{"id":88415,"date":"2021-11-24T14:07:38","date_gmt":"2021-11-24T13:07:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/11\/24\/nel-2021-creati-603-mila-posti-di-lavoro\/"},"modified":"2021-11-24T14:07:38","modified_gmt":"2021-11-24T13:07:38","slug":"nel-2021-creati-603-mila-posti-di-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/11\/24\/nel-2021-creati-603-mila-posti-di-lavoro\/","title":{"rendered":"Nel 2021 creati 603 mila posti di lavoro"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Nel periodo che va dal primo gennaio 2021 alla fine di ottobre sono stati creati oltre 603.000 posti di lavoro, a fronte dei 105.000 del 2020 e dei 411.000 del 2019. E&#8217; quanto emerge dalla sesta Nota congiunta Banca d&#8217;Italia-ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.<br \/>La creazione di posti di lavoro \u00e8 sostenuta ancora largamente dall&#8217;occupazione a termine. Nei mesi autunnali sono tuttavia cresciute lievemente anche le assunzioni a tempo indeterminato, tornate a ottobre sui livelli pre-pandemici.<br \/>La dinamica delle posizioni a tempo indeterminato ha sostenuto la mobilit\u00e0 complessiva del mercato del lavoro, incentivando i passaggi da un impiego permanente a un altro. A questo fenomeno \u00e8 ascrivibile buona parte della crescita delle dimissioni volontarie di lavoratori a tempo indeterminato osservate dalla primavera.<br \/>La lieve ripresa delle assunzioni a tempo indeterminato ha contribuito al miglioramento dei saldi occupazionali soprattutto al Centro Nord e tra la popolazione maschile, dove l&#8217;incidenza del lavoro permanente \u00e8 tradizionalmente maggiore. Al contrario il numero di nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato destinati alle donne ha ristagnato.<br \/>Il numero di licenziamenti rimane modesto anche a settembre e ottobre. Nei settori interessati dallo sblocco del 31 ottobre, nei primi 15 giorni di novembre il tasso di licenziamento \u00e8 rimasto sostanzialmente in linea con quello osservato prima della pandemia. I licenziamenti sono rimasti su livelli contenuti anche in settembre e ottobre (59.000 contratti cessati con questa causale, il 37 per cento in meno rispetto agli stessi mesi del 2019; Figura 3.a). Secondo i dati preliminari disponibili, nei primi quindici giorni di novembre si \u00e8 rilevato invece un aumento dei licenziamenti nei settori in cui il blocco \u00e8 scaduto il 31 ottobre (servizi e industria dell&#8217;abbigliamento, del tessile e delle calzature). La crescita, analogamente con quanto osservato dopo lo sblocco del 30 giugno in gran parte della manifattura e nelle costruzioni, potrebbe riflettere esuberi gi\u00e0<br \/>previsti nei mesi precedenti. Nonostante tale aumento il tasso di licenziamento non si \u00e8 discostato dai livelli precedenti la pandemia.<br \/>Penalizzata nella prima fase della pandemia anche dagli accresciuti carichi familiari, la dinamica dell&#8217;occupazione femminile ha gradualmente recuperato nel corso del 2021, ma soprattutto grazie a contratti di lavoro temporanei, molti dei quali sono scaduti nei mesi autunnali: tra le donne oltre l&#8217;82 per cento dei posti di lavoro creati nel 2021 erano a termine (72 per cento tra gli uomini). Il lieve incremento del lavoro permanente ha invece favorito, seppur di poco, l&#8217;occupazione maschile: a settembre e ottobre le assunzioni a tempo indeterminato tornavano sui livelli pre-pandemici tra gli uomini mentre tra le donne erano di oltre il 3 per cento inferiori rispetto al 2019.<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Nel periodo che va dal primo gennaio 2021 alla fine di ottobre sono stati creati oltre 603.000 posti di lavoro, a fronte dei 105.000 del 2020 e dei 411.000 del 2019. 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