{"id":88291,"date":"2021-11-23T13:07:34","date_gmt":"2021-11-23T12:07:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/11\/23\/la-collaborazione-pubblico-privato-accelera-la-ricerca-bio-medica\/"},"modified":"2021-11-23T13:07:34","modified_gmt":"2021-11-23T12:07:34","slug":"la-collaborazione-pubblico-privato-accelera-la-ricerca-bio-medica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/11\/23\/la-collaborazione-pubblico-privato-accelera-la-ricerca-bio-medica\/","title":{"rendered":"La collaborazione pubblico-privato accelera la ricerca bio-medica"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; La pandemia CoViD-19 ha sconvolto molti aspetti della vita delle persone, ma ha anche impartito numerose lezioni sui comportamenti da tenere anche quando tutto sar\u00e0 finito. Tra queste, l&#8217;importanza della collaborazione pubblico-privato per sviluppare in tempi rapidi cure innovative, come ad esempio i vaccini, e renderle fruibili al maggior numero di persone possibile. Il rapporto tra enti pubblici e organismi privati nella ricerca biomedica \u00e8 il tema del Libro Bianco &#8216;La ricerca biomedica e il rapporto pubblico-privat\u00f2, che fa seguito ad una iniziativa dedicata alla Ricerca Indipendente sviluppata nel 2019 dagli stessi promotori (la Societ\u00e0 Scientifica di Medicina Interna FADOI e Fondazione Roche).<br \/>&#8216;La ricerca \u00e8 da sempre il cuore delle attivit\u00e0 che Fondazione Roche sostiene con forte impegno, non solo sotto forma di finanziamenti per la comunit\u00e0 scientifica, ma anche attraverso iniziative di formazione e informazione per far comprendere quanto una ricerca di qualit\u00e0 sia preziosa per i giovani, per gli scienziati, per i pazienti e per l&#8217;intero Paese &#8211; afferma Mariapia Garavaglia, presidente di Fondazione Roche &#8211; pertanto siamo convinti che promuovere una giusta e sana collaborazione tra pubblico e privato possa fare la differenza in quanto garantisce benefici a livello economico, ma soprattutto soluzioni sempre pi\u00f9 efficaci per la salute del nostro Paes\u00e8.<br \/>&#8216;Con CoViD-19 abbiamo compreso il ruolo significativo che il supporto pubblico pu\u00f2 esprimere per accelerare e amplificare lo sviluppo e la disponibilit\u00e0 per i cittadini e i pazienti delle tecnologie per la salute. La gestione dell&#8217;emergenza ha evidenziato l&#8217;importanza di una visione strategica in tema di salute pubblica, dove la collaborazione pubblico-privato pu\u00f2 fare la differenza e rendere il nostro Paese pi\u00f9 competitiv\u00f2, ha affermato il direttore scientifico di FADOI, Gualberto Gussoni, che insieme a Sergio Scaccabarozzi della Direzione Scientifica della Fondazione IRCCS Policlinico S. Matteo di Pavia ha curato la realizzazione del Libro Bianco.<br \/>&#8216;Il rapporto pubblico-privato &#8211; aggiunge Gussoni &#8211; non \u00e8 da intendersi solo a livello finanziario, ma anche come contaminazione culturale e di obiettivi, che nella ricerca biomedica devono trovare un sintesi perch\u00e8 il fine ultimo della ricerca deve comunque essere per tutti quello della salute dell&#8217;individuo e della comunit\u00e0&#8217;.<br \/>Che il valore della ricerca non sia solo finanziario lo sottolinea anche Sergio Scaccabarozzi: &#8216;Spesso si tende ad assimilare il valore della ricerca al ritorno finanziario per chi l&#8217;ha promossa, ed \u00e8 indubbio che gli effetti positivi della ricerca sulla salute pubblica consentano a un Paese significativi vantaggi competitivi ed economici, ma &#8216;valor\u00e8 non \u00e8 solo questo: aspetti pi\u00f9 difficilmente quantificabili, come l&#8217;impatto sul progresso della conoscenza, sulla qualit\u00e0 della vita, sulla socialit\u00e0, sul benessere della popolazione sono altrettanto, se non prospetticamente anche pi\u00f9 important\u00ec.