{"id":86277,"date":"2021-11-06T14:07:34","date_gmt":"2021-11-06T13:07:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/11\/06\/sanita-solinas-carenza-medici-e-personale-e-emergenza-nazionale\/"},"modified":"2021-11-06T14:07:34","modified_gmt":"2021-11-06T13:07:34","slug":"sanita-solinas-carenza-medici-e-personale-e-emergenza-nazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/11\/06\/sanita-solinas-carenza-medici-e-personale-e-emergenza-nazionale\/","title":{"rendered":"Sanit\u00e0, Solinas \u201cCarenza medici e personale \u00e8 emergenza nazionale\u201d"},"content":{"rendered":"<div>CAGLIARI (ITALPRESS) &#8211; &#8220;Quella della carenza di medici e di personale del comparto sanitario pubblico (infermieri, tecnici, riabilitazione&#8230;) \u00e8 un&#8217;emergenza nazionale, non solo sarda. Se \u00e8 vero infatti che il blocco del turn over deciso dai precedenti governi regionali ha dilatato a dismisura le carenze degli organici negli ospedali e nei servizi territoriali dell&#8217;Isola, \u00e8 vero che anche altri fattori, comuni a tutte le Regioni Italiane, hanno concorso ad accentuare il problema e hanno posto le basi per un aggravamento ulteriore della situazione&#8221;. Lo afferma il Presidente della Regione Sardegna Christian Solinas. <br \/>E&#8217; una situazione che &#8220;non ammette pi\u00f9 ritardi o omissioni&#8221;. I motivi che stanno alla base di molti dei problemi attuali &#8220;sono stati efficacemente illustrati, anche di recente, dal professor Garattini, presidente e fondatore dell&#8217;Istituto di ricerche farmacologiche &#8220;Mario Negri&#8221;. Dalla sua analisi emerge quanto, a partire dagli anni &#8217;80, in cui l&#8217;Italia vantava un numero molto alto di medici di sanit\u00e0 pubblica, sia mancata una adeguata programmazione e sia progressivamente venuta meno la strutturazione degli atenei in funzione della crescente richiesta di ingressi, cos\u00ec come il necessario avvicinamento tra studenti, specializzandi e malati&#8221;. La scelta del numero chiuso nelle Facolt\u00e0 di Medicina e nelle professioni sanitarie &#8220;spiega per buona parte la carenza di organico, ed \u00e8 per questo &#8211; dice Solinas &#8211; che su questo aspetto occorre intervenire tempestivamente. Ma non basta, e soprattutto non basta per fronteggiare l&#8217;emergenza a breve termine, dato che la lunghezza del corso di studi determina che un giovane che oggi si iscrive in medicina potr\u00e0 esercitare tra 6-9-11 anni&#8221;.<br \/>&#8220;L&#8217;allarme, sottolinea il Presidente della Regione, \u00e8 solo all&#8217;inizio. In Italia le strutture pubbliche hanno perso 45mila operatori in 10 anni di cui 10mila medici tra ospedalieri e convenzionati. E poi c&#8217;\u00e8 la voce pensionamenti: se ne prevedono 35.200 entro il 2027. Non ci saranno abbastanza colleghi per sostituirli. L&#8217;esito \u00e8 che nel quadriennio che si chiude col 2023 si potrebbe arrivare a un deficit ulteriore di decine di migliaia di medici, il frutto dello squilibrio fra pensionamenti e i nuovi specialisti formati che si prevede scelgano di svolgere il proprio lavoro nella sanit\u00e0 pubblica. <br \/>La carenza potrebbe essere stimata secondo Anaao in ulteriori 24mila unit\u00e0 entro il 2023&#8243;. Sempre secondo un recente studio Anaao, &#8220;entro il 2025 dei circa 105.000 medici specialisti attualmente impiegati nella sanit\u00e0 pubblica potrebbe andare in pensione circa la met\u00e0: 52.500. Un esodo biblico inesorabile e inarrestabile&#8221;.<br \/>&#8220;Abbiamo inoltre &#8211; aggiunge &#8211; una popolazione di professionisti particolarmente invecchiata a causa del blocco continuato del turnover. Secondo i dati diffusi da Eurostat, l&#8217;Italia ha i medici pi\u00f9 vecchi d&#8217;Europa con il 54% del totale che ha una et\u00e0 superiore a 55 anni. Un precedente report Anaao aveva evidenziato come la popolazione dei medici dipendenti del SSN con et\u00e0 maggiore a 50 anni fosse addirittura il 68% del totale&#8221;.