{"id":87827,"date":"2021-11-19T14:07:36","date_gmt":"2021-11-19T13:07:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/11\/19\/auditel-censis-5-schermi-in-ogni-famiglia-internet-cambia-la-tv\/"},"modified":"2021-11-19T14:07:36","modified_gmt":"2021-11-19T13:07:36","slug":"auditel-censis-5-schermi-in-ogni-famiglia-internet-cambia-la-tv","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/11\/19\/auditel-censis-5-schermi-in-ogni-famiglia-internet-cambia-la-tv\/","title":{"rendered":"Auditel-Censis, 5 schermi in ogni famiglia, Internet cambia la Tv"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Sono 120 milioni gli schermi posseduti dagli italiani, una media di 5 per famiglia. Vengono utilizzati tra le mura domestiche (43 milioni di apparecchi televisivi) e in mobilit\u00e0 (48 milioni di smartphone; poi ci sono tablet e personal computer) per vedere contenuti tv con modalit\u00e0 di fruizione del tutto nuove. Aumenta, infatti, il numero di coloro che si connettono ad internet per guardare i programmi trasmessi in contemporanea sul tradizionale televisore (7 milioni e 300.000 italiani con pi\u00f9 di 4 anni, il 12,5% del totale; nel 2019 non raggiungevano i 6 milioni: l&#8217;incremento, quindi, \u00e8 del 24,6%). Aumenta, inoltre, la domanda di film scaricabili gratuitamente da internet. E cresce, infine, tutto il segmento dei contenuti televisivi in streaming, free e a pagamento, che si possono vedere da Smart Tv o da altri schermi connessi. E&#8217; quanto certifica il 4\u00b0 Rapporto Auditel-Censis, significativamente intitolato L&#8217;Italia multiscreen: dalla Smart Tv allo schermo in tasca, cos\u00ec il Paese corre verso il digitale. <br \/>Il Rapporto \u00e8 il frutto di una straordinaria opportunit\u00e0 d&#8217;indagine sociale. Si fonda, infatti, sulla Ricerca di base Auditel (7 wave l&#8217;anno, 20 mila abitazioni visitate, 41 mila interviste face-to-face) che ha tre obiettivi: 1. accertare la reale struttura e fisionomia delle famiglie, temperando e neutralizzando tutti gli effetti anagrafici e fiscali con cui esse sono spesso rappresentate; 2. fotografare la societ\u00e0 italiana in tutte le sue dimensioni, socio-demografiche, psico-grafiche, socioculturali, comportamentali; 3. individuare le potenziali famiglie-campione del Superpanel Auditel, che deve essere costantemente rinnovato.<br \/>Dal Rapporto emergono, in particolare, come ha spiegato il presidente di Auditel, Andrea Imperiali, &#8220;la centralit\u00e0 della TV nel processo di trasformazione del Paese in chiave digitale; una crescente adesione alla banda larga, che si configura sempre pi\u00f9 come bene di prima necessit\u00e0 e non pi\u00f9 accessorio; un ulteriore aumento delle dotazioni (in particolare degli smartphone e della smart TV) che innalza il numero degli schermi connessi al picco di circa 120 milioni; infine, si confermano nuovi e sempre pi\u00f9 radicati comportamenti di visione e nuovi mix nella scelta dei contenuti TV, generati dall&#8217;ampliamento dell&#8217;offerta free e pay&#8221;.<br \/>Le famiglie connesse sono il 90,2% del totale (+3,6% dal 2019). E quelle che possiedono una connessione sia fissa che mobile sono il 59,4% (+6,2%). Nel 2021 gli apparecchi televisivi superano i 43 milioni (+1,0% dal 2019) soprattutto per effetto dell&#8217;ormai prepotente presenza di Smart Tv o dispositivi esterni collegati (15 milioni e 300.000: +46,6% negli ultimi due anni). Crescono anche gli smartphone: sono oltre 48 milioni (+8,9% dal 2019). Cos\u00ec come crescono i pc collegati (quasi 20 milioni) e i tablet (7 milioni e 700.000). Quasi 4 milioni di individui utilizzano la Smart Tv per navigare in internet e oltre 22 milioni per attivare le applicazioni on demand. Cambiano le modalit\u00e0 di fruizione dei contenuti audio e video, sempre pi\u00f9 individualizzate e on demand. Oltre 4 milioni di italiani seguono la programmazione televisiva lineare sullo smartphone (+ 6,3%), mentre 2 milioni e 700.000 la seguono dal pc, con una crescita del 41,1% nell&#8217;ultimo anno; e un milione e 200.000 italiani vedono i contenuti tv sul tablet. Ben 3,5 milioni di italiani, poi, scaricano film da internet (+33,3% nell&#8217;ultimo anno) e oltre 13 milioni guardano sulle piattaforme televisive on demand contenuti non lineari (+38,2%). Infine, 24 milioni di italiani guardano contenuti tv utilizzando le diverse piattaforme disponibili su internet, per lo pi\u00f9 a pagamento (+48,4%), con una forte crescita di coloro che li guardano di frequente: sono 16 milioni e 600.000 e sono aumentati dell&#8217;86% in un anno.