<br \/>Ma in Italia la collaborazione tra pubblico e privato per lo sviluppo di una ricerca efficace sembra trovare non pochi ostacoli, come ha rilevato l&#8217;avvocato Alessandro De Nicola, presidente della Adam Smith Society. De Nicola ha citato l&#8217;esempio della sospensione dello sviluppo del vaccino made in Italy dopo che l&#8217;azienda privata ReiThera ne aveva gi\u00e0 avviato la sperimentazione, e questo a causa del blocco dei finanziamenti pubblici decretato dalla Corte dei Conti per motivi tecnico-giuridici legati al contratto di finanziamento che doveva essere erogato da parte del Ministero dello Sviluppo Economico e di Invitalia. &#8216;E&#8217; innegabile &#8211; ha affermato De Nicola &#8211; che nel nostro Paese la collaborazione pubblico-privato sia spesso ostacolata a causa di pregiudizi e vecchi retaggi. Infatti, da una parte vi \u00e8 un&#8217;antica concezione per cui le aziende private sono fortemente incentrate sul profitto, e dall&#8217;altra, per il privato, il pubblico rappresenta un lento meccanismo burocratico. Per questo, spesso nel nostro Paese parlare di collaborazione pubblico-privato \u00e8 come parlare del diavolo e dell&#8217;acqua santa, nonostante talvolta tale collaborazione abbia funzionat\u00f2.<br \/>La necessit\u00e0 di &#8216;superare definitivamente approcci del passato a cui sono da far risalire molte delle criticit\u00e0 e fragilit\u00e0 sperimentate nell&#8217;affrontare la pandemi\u00e0, \u00e8 stata sottolineata anche da Luca Pani, professore ordinario di Farmacologia all&#8217;Universit\u00e0 di Modena e Reggio e di Psichiatria Clinica all&#8217;Universit\u00e0 di Miami (Florida), secondo cui &#8216;in Italia la ricerca e lo sviluppo clinico di farmaci e vaccini dovrebbero ricevere un importante impulso attraverso l&#8217;attuazione di proficue collaborazioni pubblico-privato, che siano basate su una chiara definizione e distinzione di ruoli. L&#8217;Italia pu\u00f2 per esempio contare su una miniera di dati sanitari che necessita di essere valorizzata anche attraverso una trasparente e fattiva collaborazione fra pubblico e privato, nell&#8217;interesse della ricerca e della salute per il Paes\u00e8.<br \/>Carlo Nicora, direttore generale Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, nel cui laboratorio di virologia molecolare \u00e8 stato diagnosticato il primo caso in Italia di infezione autoctona da SARS-CoV2, ha ripercorso le tappe che hanno scandito l&#8217;attivit\u00e0 sanitaria del Policlinico durante l&#8217;emergenza pandemica, e ha ricordato che &#8216;nel 2020 la Fondazione IRCCS San Matteo \u00e8 stata in prima fila nella lotta alla pandemia sia dal punto di vista dell&#8217;assistenza, che della ricerca con 282 lavori dedicati a CoViD-19. Abbiamo cercato, grazie al supporto di ENI, di creare le condizioni per fronteggiare eventuali epidemie future grazie alla creazione di una struttura all&#8217;avanguardia nella gestione di emergenze infettivologiche. Nonostante la pandemia, nel 2020 in generale l&#8217;attivit\u00e0 di ricerca dell&#8217;IRCCS San Matteo ha generato un numero elevato di pubblicazioni pari a 1186 con un impact factor totale di 6484. Occorre creare le condizioni affinch\u00e8 la generazione di conoscenze scientifiche sia potenziata e valorizzata nell&#8217;interesse dei pazienti e del Paes\u00e8.<br \/>Il punto di vista di un soggetto attivo nella raccolta di finanziamenti per la ricerca indipendente e contemporaneamente nello sviluppo di terapie avanzate per le malattie genetiche \u00e8 espresso da Francesca Pasinelli, direttore generale di Telethon, secondo cui &#8216;il coordinamento e un assetto collaborativo della ricerca stanno diventando imprescindibili. Sono oggi richiesti approcci condivisi e sinergie tra i diversi attori del sistema salute, tra cui le strutture sanitarie pubbliche, gli istituti di ricerca, le Universit\u00e0 e gli enti non profit, al fine di incentivare progetti di ricerca e attivit\u00e0 collaborative in cui sia possibile valorizzare e condividere competenze professionali, strutture e dati, con una visione a lungo termine. Nel Libro Bianco viene citata una collaborazione virtuosa fra Telethon e Fondazione Cariplo, entrambe impegnate nella promozione e sostegno dell&#8217;attivit\u00e0 di ricerca nel nostro Paese, e operanti secondo metodologie rigorose nella assegnazione e valorizzazione dei finanziament\u00ec.