{"id":9066,"date":"2017-10-05T09:06:56","date_gmt":"2017-10-05T07:06:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=9066"},"modified":"2017-10-05T09:06:56","modified_gmt":"2017-10-05T07:06:56","slug":"zero-tasse-arrestati-il-commercialista-fiocco-e-quattro-imprenditori-messinesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2017\/10\/05\/zero-tasse-arrestati-il-commercialista-fiocco-e-quattro-imprenditori-messinesi\/","title":{"rendered":"&quot;Zero tasse&quot;: arrestati il commercialista Fiocco e quattro imprenditori messinesi"},"content":{"rendered":"<p>La Guardia di Finanza del Comando Provinciale e della Sezione di PG di Messina hanno dato esecuzione ad un\u2019ordinanza di custodia cautelare nei confronti di cinque indagati, emessa dal Gip del locale Tribunale, <strong>Maria Vermiglio<\/strong>, su richiesta della Procura della Repubblica. La misura prevede la custodia cautelare in carcere per tre indagati e gli arresti domiciliari per altri due. In manette il commercialista <strong>Francesco Paolo Fiocco e quattro imprenditori<\/strong>.<br \/>\nL\u2019Autorit\u00e0 giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo per oltre 23 milioni di euro, su conti correnti e disponibilit\u00e0 finanziarie riconducibili agli indagati ed alle societ\u00e0 coinvolte nella frode.<br \/>\nNell\u2019ambito dell\u2019operazione sono state denunciate complessivamente nove persone. <strong>Gli illeciti ipotizzati sono associazione per delinquere finalizzata all\u2019emissione ed all\u2019utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e bancarotta fraudolenta<\/strong>. L\u2019indagine, che \u00e8 nata da un controllo fiscale eseguito nei confronti di una ditta di vendita di prodotti informatici, ha fatto emergere l\u2019esistenza di un\u2019organizzazione finalizzata alla perpetrazione di frodi fiscali, capeggiata da due fratelli imprenditori ed un professionista, tutti destinatari di ordinanza di custodia cautelare in carcere.<br \/>\nAltri due imprenditori sono stati, invece, sottoposti agli arresti domiciliari. Questi ultimi, ricoprivano formalmente la carica di rappresentanti legali di alcune societ\u00e0 di comodo (di fatto amministrate dai citati fratelli), che venivano utilizzate per emettere fatture false a favore di altre societ\u00e0 riconducibili all\u2019organizzazione.<br \/>\nLe attivit\u00e0, svolte sotto la direzione della Procura di Messina, hanno consentito di scoprire un sofisticato sistema di frode attuato tramite un vasto giro di fatture false fra diverse societ\u00e0 facenti capo agli indagati, operanti nel settore del commercio dei prodotti elettronici (quali telecamere, macchine fotografiche, cellulari, computer, navigatori satellitari, ecc.), destinati alla grande distribuzione nonch\u00e9 al commercio al dettaglio via web.<br \/>\nGli indagati si sono avvalsi di ditte individuali e societ\u00e0 cd. \u201ccartiere\u201d, dislocate nelle province di <strong>Messina, Pesaro, Roma, Taranto e Treviso<\/strong>, nonch\u00e9 in territorio estero (<strong>Malta, Romania e Slovenia<\/strong>), gran parte delle quali gestite direttamente nel capoluogo peloritano.<br \/>\nIl meccanismo fraudolento ha garantito un elevato profitto, rappresentato dall\u2019Iva non versata all\u2019erario, sia ai promotori della frode che agli amministratori delle cartiere.<br \/>\nNel corso degli accertamenti \u00e8 emerso che gli arrestati, una volta venuti a conoscenza delle indagini, hanno provveduto ad occultare e distrarre beni di alcune societ\u00e0 coinvolte nella frode, successivamente dichiarate fallite dal Tribunale di Messina, incorrendo anche nel reato di bancarotta fraudolenta.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Guardia di Finanza del Comando Provinciale e della Sezione di PG di Messina hanno dato esecuzione ad un\u2019ordinanza di custodia cautelare nei confronti di cinque indagati, emessa dal Gip del locale Tribunale, Maria Vermiglio, su richiesta della Procura della Repubblica. 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