{"id":89223,"date":"2021-12-01T12:07:50","date_gmt":"2021-12-01T11:07:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/12\/01\/energia-e-idrogeno-il-mediterraneo-baricentro-delle-politiche-ue\/"},"modified":"2021-12-01T12:07:50","modified_gmt":"2021-12-01T11:07:50","slug":"energia-e-idrogeno-il-mediterraneo-baricentro-delle-politiche-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/12\/01\/energia-e-idrogeno-il-mediterraneo-baricentro-delle-politiche-ue\/","title":{"rendered":"Energia e idrogeno, il Mediterraneo baricentro delle politiche Ue"},"content":{"rendered":"<div>BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) &#8211; L&#8217;Europa non potr\u00e0 mai raggiungere un&#8217;autonomia energetica. E&#8217; quindi necessario guardare alle aree confinanti al Vecchio Continente per trovare una soluzione realmente sostenibile, senza generare impatti devastanti a livello di crescita economica. In questa chiave diventa centrale il Mediterraneo, come area di raccordo con i Paesi produttori di gas, una materia prima che rimarr\u00e0 centrale a lungo termine anche per il ruolo che pu\u00f2 giocare nella distribuzione dell&#8217;idrogeno. Serve quindi un&#8217;azione politica e tecnologica che coinvolga il Medio Oriente e il Nordafrica.<br \/>Sono questi alcuni deli aspetti che vengono analizzati nella terza edizione del rapporto &#8220;MED &amp; Italian Energy Report&#8221; presentato a Bruxelles e frutto della collaborazione tra SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo) e l&#8217;ESL@Energy Center del Politecnico di Torino dal titolo &#8220;La nuova partita dell&#8217;idrogeno nella regione Euro-Mediterranea&#8221;. Il tema \u00e8 assai concreto, ed entra nelle tasche di tutti gli italiani, sotto forma di aumenti delle bollette. &#8220;Anche per governare meglio l&#8217;inflazione serve l&#8217;indipendenza energetica, e le rinnovabili ci aiutano&#8221;, ha spiegato Massimo de Andreis, direttore generale di SRM- Intesa Sanpaolo, rispondendo all&#8217;Italpress.<br \/>&#8220;Le rinnovabili sono una prospettiva nell&#8217;arco del decennio, mentre quando parliamo di inflazione parliamo dell&#8217;oggi e del domani. Le aspettative su un calo dei prezzi dell&#8217;energia nel prossimo anno e dell&#8217;inflazione, espresse anche da Christine Lagarde nelle ultime ore, speriamo si avverino&#8221;, prosegue de Andreis, sottolineando per\u00f2 che a pesare pi\u00f9 dell&#8217;aumento delle rinnovabili, sono &#8220;le dinamiche geopolitiche, perch\u00e8 i prezzi possono salire e scendere anche perch\u00e8 qualcuno chiude o apre rubinetto. Quando sei molto dipendente dall&#8217;importazione dell&#8217;energia, l&#8217;Europa \u00e8 al 58% e l&#8217;Italia al 77%, hai un effetto immediato sui prezzi, \u00e8 una variabile sull&#8217;indipendenza&#8221;. Parole confermate anche da Ettore Bompard, del Politecnico di Torino, che sottolinea come ad oggi &#8220;sui prezzi, le rinnovabili giocano un ruolo e danno contributo ad abbassare i prezzi, ma \u00e8 un contributo marginale&#8221;.<br \/>Realismo che parte da dati reali. L&#8217;Europa consuma oggi l&#8217;11% dell&#8217;energia mondiale e mostra un migliore rapporto tra consumo di energia e Pil grazie ai molti investimenti nell&#8217;efficienza energetica. Partendo da questa premessa l&#8217;Europa si muove in modo pi\u00f9 rapido verso la sostenibilit\u00e0. L&#8217;uso del carbone \u00e8 diminuito dal 32% al 13% mentre l&#8217;utilizzo del gas naturale \u00e8 cresciuto in maniera significativa dal 16% al 22%. Le energie rinnovabili sono passate dal 15% al 41% con l&#8217;obiettivo di arrivare al 61% del mix elettrico nel 2030, l&#8217;84% nel 2040 e l&#8217;88% nel 2050.