{"id":87618,"date":"2021-11-17T16:07:45","date_gmt":"2021-11-17T15:07:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/11\/17\/politecnico-di-torino-saracco-serve-una-rivoluzione-etico-politica\/"},"modified":"2021-11-17T16:07:45","modified_gmt":"2021-11-17T15:07:45","slug":"politecnico-di-torino-saracco-serve-una-rivoluzione-etico-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/11\/17\/politecnico-di-torino-saracco-serve-una-rivoluzione-etico-politica\/","title":{"rendered":"Politecnico di Torino, Saracco \u201cServe una rivoluzione etico-politica\u201d"},"content":{"rendered":"<div>TORINO (ITALPRESS) &#8211; &#8220;Stiamo uscendo dalla crisi pandemica, ma siamo profondamente cambiati e non possiamo pensare di continuare a vivere, lavorare e formare i nostri studenti come prima del Covid. La pandemia ci ha messo di fronte a innovazioni ormai non pi\u00f9 rimandabili e ci ha dimostrato che solo accogliendole, con creativit\u00e0 e coraggio, possiamo uscirne. E uscirne pi\u00f9 competitivi di prima, se sapremo capitalizzare quella rivoluzione della didattica nel senso del superamento della settorialit\u00e0 delle discipline, della contaminazione tra scienze tecniche e sociali, dell&#8217;orientamento al problem solving e al lavoro in team che al Politecnico abbiamo gi\u00e0 messo in campo&#8221;. A dirlo il rettore Guido Saracco in occasione dell&#8217;inaugurazione dell&#8217;Anno accademico 2021\/2022 del Politecnico di Torino. &#8220;Ritengo &#8211; ha aggiunto nella relazione che ha tenuto di fronte a un&#8217;ampia platea, finalmente di nuovo in presenza &#8211; che per fare la nostra parte in questo periodo di mutamento, oltre a incentivare una formazione che garantisca a laureati e laureate di affrontare sistemi complessi, dovremo essere in prima linea nel promuovere una quanto mai necessaria rivoluzione etico-politica. La rivoluzione digitale in corso \u00e8 in realt\u00e0 una vera e propria rivoluzione culturale che ci conferir\u00e0 la possibilit\u00e0 di controllare fenomeni complessi. Auspicabilmente ne faremo un buon uso per guidare il cambiamento necessario nella nostra societ\u00e0 dove \u00e8 imprescindibile un cambio di paradigma economico verso un modello pi\u00f9 inclusivo&#8221;. <br \/>&#8220;A queste transizioni &#8211; ha sottolineato Saracco &#8211; si somma quella ecologica verso una piena sostenibilit\u00e0 energetica e ambientale. Tutte queste transizioni sono in realt\u00e0 facce di una unica, cruciale evoluzione etica e valoriale dell&#8217;umanit\u00e0. Abbiamo per anni accettato un modello che prevedeva la morte di milioni di persone all&#8217;anno per denutrizione, per l&#8217;immigrazione, per gli effetti del cambiamento climatico. Oggi abbiamo capito che questo modello non \u00e8 pi\u00f9 sostenibile, ma per crearne uno nuovo abbiamo bisogno per prima cosa di bilanciare le disuguaglianze sociali. E potremo farlo solo proponendo tecnologie sostenibili, di cui siano previsti gli effetti sulla societ\u00e0, con il contributo degli umanisti. In due parole: unire Creativit\u00e0 e Razionalit\u00e0 sar\u00e0 la chiave per il futuro&#8221;.<br \/>Il Rettore ha quindi sottolineato che oggi \u00e8 richiesto alla societ\u00e0, all&#8217;economia e all&#8217;universit\u00e0 un approccio del tutto nuovo, anche sul nostro territorio: &#8220;La Torino dell&#8217;ultimo decennio \u00e8 stata in prevalenza fragile, con esempi di resilienza tra le aziende e nei settori della cultura e del turismo, ma oggi ci viene richiesto di fare un passo ulteriore, di diventare antifragili, cio\u00e8 di riuscire non solo a non spezzarci dopo una crisi, ma a uscirne modificati, facendo tesoro del cambiamento. La strada per l&#8217;antifragilit\u00e0 &#8211; ha detto ancora &#8211; \u00e8 difficile ma la abbiamo gi\u00e0 intrapresa. Il riconoscimento di Torino quale area di crisi industriale complessa ha portato due anni fa i principali attori sociali (associazioni imprenditoriali, sindacati, universit\u00e0, fondazioni ed enti governativi) a unirsi in un progetto di sviluppo condiviso. Eravamo consapevoli di dover cambiare come singole istituzioni e dover promuovere gioco di squadra e comunione di intenti. E&#8217; la cosiddetta coopetizione: una alleanza di ecosistema per essere pi\u00f9 efficaci, sostenibili e competitivi&#8221;.