{"id":87167,"date":"2021-11-14T10:07:39","date_gmt":"2021-11-14T09:07:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/11\/14\/alluvione-polesine-mattarella-ricordare-oggi-e-un-dovere\/"},"modified":"2021-11-14T10:07:39","modified_gmt":"2021-11-14T09:07:39","slug":"alluvione-polesine-mattarella-ricordare-oggi-e-un-dovere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/11\/14\/alluvione-polesine-mattarella-ricordare-oggi-e-un-dovere\/","title":{"rendered":"Alluvione Polesine, Mattarella \u201cRicordare oggi \u00e8 un dovere\u201d"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; &#8220;Sono trascorsi settant&#8217;anni dalla devastante alluvione del Polesine, che si scaten\u00f2 la sera del 14 novembre 1951 con la rottura degli argini del Po a Occhiobello e Canaro. Fu una catastrofe: morti, sofferenze, sfollati a decine di migliaia, case sommerse dal dilagare incontrollato del fiume, coltivazioni e allevamenti distrutti in un&#8217;area assai vasta, anzitutto la provincia di Rovigo ma in parte anche quella di Venezia. La Repubblica era giovane, il popolo italiano aveva da poco intrapreso la strada della ricostruzione nella libert\u00e0. La tragedia si abbatt\u00e8 sulle popolazioni del Polesine, che conoscevano bene povert\u00e0 e sacrifici e che si videro costrette, d&#8217;improvviso, alla pi\u00f9 dura lotta di sopravvivenza. Le immagini in bianco e nero degli sfollati, i volti scolpiti da dolore e paura, toccarono il cuore degli italiani e lasciarono un segno profondo, bench\u00e8 quelli fossero gli anni in cui era rinata la speranza. Ricordare oggi \u00e8 un dovere. Perch\u00e8 quelle tribolazioni sono a pieno titolo nella storia della nostra Repubblica&#8221;. Lo ha dichiarato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricordando le vittime dell&#8217;alluvione del Polesine.<br \/>&#8220;Chiniamo la testa in memoria degli ottantaquattro occupanti del camion di Frassinelle, adulti e bambini, che vennero sommersi dal fango e dalle acque, senza poter ricevere l&#8217;aiuto necessario.<br \/>Da tanto dolore \u00e8 nato un riscatto. Di quelle comunit\u00e0 e dell&#8217;Italia intera. Ricordiamo il grande moto di solidariet\u00e0, di cui fu partecipe l&#8217;intera Comunit\u00e0 nazionale, dal Nord al Sud, e che coinvolse anche tanti Paesi. Ancora i mezzi di intervento erano deboli. Tuttavia si comprese subito, in quella prima grande calamit\u00e0 del dopoguerra, che disponiamo della preziosa risorsa costituita dal senso di comunit\u00e0, dalla disponibilit\u00e0 all&#8217;aiuto concreto, dal senso civico e dalla generosit\u00e0 di chi si trova sul campo a prestare soccorso. Sono energie che hanno aiutato la rinascita del Polesine. La ferita di settanta anni addietro non si pu\u00f2 cancellare: ne sono testimonianza le tante famiglie che non sono tornate dopo l&#8217;alluvione e il significativo calo demografico rispetto al 1951. Con impegno, creativit\u00e0, passione, le genti del Delta del Po hanno tuttavia saputo ripartire e hanno costruito una lunga stagione di sviluppo. Oggi guardano al futuro con voglia di innovazione e con spirito di solidariet\u00e0&#8221; conclude il Presidente della Repubblica.<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; &#8220;Sono trascorsi settant&#8217;anni dalla devastante alluvione del Polesine, che si scaten\u00f2 la sera del 14 novembre 1951 con la rottura degli argini del Po a Occhiobello e Canaro. 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