<br \/>Per Solinas i dati &#8220;sono impietosi, e mostrano che il numero programmato dei nuovi specializzati non \u00e8 strutturalmente in grado di rimpiazzare i pensionamenti. E&#8217; evidente che tutti i sistemi sanitari regionali pagano oggi un evidente errore di programmazione formativa cristallizzata  nel numero chiuso in Medicina&#8221;. L&#8217;emergenza non riguarda solo le strutture pubbliche, ma anche la medicina di base. &#8220;Almeno 1,5 milioni di italiani &#8211; prosegue &#8211; sono senza il proprio medico di fiducia, e questo \u00e8 un problema presente anche in Sardegna, come pi\u00f9 volte segnalato sia dai cittadini che dagli amministratori locali, che cercano nella Regione una risposta che non \u00e8 nella sua competenza&#8221;. Negli ultimi due anni, infatti, la Sardegna &#8220;ha messo a bando e formato graduatorie per i medici di medicina generale su tutte le sedi vacanti, recuperando il ritardo accumulato nei cinque anni precedenti. Ma anche in questo caso, se a mancare sono i medici la Regione non ha grandi possibilit\u00e0&#8221;. Con l&#8217;ultima legge approvata, prosegue il Governatore, &#8220;ho voluto prevedere una misura incentivante per i medici di base e i pediatri di libera scelta che optino per una sede disagiata, cos\u00ec da cercare di garantire tutti i cittadini che si trovino nelle zone interne e nei piccoli centri&#8221;. Il nodo centrale in definitiva resta comunque &#8220;la necessit\u00e0 di aumentare il numero  dei medici formati coi quali garantire i reparti ospedalieri e la medicina territoriale. E&#8217; urgente quindi mettere le basi perch\u00e8 il sistema universitario ne possa formare e specializzare di pi\u00f9&#8221;.   &#8220;Non \u00e8 pi\u00f9 tempo &#8211; prosegue &#8211; di giustificazioni o rinvii. Lo Stato deve mettere in campo tutte gli strumenti necessari perch\u00e8 le nostre Universit\u00e0 possano garantire percorsi formativi adeguati a soddisfare l&#8217;intero fabbisogno nazionale di professionalit\u00e0, con una programmazione seria ed efficace&#8221;. Occorre &#8220;una grande mobilitazione politica, una presa di coscienza da parte del governo nazionale che non pu\u00f2 semplicemente scaricare sui sistemi sanitari regionali questa emergenza che rischia di divenire una carenza strutturale devastante&#8221;. Nonostante &#8220;la Sardegna abbia diligentemente operato per fronteggiare il problema, destinando cospicue risorse proprie per coprire gli organici con bandi per migliaia di posti, le risposte sono state fino ad ora piuttosto deboli ed hanno confermiato un fenomeno di cronicizzazione della mancanza di laureati in medicina e specializzati. La moratoria almeno quinquennale sul numero chiuso per l&#8217;accesso alle facolt\u00e0, cos\u00ec come un meccanismo che riservi al sistema sanitario che li ha specializzati almeno una quota fissa di neo-specialisti da immettere nelle strutture sanitarie pubbliche, da me pi\u00f9 volte richiesti, prosegue il Presidente Solinas, rappresentano strumenti oramai indispensabili anche se, evidentemente, non di effetto immediato. Occorrono interventi straordinari per fronteggiare l&#8217;emergenza nell&#8217;immediato, che solo lo Stato pu\u00f2 disporre e autorizzare per garantire ai tutti i cittadini un sistema sanitario equo ed efficiente, dal quale si misura il grado di civilt\u00e0 e di progresso di un Paese&#8221;.<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CAGLIARI (ITALPRESS) &#8211; &#8220;Quella della carenza di medici e di personale del comparto sanitario pubblico (infermieri, tecnici, riabilitazione&#8230;) \u00e8 un&#8217;emergenza nazionale, non solo sarda. 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