<br \/>Per riuscirci diventa cruciale importare energia pulita. Stando al rapporto, la catena del valore dell&#8217;idrogeno pu\u00f2 essere una prospettiva di business significativa per la regione del Mediterraneo, grazie all&#8217;elevato potenziale da rinnovabili, con impatti anche geopolitici. Sostenibilit\u00e0 ed equit\u00e0 infatti, possono derivare dall&#8217;adozione di schemi di cooperazione tra le sponde del Mediterraneo nello sfruttamento del potenziale rinnovabile e nella produzione di idrogeno verde, costruendo un nuovo dialogo energetico.<br \/>Dagli scenari a medio termine (fino al 2040) emerge che, se \u00e8 prevista un&#8217;elevata penetrazione dell&#8217;idrogeno (25% degli usi finali di energia), un approccio cooperativo tra le tre sponde consentir\u00e0 di soddisfare la stessa domanda di idrogeno con una capacit\u00e0 installata complessiva di 36 GW, inferiore a quella richiesta se si adotta un approccio orientato all&#8217;autosufficienza da parte di ciascuna sponda, grazie a un migliore sfruttamento delle risorse disponibili nell&#8217;intera regione. Le interconnessioni esistenti per il trasporto del gas naturale possono svolgere un ruolo chiave nel sostenere la penetrazione dell&#8217;idrogeno e la creazione di un mercato mediterraneo dell&#8217;idrogeno verde, soprattutto perseguendo la strada del trasporto di idrogeno in forma di miscela col gas naturale. Per quanto riguarda l&#8217;Italia, la massima importazione potenziale di idrogeno attraverso i gasdotti potrebbe essere di 33,7 TWh\/a, circa il 2,5% del consumo energetico finale totale dell&#8217;Italia nel 2019.<br \/>Il potenziale per il nostro Paese \u00e8 per\u00f2 pi\u00f9 ampio. Sfruttando la sua posizione geografica, la sua vasta rete infrastrutturale e un solido know how scientifico e progettuale, l&#8217;Italia potr\u00e0 assumere un ruolo baricentrico tra il Sud e il Nord dell&#8217;Area Euro-Mediterranea, attraverso la realizzazione di un HUB di collegamento per il trasporto e la distribuzione dell&#8217;idrogeno. I porti possono diventare veri e propri punti di rifermento delle &#8220;hydrogen valley&#8221;, una vision che sta diventando realt\u00e0 a livello europeo a Rotterdam, Anversa o Amburgo. L&#8217;Italia ha anche avviato iniziative che guardano in questa direzione, ma serve un&#8217;accelerazione.<br \/>Non solo idrogeno per\u00f2, in questo scambio energetico Mediterraneo, l&#8217;Europa ha solo da guadagnare. Marocco, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Israele, Algeria hanno e sfruttano un enorme patrimonio di fonti rinnovabili. In particolare, Marocco ed Egitto hanno una grande componente di eolico con rispettivamente il 62% ed il 71% del contributo eolico sul complesso dell&#8217;elettricit\u00e0 rinnovabile. Mentre Israele, Algeria e Emirati Arabi stanno dando impulso al solare con percentuali comprese tra l&#8217;87% ed il 100%. Le loro produzioni renderebbero sostenibili i nostri acquisti.<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) &#8211; L&#8217;Europa non potr\u00e0 mai raggiungere un&#8217;autonomia energetica. E&#8217; quindi necessario guardare alle aree confinanti al Vecchio Continente per trovare una soluzione realmente sostenibile, senza generare impatti devastanti a livello di crescita economica. 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