{"id":88164,"date":"2021-11-22T16:07:38","date_gmt":"2021-11-22T15:07:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/11\/22\/salutequita-finanziare-il-piano-nazionale-della-cronicita-in-manovra\/"},"modified":"2021-11-22T16:07:38","modified_gmt":"2021-11-22T15:07:38","slug":"salutequita-finanziare-il-piano-nazionale-della-cronicita-in-manovra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/11\/22\/salutequita-finanziare-il-piano-nazionale-della-cronicita-in-manovra\/","title":{"rendered":"Salutequit\u00e0 \u201cFinanziare il Piano nazionale della Cronicit\u00e0 in manovra\u201d"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Sono quasi 22 milioni le persone con cronicit\u00e0 in Italia: 8,8 milioni circa con almeno una patologia cronica grave e 12,7 con due o pi\u00f9 malattie croniche in tutte le fasi della vita. Gli ultimi dati Istat indicano nel nostro Paese un tasso medio di cronicit\u00e0 di 147,22 persone per mille abitanti con almeno una malattia cronica grave, passando da 108,44 del Trentino Alto Adige a 182,55 della Calabria) e di 211,06 persone ogni mille abitanti con due o pi\u00f9 malattie croniche. Il tasso medio di cronicit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 elevato al Sud e nelle Isole. Nei Comuni sotto i 2.000 abitanti c&#8217;\u00e8 la quota pi\u00f9 elevata di cronicit\u00e0, quasi il 45%. Le categorie maggiormente colpite da almeno una patologia cronica sono i disoccupati (quelli alla ricerca di nuova occupazione) 36,3% e gli autonomi 34,6%. Differenze anche nella diffusione della fragilit\u00e0 Nord-Sud a sfavore delle Regioni del Sud (25%\u00a0vs\u00a016% nel Centro e 13% nel Nord). Quasi tutti gli ultrasessantacinquenni con fragilit\u00e0 (98%) ricevono aiuto dai familiari (94%), dalle badanti (20,6%) o da conoscenti (13,6%).<br \/>Meno del 3% riceve aiuto a domicilio da personale di ASL o Comuni, meno dell&#8217;1% riceve assistenza da un centro diurno.<br \/>A causa della pandemia si sono ridotte di un terzo le visite di controllo e le prime visite per impostare un piano terapeutico. Tra gli over 65, i giovani anziani (65-69 anni) sono stati pi\u00f9 penalizzati: a questa et\u00e0 ci sono pi\u00f9 nuove diagnosi di malattie croniche e l&#8217;avvio di nuovi trattamenti farmacologici. E infatti si sono riscontrate riduzioni di prescrizioni per i farmaci per l&#8217;osteoporosi (-8,8 punti percentuali), per il diabete (-2,6 punti percentuali) e per gli antipertensivi (- 22,3 punti percentuali). Pi\u00f9 in generale nel periodo gennaio-giugno 2020-2021 si sono ridotte le ricette di 3,9 milioni e di circa 89 milioni di Euro la spesa farmaceutica convenzionata.<br \/>&#8216;Il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza \u00e8 una grande opportunit\u00e0, anche per i malati cronici, ma ci sono risposte urgenti e che devono arrivare ora, non possono attendere il 2026. &#8211; afferma Tonino Aceti, presidente Salutequit\u00e0 -. La strada tracciata dalla Legge di Bilancio 2022, che prevede investimenti per la salute; la definizione di Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali e risorse per gli standard dell&#8217;assistenza territoriale, va nella giusta direzione. Serve per\u00f2 un ulteriore sforzo: finanziare anche l&#8217;attuazione e l&#8217;aggiornamento del Piano Nazionale della Cronicit\u00e0 integrando le patologie ricomprese (esempio Sclerosi multipla, psoriasi) e adeguandolo alle novit\u00e0 intercorse in termini di politiche del personale e modelli organizzativi. Le difficolt\u00e0 di implementazione del PNC nelle Regioni a distanza di 5 anni dipendono anche dalla mancanza di risorse specifich\u00e8. <br \/>Il Piano Nazionale della Cronicit\u00e0 (PNC), approvato nel 2016, \u00e8 la strategia di riferimento del SSN per affrontare le cronicit\u00e0. Sono 5 le fasi descritte per la presa in carico e la prima \u00e8 conoscere i bisogni delle comunit\u00e0, attraverso la stratificazione della popolazione. Stando ai dati della ricognizione della Cabina di Regia PNC del 2018, i programmi di stratificazione hanno visto coinvolte la maggior parte delle Regioni: quasi tutte hanno dichiarato di aver messo in moto azioni pi\u00f9 o meno consolidate, eccetto la Calabria.