<br \/>Sono 2 milioni e 300 mila, il 9,8% del totale, le famiglie italiane non connesse. Altre 7 milioni e 200 mila famiglie, il 29,9% del totale, hanno unicamente la linea mobile. Fra loro, circa 5 milioni si collegano solo da smartphone. Si tratta soprattutto di famiglie composte da soli anziani e famiglie che si trovano in una condizione di forte precariet\u00e0 socioeconomica. <br \/>I televisori nelle case degli italiani sono 43 milioni e 100 mila. Il 96,9% delle famiglie ha in casa almeno un televisore; 9 milioni e 200 mila famiglie (il 38,6% del totale) possiedono solo un televisore; 9 milioni e 400.000 famiglie (il 39,2%) hanno due televisori; 3 milioni e 500.000 (il 14,6%) ne hanno tre; 1 milione e 100.000, il 4,6% del totale, ha 4 o pi\u00f9 televisori; infine, 575.000 famiglie, pari al 2,4% del totale, in cui vivono 1 milione e 260.000 individui, non possiedono n\u00e8 guardano la tv. Quasi sei milioni di apparecchi (il 13,2% del totale) si possono quasi considerare oggetti di antiquariato perch\u00e8 acquistati pi\u00f9 di 10 anni fa; ci sono, poi, 12 milioni di televisori per cui non \u00e8 risultato possibile risalire alla data d&#8217;acquisto. <br \/>&#8220;Il 4\u00b0 Rapporto Auditel Censis si rivela, una volta di pi\u00f9, strumento prezioso per chi ha il compito di guidare il Paese e per il mercato, specie in questa fase di grande sviluppo e cambiamento con tutte le opportunit\u00e0 di crescita derivanti dal PNRR e dalla straordinaria ripartenza dell&#8217;Italia dopo i mesi difficili della pandemia&#8221;, ha detto Imperiali, a margine della presentazione al Senato.<br \/>&#8216;Se qualcuno pensava che con i nuovi stili di vita e con le nuove modalit\u00e0 di ascolto la televisione avrebbe perso la sua capacit\u00e0 di fare audience si sbagliav\u00e0, ha spiegato Giuseppe De Rita, Presidente del Censis. &#8216;La pandemia ha fatto decollare dotazioni e connessioni e ha ridato forza ai contenuti televisivi, tradizionali e su Internet, gratuiti e a pagamento, che ciascuno vuole essere libero di seguire a casa sulla smart tv e fuori casa, in ogni momento della giornata, sullo smartphon\u00e8, ha proseguito.<br \/>Per il presidente della Commissione Vigilanza Rai, Alberto Barachini, &#8220;gli ultimi due anni hanno rappresentato una bolla speculativa per la tv tradizionale che, come dimostrano i dati Auditel, ha registrato una crescita importante nel 2019. Il servizio pubblico ha recuperato parte della sua centralit\u00e0 durante la pandemia, ma stiamo assistendo a un crollo degli ascolti. Il Rapporto Auditel testimonia la ricerca di informazione di qualit\u00e0, soprattutto verso il servizio pubblico e offre uno stimolo anche dal punto di vista educativo, visto che l&#8217;infodemia scatenata dalla pandemia ha rafforzato la richiesta di un giornalismo pi\u00f9 qualificato&#8221;.<br \/>Secondo Giacomo Lasorella, presidente Agcom, &#8220;il 4\u00b0 Rapporto Auditel-Censis \u00e8 un efficacissimo strumento di lettura del nostro Paese, soprattutto nella realt\u00e0 attuale dominata dalla pandemia. Ci\u00f2 che in particolare emerge \u00e8 che la transizione digitale non \u00e8 un fenomeno astratto, bens\u00ec una realt\u00e0 compiuta. Occorrono, per\u00f2, delle azioni mirate, per far fronte all&#8217;aumentata disponibilit\u00e0 di schermi e connessioni, sviluppando la banda larga e il 5G, che sono aspetti essenzial\u00ec.<br \/>Per Gian Carlo Blangiardo, presidente Istat, &#8220;gli schermi crescono, le persone diminuiscono e questo \u00e8 un elemento che fa riflettere. E&#8217; dal 2014 che la popolazione italiana sta diminuendo. Altro aspetto importante sono le disuguaglianze, che aumentano. La Dad, ad esempio, \u00e8 stata una grande opportunit\u00e0, ma in certe realt\u00e0 \u00e8 stata anche un problema per la mancanza di strumenti adeguati. Nel Rapporto Auditel, inoltre, emerge un ulteriore elemento, il gap generazionale che si \u00e8 creato e che evidenzia come non sempre si riesca a tenere il passo con i progressi di natura tecnologica della nostra societ\u00e0&#8221;.<br \/>&#8220;Mi hanno colpito due fattori presenti nel Rapporto, la divisione fra nativi digitali e nativi analogici e non c&#8217;\u00e8 dubbio che questa separazione sia destinata ad accrescere &#8211; ha detto Riccardo Nencini, presidente della 7\u00aa Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali) del Senato -. Fra questi c&#8217;\u00e8 un gruppo intermedio che rappresenta una generazione che potremmo definire &#8220;cuscinetto&#8221;, che vive una pessima qualit\u00e0 della connessione. Siamo evidentemente in una situazione di ritardo, che va ad incidere sul servizio pubblico, aspetto sul quale insiste il Rapporto. Nella Commissione che presiedo abbiamo sottolineato l&#8217;importanza dell&#8217;educazione digitale, proponendo di utilizzare una rete Rai per questo scopo, una sorta di maestro Manzi 3.0 per le nuove generazioni che hanno necessit\u00e0 di affrontare un pezzo di futuro&#8221;.<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Sono 120 milioni gli schermi posseduti dagli italiani, una media di 5 per famiglia. Vengono utilizzati tra le mura domestiche (43 milioni di apparecchi televisivi) e in mobilit\u00e0 (48 milioni di smartphone; poi ci sono tablet e personal computer) per vedere contenuti tv con modalit\u00e0 di fruizione del tutto nuove. 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