<br \/>&#8220;Ne sono nati progetti da realizzarsi nel pi\u00f9 breve tempo possibile, finanziati da diversi enti pubblici (il Governo, la Regione, la Camera di Commercio, le stesse Universit\u00e0): la Citt\u00e0 della Manifattura e della Mobilit\u00e0 Sostenibile a Mirafiori, la Citt\u00e0 dell&#8217;Aerospazio in Corso Marche, il Parco della Salute e dell&#8217;Innovazione al Lingotto, la Citt\u00e0 della Scienza di Grugliasco, il Parco della Transizione Ecologica alla sommit\u00e0 della Spina 3, e altri. Le definisco &#8211; ha spiegato il Rettore &#8211; Comunit\u00e0 di Conoscenza e Innovazione che erogano servizi di formazione (professionalizzante, accademica e continua), ricerca (interdisciplinare e funzionale alle filiere produttive), trasferimento tecnologico e altri servizi (ad esempio, per la nascita di start-up). Il loro scopo \u00e8 il supporto e l&#8217;attrazione di PMI per le filiere di grandi imprese (automobile, aerospazio, informatica, alimentare, ecc.) e in ultima analisi la creazione di posti di lavoro, dalle maestranze ai quadri. Questo pu\u00f2 farci invertire la rotta e renderci pi\u00f9 forti di prima&#8221;. Per Saracco &#8220;dobbiamo sfruttarle al meglio per supportare i processi di digitalizzazione, transizione ecologica, mobilit\u00e0 sostenibile, inclusione sociale, tutela della salute e tutte le altre sfide che ci attendono nei prossimi anni. Per questo i principali attori sociali dovranno coordinarsi in modo permanente per condividerne in modo armonico la progettualit\u00e0, perch\u00e8 nessuna opportunit\u00e0 venga persa e la politica possa prendere decisioni consapevoli e informate, per le quali sono imprescindibili analisi socio-tecniche e una strategia complessiva coerente&#8221;.<br \/>Dopo gli interventi del direttore generale del Politecnico Vincenzo Tedesco e della rappresentante degli studenti Laura Armando, proprio questo processo di previsione basata sui dati, anche nell&#8217;ottica di fornire indicazioni ai decisori politici, \u00e8 stato al centro dei due interventi degli ospiti della cerimonia: il professor Alessandro Vespignani della Northeastern Universty di Boston e il Capo di Gabinetto del Ministro per l&#8217;Innovazione tecnologica e la Transizione digitale Stefano Firpo.<br \/>Vespignani, la cui attivit\u00e0 di ricerca si \u00e8 concentrata sulla modellizzazione computazionale basata sui dati di fenomeni epidemici e di diffusione e sullo studio dei fattori biologici, reti sociali e tecnologiche, ha tenuto una Lectio magistralis dal titolo: &#8220;La sottile linea rossa: scienza e ricerca ai tempi del Covid-19&#8221;. Vespignani \u00e8 partito nella sua analisi proprio dal momento attuale, nel quale &#8220;l&#8217;errore pi\u00f9 tragico che possiamo commettere \u00e8 quello di affrettarci a tornare alla &#8216;normalit\u00e0&#8217; cancellando questi due anni, nel corso dei quali la scienza e il mondo della ricerca sono diventati oggetto di dubbio, di incredulit\u00e0, e in molte occasioni identificati con il male&#8221;. Invece, &#8220;la ricerca in qualunque forma e declinazione deve essere in primo piano tutti i giorni. Non possiamo ricordarci del bisogno di scienza solo quando abbiamo una emergenza&#8221;.<br \/>&#8220;Un&#8217;altra cosa che abbiamo imparato \u00e8 il valore sociale dei dati, elemento dinamico dal potere predittivo. Durante la pandemia, i modelli e l&#8217;assimilazione dei dati sono migliorati lungo il percorso attraverso un processo di apprendimento che \u00e8 avvenuto in tempo reale. Il mondo della ricerca deve diventare assolutamente centrale e propositivo nella creazione di grandi iniziative che partendo dalla ricerca di base costruiscano le fondamenta di centri di intelligence e analisi in risposta alle emergenze globali in grado di coordinare scienziati e decisori con punti di vista e competenze diverse&#8221;, continua Vespignani, che conclude: &#8220;Purtroppo, durante la pandemia abbiamo visto che la prima vittima del dibattito sociale e politico \u00e8 stata la verit\u00e0 scientifica. Gli scienziati troppo spesso sono caduti nella trappola della polarizzazione, dello scontro mediatico, del protagonismo. Non siamo riusciti a comunicare che la scienza non \u00e8 il singolo scienziato ma un processo costruito da una comunit\u00e0 attraverso una dinamica collettiva. Torniamo quindi al lavoro con la consapevolezza delle enormi responsabilit\u00e0 che sono sulle nostre spalle, ma soprattutto la voglia di reinventare noi stessi&#8221;.<br \/>Se alla scienza spetta il compito di supportare le decisioni, le scelte spettano invece in larga misura alla politica, che deve assumersi le sue responsabilit\u00e0 di fronte al cambiamento, come ha sottolineato il Capo di Gabinetto del Ministro per l&#8217;Innovazione tecnologica e la Transizione digitale Stefano Firpo in chiusura della cerimonia.<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TORINO (ITALPRESS) &#8211; &#8220;Stiamo uscendo dalla crisi pandemica, ma siamo profondamente cambiati e non possiamo pensare di continuare a vivere, lavorare e formare i nostri studenti come prima del Covid. 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