<br \/>Carmine Pinto, presidente della Federation of Italian Cooperative Oncology Groups, che nel Libro Bianco ha curato insieme ad altri autorevoli colleghi un articolo nella prospettiva dei ricercatori clinici, ha opportunamente ricordato che il Regolamento UE n. 536\/2014, che entrer\u00e0 effettivamente in vigore a inizio 2022, in merito alla sperimentazione clinica di medicinali per uso umano &#8216;pone tutto il mondo della ricerca, dai ricercatori alle Istituzioni competenti e al mondo dell&#8217;industria, di fronte a uno scenario completamente rinnovato per il quale \u00e8 indispensabile rimodulare e modernizzare il sistema ricerca sia a livello europeo sia nei singoli Stati membri. Anche per l&#8217;Italia quindi il nuovo Regolamento rappresenta una importante sfida e una occasione per il rilancio della ricerca, e in questa prospettiva diventa indispensabile procedere con cambiamenti normativi, strutturali e organizzativi. L&#8217;opportunit\u00e0 del Regolamento dovrebbe tra l&#8217;altro creare le condizioni per superare la dicotomia tra ricerca sponsorizzata da aziende farmaceutiche e ricerca &#8216;no profit&#8217;, muovendosi verso una ricerca il pi\u00f9 possibile collaborativa e valorizzando le competenze mediche e scientifiche complessive presenti nel nostro Paese, nell&#8217;interesse primario dei pazient\u00ec.<br \/>Anna Maria Porrini, direttore Medico di Roche Spa, ha auspicato una evoluzione normativa e culturale, affinch\u00e8 gli ingenti investimenti in ricerca e sviluppo di grandi gruppi industriali del mondo biomedicale\/farmaceutico possano trovare uno sbocco importante anche nel nostro Paese, valorizzando una sana e trasparente collaborazione tra pubblico e privato.  Anche Renato Balduzzi, professore ordinario di Diritto Costituzionale, Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore, ha affermato che un&#8217;ulteriore opportunit\u00e0 di crescita per la ricerca italiana pu\u00f2 derivare dal Regolamento EU 536\/2014 di prossima applicazione e da interventi come la legge 3\/2018, ma \u00e8 fondamentale arrivare all&#8217;introduzione di meccanismi organizzativi e normativi che favoriscano collaborazioni strutturali e non episodiche tra industria, privato not for profit e strutture pubbliche.<br \/>Giuseppe Banfi, direttore scientifico IRCCS Galeazzi Milano, ha sottolineato come &#8216;il progetto MIND Milano Innovation District, con Human Technopole, l&#8217;Ospedale Galeazzi, l&#8217;Universit\u00e0 di Milano e numerose realt\u00e0 di ricerca e imprenditoriali private, rappresenti un esempio virtuoso di come anche in Italia sia possibile avvicinare realt\u00e0 istituzionalmente e culturalmente diverse per fare networking e creare innovazione e valore per tutto il sistema salut\u00e8.<br \/>I lavori dell&#8217;evento di presentazione del Libro Bianco sono stati aperti dalla senatrice Mariapia Garavaglia, presidente della Fondazione Roche, e hanno portato il loro contributo Maria Cristina Messa, ministro dell&#8217;Universit\u00e0 e della Ricerca Scientifica, e Roberto Speranza, ministro della Salute. <br \/>Sui temi dibattuti nelle tavole rotonde seguite alla presentazione del Libro Bianco, moderate dal giornalista Nicola Porro, sono intervenuti anche Andrea Mandelli, vicepresidente della Camera e presidente della Federazione Ordini Farmacisti Italiani; Annalisa Mandorino, segretario generale<br \/>Cittadinanzattiva; Beatrice Lorenzin, Commissione Bilancio della Camera dei Deputati; Marco Vignetti, presidente GIMEMA Onlus. Nelle conclusioni dell&#8217;incontro, il presidente FADOI Dario Manfellotto ha sottolineato come, dalla prospettiva dei clinici &#8216;la ricerca biomedica \u00e8 sempre pi\u00f9 strettamente legata all&#8217;assistenza. Ricerca pi\u00f9 efficiente significa cure migliori, e tutto ci\u00f2 che aiuta a potenziare e sviluppare la ricerca, rendendola pi\u00f9 qualitativa, inclusa una maggiore sinergia fra pubblico e privato, non pu\u00f2 che trovare sia nei pazienti sia nei professionisti sanitari la massima condivision\u00e8.<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; La pandemia CoViD-19 ha sconvolto molti aspetti della vita delle persone, ma ha anche impartito numerose lezioni sui comportamenti da tenere anche quando tutto sar\u00e0 finito. 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