{"id":90706,"date":"2021-12-14T15:07:38","date_gmt":"2021-12-14T14:07:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/12\/14\/in-una-serie-di-vodcast-storie-e-traguardi-di-chi-vive-con-emofilia\/"},"modified":"2021-12-14T15:07:38","modified_gmt":"2021-12-14T14:07:38","slug":"in-una-serie-di-vodcast-storie-e-traguardi-di-chi-vive-con-emofilia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/12\/14\/in-una-serie-di-vodcast-storie-e-traguardi-di-chi-vive-con-emofilia\/","title":{"rendered":"In una serie di vodcast storie e traguardi di chi vive con emofilia"},"content":{"rendered":"<div>MILANO (ITALPRESS) &#8211; Pu\u00f2 la normalit\u00e0 essere straordinaria? Quello che spesso tendiamo a considerare scontato, normale, a volte pu\u00f2 diventare straordinario. Lo sanno bene le persone con emofilia, un grave disturbo emorragico ereditario. Questi gli argomenti di cui si parler\u00e0 nel corso della quarta edizione della Campagna &#8220;Ridisegniamo l&#8217;emofilia&#8221;, promossa da Roche Italia con il patrocinio della Federazione delle Associazioni Emofilici (FedEmo) e della Fondazione Paracelso Onlus, con l&#8217;obiettivo di continuare a dare spazio ad un racconto positivo dell&#8217;emofilia, attraverso il format &#8220;La voce straordinaria della normalit\u00e0&#8221;. Si tratta di una serie di vodcast che racconta le storie, i bisogni dei pazienti che vivono con emofilia e delle loro famiglie, e dei traguardi raggiunti grazie ai progressi della ricerca scientifica. La loro voce, unita a quella di medici e ambassador d&#8217;eccezione, per guidarci alla scoperta della loro quotidianit\u00e0.<br \/>Quattro puntate tematiche che hanno messo in luce come i pazienti con emofilia abbiano potuto conquistare una nuova normalit\u00e0 all&#8217;interno della vita di tutti i giorni nell&#8217;ambito delle relazioni e della sessualit\u00e0, dei viaggi, nell&#8217;ecosistema familiare e nello sport e nel tempo libero. A condurre le puntate saranno gli influencer Raissa e Momo (relazioni e sessualit\u00e0), Federica Di Nardo (viaggi), Diego Di Franco &#8211; Il Meraviglioso Mondo dei Pap\u00e0 (famiglia) e i Fius Gamer (sport e tempo libero).<br \/>&#8220;L&#8217;emofilia \u00e8 una malattia emorragica ereditaria trasmessa dai genitori ai figli attraverso una mutazione legata al cromosoma X, per cui i figli maschi possono esserne affetti mentre le figlie portatrici, comportando sensi di colpa nei genitori. Vivere con l&#8217;emofilia pu\u00f2, inoltre, avere un impatto negativo anche sulle relazioni sociali ed affettive del paziente. La ricerca scientifica ha fatto grandi passi avanti consentendo oggi a chi vive con emofilia di poter gestire la patologia in modo pi\u00f9 sereno e migliorando anche la sfera relazionale sia sociale che di coppia&#8221;, ha dichiarato la professoressa Patrizia Di Gregorio, direttore Dipartimento dei Servizi ASL2 Abruzzo &#8211; direttore Unit\u00e0 Operativa Complessa Medicina Trasfusionale Aziendale &#8211; Centro per le malattie emorragiche congenite e acquisite (AICE) n. 52 e del Centro per lo studio e trattamento delle trombofilie (FCSA) &#8211; Policlinico &#8220;SS Annunziata&#8221; Chieti n.301, che ha partecipato in qualit\u00e0 di esperta alla puntata sul tema &#8220;Relazioni e sessualit\u00e0.<br \/>Il tipo di emofilia pi\u00f9 comune \u00e8 rappresentato dall&#8217;emofilia A che colpisce circa 320.000 persone in tutto il mondo. Le persone con emofilia A sono prive o presentano bassi livelli di una proteina essenziale nota come fattore VIII, che svolge un ruolo fondamentale nella coagulazione del sangue. L&#8217;emofilia B \u00e8 invece causata dalla carenza del fattore IX della coagulazione con un&#8217;incidenza di 1 caso ogni 30.000 maschi (di cui 2,9\/100.000 maschi).<br \/>&#8220;Si tratta di una patologia ereditaria caratterizzata dal deficit congenito del fattore VIII e dalla tendenza al sanguinamento a carico, ad esempio, del sistema muscoloscheletrico e di organi interni come il sistema nervoso centrale. Pertanto, l&#8217;emofilia viene spesso diagnosticata in giovanissima et\u00e0. Il momento della diagnosi &#8211; ha dichiarato Berardino Pollio, dirigente medico del centro di riferimento regionale per le malattie emorragiche e trombotiche in et\u00e0 pediatrica, A.O.U. Citt\u00e0 della Salute e della Scienza di Torino &#8211; Ospedale Regina Margherita, che ha partecipato alla puntata relativa alla &#8220;famiglia&#8221; &#8211; \u00e8 sempre particolarmente complesso per i genitori poich\u00e8 ne stravolge la vita familiare e le aspettative. Oggi fortunatamente grazie ai grandi passi avanti fatti dalla ricerca scientifica, \u00e8 possibile per i pazienti e le famiglie avere una nuova quotidianit\u00e0 potendo organizzare le loro giornate in maniera pi\u00f9 flessibile e che non necessariamente ruoti attorno a trattamenti frequenti&#8221;.