{"id":8850,"date":"2017-10-02T15:41:25","date_gmt":"2017-10-02T13:41:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=8850"},"modified":"2017-10-02T15:41:25","modified_gmt":"2017-10-02T13:41:25","slug":"querelle-tra-ordine-degli-ingegneri-e-genio-civile-messina-citta-celata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2017\/10\/02\/querelle-tra-ordine-degli-ingegneri-e-genio-civile-messina-citta-celata\/","title":{"rendered":"Querelle tra Ordine degli Ingegneri e Genio Civile, \u201cMessina citt\u00e0 celata\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>Messina \u00e8 una citt\u00e0 \u201ccelata\u201d: a una struttura urbanistica semplice, elegante ed abbellita da edifici di pregio, fa riscontro una citt\u00e0 \u201caumentata\u201d e involgarita<\/strong>. Protesa verso l\u2019alto a sfidare la capacit\u00e0 portante di edifici e invasiva nello spazio, con la pretesa di rubare ogni angolo utile a una morfologia \u201cpericolosa\u201d, costituita da terreni per lo pi\u00f9 poco coesi ed attraversata da una quantit\u00e0 di corsi d\u2019acqua. Chiunque abbia un minimo di attenzione per il paesaggio urbano, difficilmente passa per Messina, senza portarsi dietro un senso di disagio, legato al fatto che, a meno di essere un fine urbanista, continuer\u00e0 a domandarsi cosa c\u2019\u00e8 che non quadra. A specificarlo \u00e8 il documento di CapitaleMessina che entra in merito alla polemica tra Ordine degli Ingegneri e Genio Civile.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La citt\u00e0 nel passato ha sub\u00ecto un vero e proprio \u201csacco\u201d edilizio, conseguenza dell\u2019abbattimento di qualsiasi regola ed oggi, passeggiando, vediamo edifici incredibilmente superfetati, con una, due e talvolta tre sopraelevazioni e agglomerati letteralmente arrampicati sulla collina, alla quale sono tenuti stretti da muraglioni assolutamente poco rassicuranti; in alternativa, spuntano qua e la raggruppamenti di palazzi che risultano essere raggiungibili pericolosamente attraverso improbabili trazzere o aste torrentizie.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A queste strutture, gi\u00e0 di per s\u00e9 problematiche, che ci sono state consegnate da un passato poco attento, se ne aggiungono delle altre, sorprendentemente pi\u00f9 recenti, immediatamente a ridosso dei tratti terminali dei corsi d\u2019acqua, fortemente esposte agli alluvionamenti o sulla potenziale traiettoria di scoscendimento di colate che, come abbiamo osservato nel passato, si attivano in modo assolutamente random al di sopra di una soglia di precipitazioni, difficilmente prevedibili in modo assoluto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come se non bastasse, seguendo una \u201cbrutta\u201d moda che interessa tante citt\u00e0 soprattutto del meridione, \u00e8 evidente la corsa a trasformare in coperte e chiuse tutte le superfici balconate e terrazzate disponibili, impoverendo gli edifici dal punto di vista estetico ed esponendo residenti e passanti a importanti rischi in quei giorni ventosi che sullo Stretto non mancano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Alla luce di queste preoccupanti considerazioni, la polemica tra Genio Civile e Ordine degli Ingegneri appare onestamente incomprensibile. Entrambi hanno il dovere di marciare, in direzione univoca, per raggiungere l\u2019obiettivo della sicurezza intrinseca dei beni esposti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alla mitigazione del pericolo in prima battuta deve provvedere la Regione che deve operare, invertendo l\u2019attuale logica dei piani regionali di contrasto al dissesto idrogeologico (frane, alluvioni ed erosione coste), che da statici e puntuali devono trasformarsi in dinamici, implementabili e territoriali, magari utilizzando tutte le migliori sinergie con le universit\u00e0 e con gli enti di ricerca, sfruttando fino all\u2019ultimo centesimo la disponibilit\u00e0 dei Fondi Europei a questi fini predisposti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A livello locale, questo obiettivo pu\u00f2 essere consolidato e reso definitivo, mettendo una reale moratoria alla costruzione di nuovi volumi residenziali in aree extra-urbane, e investendo, senza indugi, sulla messa in sicurezza dell\u2019esistente, ricordandoci che questa non pu\u00f2 passare per una pioggia di mega finanziamenti, in questo o quel torrente, lungo un versante o un breve tratto di costa, senza che si sia programmato un piano d\u2019azione complessivo e soprattutto averne assorbito la filosofia di fondo che deve essere improntata al rispetto dell\u2019ambiente, al raggiungimento della massima resilienza possibile e intervenendo eventualmente anche con azioni di delocalizzazione dell\u2019esistente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il principio ultimo deve essere sempre la sicurezza intrinseca dei cittadini che deve essere perseguita con la ricerca di una maggiore naturalit\u00e0 dell\u2019intero sistema, evitando di appesantire ulteriormente il sistema costruito e cercando di restituire ai processi territoriali la propria naturale dinamica.<\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><strong>Foto Rocco Papandrea<\/strong><\/p>\n<p> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Messina \u00e8 una citt\u00e0 \u201ccelata\u201d: a una struttura urbanistica semplice, elegante ed abbellita da edifici di pregio, fa riscontro una citt\u00e0 \u201caumentata\u201d e involgarita. 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