<br \/>Il sistema di stratificazione consolidato (la divisione cio\u00e8 per classi e tipologie di assistenza omogenee con caratteristiche comuni, necessaria all&#8217;organizzazione), stando agli ultimi dati disponibili del Ministero della Salute \u00e8 presente nelle Regioni Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, PA Bolzano. La ricognizione di Salutequit\u00e0 ne mappa 8 (consolidate o avviate). Tutte analizzano i bisogni strettamente sanitari; la componente sociale viene considerata in Lombardia; l&#8217;Emilia-Romagna considera anche l&#8217;ambiente geografico per calcolare il rischio. E ancora la stratificazione ha esiti diversi: si va dai 4 livelli di rischio di ricovero o decesso entro l&#8217;anno dell&#8217;Emilia-Romagna, ai 6 livelli di severit\u00e0 e 9 stati di salute dell&#8217;Umbria.<br \/>Un altro pilastro del PNC sono i Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA), ma vengono applicati a macchia di leopardo tra le Regioni.<br \/>Nel PDTA del Diabete i pazienti che svolgono il controllo dell&#8217;emoglobina glicata almeno due volte l&#8217;anno dopo la diagnosi sono il 59,7% in Valle D&#8217;Aosta, il 26,3% in Basilicata e il 7,5% in Abruzzo. Invece quelli che effettuano il controllo dell&#8217;occhio almeno una volta l&#8217;anno dopo la diagnosi sono il 2,4% in Abruzzo contro il 29% della Sardegna. E nel 2020 un paziente diabetico su 4 riferisce di non aver fatto il controllo dell&#8217;emoglobina glicata\u00a0o di averlo fatto da oltre 1 anno.<br \/>Nel PDTA dello scompenso cardiaco la percentuale di pazienti che aderiscono al trattamento farmacologico con Ace inibitori o sartani varia tra il 70,6% della Sardegna, il 25,2% del Piemonte e il 13,3% della Valle D&#8217;Aosta. Per quanto riguarda l&#8217;aderenza al trattamento farmacologico con beta bloccanti la forbice oscilla tra il 70% circa dei pazienti della Sardegna e il 15,3% del Piemonte, sino al 2,1% della Valle D&#8217;Aosta.<br \/>Anche sulla governance e sull&#8217;equit\u00e0 di accesso alla sanit\u00e0 digitale, altro pilatro del PNC, si procede in ordine sparso e con disparit\u00e0 Regionali. Nel 2018 erano attive 282 esperienze di telemedicina distribuite sul territorio nazionale in modo particolarmente differenziato: 1 esperienza in Basilicata, Molise e Friuli-Venezia Giulia; 3 in Calabria sino ad arrivare alle 36 esperienze in Emilia-Romagna, 35 in Lombardia, 31 in Toscana, Lazio e Sicilia.<br \/>La cardiologia \u00e8 l&#8217;ambito nel quale si utilizza di pi\u00f9 (43%), a seguire la radiologia (19%). Il 55% dei destinatari sono persone con malattia cronica.<br \/>E l&#8217;emergenza pandemica, che ha accelerato la diffusione della sanit\u00e0 digitale, non ha risolto tutti i problemi. La Societ\u00e0 Italiana di Diabetologia (giugno 2021) ha segnalato che sussistono ancora difficolt\u00e0 nella rimborsabilit\u00e0 (esempio Calabria, Marche, Sicilia e Sardegna) e nell&#8217;infrastruttura tecnologica per la telemedicina (per esempio Calabria, Abruzzo, Marche) in alcune Regioni in diabetologia.