<br \/>Maggiore flessibilit\u00e0 che deriva dalle nuove soluzioni terapeutiche oggi disponibili che consentono ai pazienti di poter gestire i trattamenti in modo da potersi costruire nuovi spazi personali, inimmaginabili fino a pochi anni fa. E&#8217; il caso dei viaggi: &#8220;Naturalmente servono sempre accortezze per i pazienti con emofilia quando intraprendono un viaggio, come ad esempio confrontarsi con il proprio centro di riferimento &#8211; ha dichiarato Chiara Biasoli, dirigente medico dell&#8217;Unit\u00e0 Operativa Complessa di Medicina Trasfusionale dell&#8217;Ospedale &#8220;Maurizio Bufalini&#8221; di Cesena AUSL della Romagna e membro del Comitato medico-scientifico della Federazione delle Associazioni Emofilici (FedEmo) e Responsabile Centro MEC Malattie Emorragiche Congenite della Romagna, coinvolta in qualit\u00e0 di esperta proprio nella puntata dedicata ai viaggi -. Se fino a qualche anno fa chi viveva con emofilia era costretto a non poter programmare nulla che non tenesse conto di Complicanze emorragiche inaspettate e di dover prevedere trattamenti giornalieri, oggi fortunatamente la ricerca scientifica ci consente una differente gestione, sempre con attenzione, ma almeno un p\u00f2 meno rigida&#8221;.<br \/>Cos\u00ec come i viaggi, anche per quanto riguarda il tempo libero i pazienti che vivono con emofilia oggi possono gestire la propria quotidianit\u00e0 in maniera differente: &#8220;Una pi\u00f9 ampia e flessibile gestione del tempo libero, cos\u00ec come la possibilit\u00e0 di vivere lo sport, sono l&#8217;esempio tangibile delle conquiste di normalit\u00e0 fatte dai pazienti con emofilia negli ultimi anni, ed \u00e8 entusiasmante poterle raccontare, pur continuando a tenere presente la necessit\u00e0 di evitare gli sport estremi o ad alto rischio traumatico&#8221;, ha sottolineato Matteo Di Minno, Professore associato di Medicina Interna presso il Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali dell&#8217;Universit\u00e0 Federico II di Napoli che ha partecipato come esperto proprio per la puntata dedicata a sport e tempo libero.<br \/>Una campagna che ha visto anche quest&#8217;anno il coinvolgimento della Federazione delle Associazioni Emofilici (FedEmo) e della Fondazione Paracelso Onlus: &#8220;La Campagna &#8216;Ridisegniamo l&#8217;emofili\u00e0 persegue obiettivi che sono in piena sintonia con la nostra attivit\u00e0 quale Associazione di pazienti &#8211; ha spiegato Cristina Cassone, presidente FedEmo &#8211; Come FedEmo siamo infatti impegnati da sempre a rappresentare la voce e le istanze dei pazienti e a promuovere e coordinare interventi volti al miglioramento della qualit\u00e0 di vita delle persone che vivono con l&#8217;emofilia e delle loro famiglie&#8221;.<br \/>&#8220;I progressi scientifici e farmacologici degli ultimi decenni hanno portato ad un significativo miglioramento della qualit\u00e0 di vita delle persone con emofilia e auspichiamo che i pazienti possano continuare ad avere una quotidianit\u00e0 che sia sempre meno condizionata dalla patologia&#8221;, spiega Andrea Buzzi, presidente Fondazione Paracelso.<br \/>&#8220;Negli ultimi anni sono stati fatti dei progressi enormi nella cura dell&#8217;emofilia. Progressi che fanno emergere la voce dei pazienti che possono finalmente raccontare la propria storia di normalit\u00e0 conquistata. Storie che parlano di famiglia, di relazioni, di viaggi e di sport, ovvero di un pezzo della vita di tutti noi &#8211; ha dichiarato Anna Maria Porrini, Direttore medico di Roche Italia &#8211; Nel corso degli anni, grazie al nostro impegno in ricerca e sviluppo e a una collaborazione costante con pazienti, caregiver, clinici e ricercatori siamo riusciti a costruire una solida e proficua partnership con la comunit\u00e0 emofilica, lavorando per creare insieme un percorso condiviso e portare delle soluzioni innovative che nascessero dall&#8217;ascolto dei bisogni delle persone e dal loro coinvolgimento costante. La IV edizione della campagna che prende il nome di &#8216;La voce straordinaria della normalit\u00e0&#8217; ne \u00e8 un esempio perfetto. La campagna, infatti, mira a dare voce a pazienti e clinici affinch\u00e8 raccontino come, grazie anche all&#8217;innovazione terapeutica degli ultimi anni, la loro vita sia ora &#8220;straordinariamente normale&#8221;.<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO (ITALPRESS) &#8211; Pu\u00f2 la normalit\u00e0 essere straordinaria? Quello che spesso tendiamo a considerare scontato, normale, a volte pu\u00f2 diventare straordinario. Lo sanno bene le persone con emofilia, un grave disturbo emorragico ereditario. 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