le disparit\u00e0 e le esclusioni sociali, che l&#8217;emergenza sanitaria ha accentuato creando nuove sacche di povert\u00e0.<br \/>Diretta conseguenza di questo stato d&#8217;animo di paura \u00e8 la cautela nella gestione delle spese. In vista delle prossime festivit\u00e0 natalizie, il dato medio sul totale degli italiani indica che il 20,7% spender\u00e0 meno per i prodotti alimentari, il 33,1% per regali a familiari e amici, il 42,4% per viaggi e vacanze.<br \/>Dall&#8217;inizio della pandemia il 58,5% degli italiani dice di aver vissuto situazioni di forte stress psicofisico, il 58,8% di depressione, il 60,9% di ansia e paura indefinita. Un carico di sofferenza psichica socialmente diffuso, che per\u00f2 ha colpito di pi\u00f9 giovani e bassi redditi.<br \/>Insieme a questo disagio psicologico soggettivo, la pandemia ha generato anche nuove sacche di povert\u00e0. Ci sono oltre un milione di nuovi poveri nel 2020, con un incremento del +21,9% rispetto al 2019: di questi, le donne sono 532mila (+22,9%), i giovani 222mila (+23,2%). Sono invece 333mila le famiglie in povert\u00e0 assoluta in pi\u00f9 nel 2020 rispetto al 2019.<br \/>Ad alto rischio nel protrarsi dell&#8217;emergenza sono le persone senza risparmi: il 23,1%, ma \u00e8 il 33,4% tra i bassi redditi, il 29,5% tra i bassi titoli di studio. Tra chi non dispone del cash cautelativo la paura della povert\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 alta. <br \/>Il 16,5% degli italiani non \u00e8 un utente di Internet, l&#8217;11,1% possiede una connessione che ha mal funzionato in pandemia, 27 milioni di utenti di device digitali hanno difficolt\u00e0 a svolgere le attivit\u00e0 digitali in casa, tra spazi stretti, parti di casa senza connessione o rete in overbooking per sovraffollamento. E ancora: 16,5 milioni di utenti di device digitali hanno difficolt\u00e0 nell&#8217;utilizzarli perch\u00e8 non ne hanno di proprio perch\u00e8 non sono adeguati alle loro esigenze. Inoltre, 12 milioni hanno problemi nell&#8217;uso dello smartphone o di WhatsApp oppure nel gestire la mail, mentre 12,4 milioni li hanno in attivit\u00e0 come navigare sui social o gestire video incontri.<br \/>Se l&#8217;Italia ha tenuto in pandemia, parte rilevante del merito \u00e8 dei soggetti di welfare, a cominciare dallo Stato, che ha immesso nell&#8217;economia reale circa 60 miliardi di euro, ammortizzando circa due terzi dei quasi 93 miliardi di euro di reddito tra lavoro e capitale persi dalle famiglie. I trasferimenti sociali in denaro sono pari a 426,6 miliardi di euro (+37,2 miliardi e +8,3% reale rispetto al 2019), con un boom guidato dalle indennit\u00e0 di disoccupazione.<br \/>C&#8217;\u00e8 stata poi la potente azione ridistributrice delle famiglie, con 9 milioni di anziani che hanno dato sostegno economico alle famiglie di figli e nipoti e 6,8 milioni di giovani che ricevono supporti economici da genitori e nonni.<br \/>Per il 92,8% degli italiani, comunque, la povert\u00e0 si combatte in primo luogo creando lavoro e non moltiplicando i sussidi. Infatti, il 47,6% ritiene ad esempio che il Reddito di cittadinanza spinga le persone a non lavorare, mentre per il 37,9% \u00e8 un supporto alle persone in difficolt\u00e0. Infine, il 9,4% pensa che costi troppo al bilancio pubblico.<br \/>Il 79,3% degli italiani, infine, \u00e8 convinto che bisogna tassare i grandi patrimoni per finanziare la lotta alla povert\u00e0, l&#8217;88,8% \u00e8 favorevole a misure fiscali a beneficio dei bassi redditi e l&#8217;80,9% a incentivare fiscalmente gli imprenditori che assumono nuovi lavoratori.<br \/>Per Giuseppe De Rita, presidente del CENSIS, &#8220;tra famiglie, reti sociali e welfare pubblico il modello sociale italiano ha dato buona prova nell&#8217;emergenza ammortizzando i costi sociali. E&#8217; impressionante, tuttavia, vedere che gli anziani hanno avuto meno stress psicofisico rispetto ai giovani. Il vero problema del nostro sistema \u00e8 proprio quello di fare futuro. Occorre dunque eliminare la cultura dei sussidi per attuare investimenti capaci di coinvolgere i giovani. Solo il rilancio dello sviluppo economico e dell&#8217;occupazione dar\u00e0 risposte adeguate anche al disagio sociale, riportando il welfare alla sua funzione primaria di collante della coesione sociale&#8221;.<br \/>Secondo Moreno Zani, presidente di Tendercapital, &#8220;dopo un anno e mezzo di pandemia gli effetti negativi continuano determinando sempre pi\u00f9 disparit\u00e0 sociali, paure e nuove esclusioni. Emergono le richieste di interventi per aiutare le fasce pi\u00f9 deboli della popolazione e mi preme far notare questo desiderio di welfare digitale. Non dobbiamo dimenticare infatti che non tutti hanno lo stesso accesso alla rete digitale e questo \u00e8 un problema serio e da risolvere. Occorre un accesso libero per tutti, con un costo addebitato alla fiscalit\u00e0 generale e soprattutto alle grandi aziende tech e ai grandi patrimoni&#8221;.<br \/>&#8220;La pandemia ha accentuato il disagio esistenziale dei giovani. I dati sull&#8217;aumento del consumo degli psicofarmaci e del ricorso ai servizi psichiatrici sono la certificazione del danno. Per superare tale pessimismo occorre riportare il lavoro ai giovani e rompere questa catena di dipendenza&#8221;, spiega Paolo Crepet, sociologo e psichiatra.<br \/>Per Alberto Oliveti, presidente AdEPP, &#8220;fra gli aspetti chiave del Rapporto, emergono il senso di povert\u00e0 diffuso, il concetto di incertezza, il sentimento di vulnerabilit\u00e0 e di finitudine in particolar modo per i giovani. Tutto ci\u00f2 sta generando impoverimento e disparit\u00e0 sociale. Per tale ragione, nel futuro post pandemico dovremo avere un approccio necessariamente &#8216;one health&#8217; prendendoci cura in modo globale della salute umana, del benessere animale e del clima&#8221;.<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Paura e pessimismo sull&#8217;evoluzione della pandemia nei prossimi dodici mesi caratterizzano le opinioni dei cittadini, in particolare quelle dei gruppi sociali pi\u00f9 vulnerabili: il 24,7% degli italiani \u00e8 confuso, il 39% \u00e8 ottimista e il 36,3% \u00e8 pessimista. 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