<br \/>Difformit\u00e0 regionali anche nell&#8217;utilizzo del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE): si va dal 4% di accesso dei cittadini abruzzesi ai propri FSE nei quali \u00e8 stato reso disponibile almeno un nuovo documento negli ultimi 90 giorni (3\u00b0 trimestre 2021) al 100% della Regione Lazio. Dal 3% di medici abilitati che hanno utilizzato il FSE della Regione Molise (3\u00b0 trimestre 2021) al 100% della Lombardia. Da circa il 3% di Aziende Sanitarie Locali che alimentano il FSE della Regione Campania (3\u00b0 trimestre 2021) al 100% del Veneto.<br \/>L&#8217;assistenza sul territorio e le cure domiciliari, luoghi privilegiati per prendere in carico le persone con cronicit\u00e0, presentano grandi variabilit\u00e0.<br \/>Nel 2019, il nuovo sistema di garanzia dei LEA, segnala ben 4 Regioni inadempienti rispetto all&#8217;area Distrettuale (assistenza sanitaria territoriale): Valle D&#8217;Aosta, P.A. Bolzano, Basilicata e Calabria. Rispetto alle cure domiciliari per gli over 65 nel 2019 si passa dallo 0,2% di anziani trattati in ADI della PA di Bolzano, allo 0,6% di Valle d&#8217;Aosta, 1,2 della Calabria per arrivare al 5,1% del Molise. Mentre aumenta il numero di prestazioni domiciliari erogate, si riducono contestualmente le ore di assistenza per caso nel periodo 2010-2018.<br \/>E la strategia di rafforzamento del territorio progettata durante la fase pandemica non ha ancora raggiunto gli obiettivi prefissati.<br \/>Dal 2016 al 2020 sono diminuiti di 736 unit\u00e0 i medici specialisti territoriali. E sono entrati in servizio nel 2020 solo 1.132 gli infermieri di famiglia e di comunit\u00e0 (IFeC) su 9552, l&#8217;11,9% delle previsioni del decreto Rilancio. E ancora le misure di rafforzamento territoriale non hanno coperto il fabbisogno di assistenti sociali (63 su 597 di cui 58 concentrati nelle USCA del nord ovest) e psicologi (129 su 597 previsti, di cui 125 nel sud ed isole).<br \/>A questo si aggiunga che tra il 2009 e il 2019 si \u00e8 ridotto il numero assoluto di Medici di medicina generale (MMG) di 3781 unit\u00e0. Riduzione anche per i Pediatri di Libera Scelta (PLS) di 287 unit\u00e0 nello stesso arco temporale. Sono 19.331 le farmacie territoriali (pubbliche e private) nel 2019, una ogni 3.219 abitanti. Sono pi\u00f9 diffuse, ovvero ogni farmacia copre un numero inferiore di abitanti rispetto alla media in Molise (1.858), Valle d&#8217;Aosta (2.427), Piemonte (2.627), Liguria (2544), Calabria (2.486) e Basilicata (2.626).<br \/>L&#8217;integrazione socio-sanitaria \u00e8 uno dei fulcri e fattori qualificanti della strategia del PNC. A differenza dell&#8217;assistenza sanitaria che pu\u00f2 contare sulla definizione, il finanziamento e il monitoraggio di Livelli Essenziali di Assistenza, l&#8217;area sociale vede solo ora, con il Ddl Bilancio 2022, l&#8217;introduzione concreta nel nostro ordinamento dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS).<br \/>Dai dati a disposizione emerge che anche la spesa sociale pro-capite per interventi e servizi sociali \u00e8 differente per funzione e da Regione a Regione: si passa dai 540 euro pro-capite della Provincia di Bolzano del 2018, ai 59 della Basilicata, ai 56 della Campania sino ad arrivare ai 22 della Calabria. La spesa pro-capite 2018 per il sostegno alle persone con disabilit\u00e0 va da oltre 13 mila euro a Bolzano, ai 306 in Calabria sino ai 99 della Valle D&#8217;Aosta; quella per gli anziani si attesta a 1276 euro a Bolzano contro i 37 della Basilicata e i 21 della Calabria. La variazione percentuale della spesa pro-capite 2012-2018 oscilla dal 104% di Bolzano, al 67% del Molise al -24% della Valle d&#8217;Aosta.<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Sono quasi 22 milioni le persone con cronicit\u00e0 in Italia: 8,8 milioni circa con almeno una patologia cronica grave e 12,7 con due o pi\u00f9 malattie croniche in tutte le fasi della vita. 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