{"id":85836,"date":"2021-11-03T09:36:58","date_gmt":"2021-11-03T08:36:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=85836"},"modified":"2021-11-03T09:42:13","modified_gmt":"2021-11-03T08:42:13","slug":"faranda-messifaranda-messina-puo-rinascere-ma-servono-serie-politiche-di-sviluppo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/11\/03\/faranda-messifaranda-messina-puo-rinascere-ma-servono-serie-politiche-di-sviluppo\/","title":{"rendered":"Faranda: &#8220;Messina pu\u00f2 rinascere, ma servono serie politiche di sviluppo&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p>L&#8217;imprenditore Alessandro Faranda vede Messina e pi\u00f9 in generale il futuro dell\u2019Isola sotto una doppia ottica, quella dell\u2019imprenditoria e di un under 40, che crede ancora in un futuro di sviluppo per la citt\u00e0 e la Sicilia. Per\u00f2 ci\u00f2 si attua con un vero cambio di passo.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Partiamo dal risanamento: doveroso lo sbaraccamento e dare case ai tanti messinesi che ne sognano una da generazioni. Si sta procedendo sulla linea giusta? Si parla di megacentri residenziali in quartieri sud della citt\u00e0. Qualcuno paventa il rischio di creare aree fortemente degradate e isolate, al posto delle baracche, che in altre citt\u00e0 sono diventate simbolo negativo di emarginazione e fatiscenza?<\/strong><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa rinascita deve partire dallo sbaraccamento. Ignobile ci siano ancora persone che da generazioni continuano a vivere in condizioni disumane. \u00c8 corretto e responsabile che si sia creata una sinergia politica trasversale con l\u2019intento di mettere fine a questo scempio. Parallelamente \u00e8 opportuno parta un progetto di qualificazione dei quartieri della citt\u00e0, specie le aree interessata allo sbaraccamento. Risanamento si deve sposare con rinascita, per inglobarsi nel modo pi\u00f9 armonioso possibile nel contesto urbano, armonia degli spazi e architettonica. I nuovi insediamenti abitativi non devono porgere il fianco a un futuro di degrado, ma integrarsi con il resto della citt\u00e0. Pi\u00f9 in generale Messina va ripulita, anche in centro insistono contesti dequalificanti e disarmonici. Messina dovrebbe tornare a essere bella perch\u00e9 \u00e8 bella di natura. Io credo che la bellezza possa essere un grande appeal per calamitare nuovi investitori e a suscitare l\u2019interesse anche internazionale. Certo, una burocrazia pi\u00f9 leggera aiuterebbe e questo \u00e8 un problema che dovrebbe affrontare seriamente il governo regionale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il Waterfront \u00e8 un altro tema sul quale passa il restyling, la riqualificazione e il nuovo sviluppo urbano della citt\u00e0. Il presidente dell\u2019autorit\u00e0 di sistema dello Stretto, Mario Mega, propone un concorso di idee e quindi apre alla possibilit\u00e0 di un approccio partecipativo dei cittadini e di tutte le componenti attive e produttive della citt\u00e0. <\/strong><strong>\u00c8<\/strong><strong> d\u2019accordo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa citt\u00e0 di Messina ha necessit\u00e0 di ridisegnare il suo waterfront. Una citt\u00e0 completamente affacciata sul mare non pu\u00f2 prescindere per la sua riqualificazione e upgrade urbano dal proprio affaccio. Nei decenni tutto questo \u00e8 stato dimenticato e lo dimostrano opere come il Tram che ha tagliato completamente il rapporto costa e mare e segmentato porzioni importanti di Messina.  Ha rovinato i luoghi pi\u00f9 rappresentativi, dal viale della Libert\u00e0, al porto, la Passeggiata a mare; il centro, piazza Cairoli, il viale San Martino, luoghi di bellezza ma anche luoghi dove \u00e8 possibile sviluppare economia. Durante un confronto in tv l\u2019assessore ai Lavori Pubblici, Salvatore Mondello, mi ha spiegato che il tram \u00e8 un problema e \u2013 aggiungo io &#8211; un peso, e lo \u00e8 per Messina\u201d. Come in un\u2019azienda bisognerebbe valutare realmente i costi &#8211; benefici. Io sono disponibile a dare il mio contributo su questo tema e altri, sui quali, per\u00f2, bisogna tornare a chiedere ai messinesi. \u00c8 in gioco il presente e il futuro: in decenni \u00e8 stato azzerato il \u2018valore mare\u2019. Peccato, potremmo avere opportunit\u00e0 importanti che non sfruttiamo. Non esiste un porto turistico, non esiste un porto commerciale o mercantile. Il nostro porto \u00e8 diventato solo un approdo non identificabile in qualcosa di concreto. I croceristi che arrivano \u2018si disperdono nel nulla\u2019 e non mi pare abbiano espresso un bel giudizio sulle condizioni della citt\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tema trasporti, sul quale \u00e8 intervenuto qualche giorno fa, nodo centrale e, apocalittico, a ogni nuova ondata di maltempo, difficolt\u00e0 enormi per persone e imprese. Viviamo in uno stato di perenne precariet\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec \u00e8 cos\u00ec. La precariet\u00e0 la percepiamo costantemente. Abbiamo vissuto negli ultimi giorni un\u2019allerta meteo molto violenta nella nostra regione con danni ingenti nel catanese e purtroppo vittime. Talvolta, per\u00f2, bastano anche eventi climatici meno violenti per ricordarci l\u2019inadeguatezza delle infrastrutture siciliane, sicuramente vecchie, ma rese ancora di pi\u00f9 \u2018fragili\u2019 dalla carenza della manutenzione stessa. I disagi sono notevoli per le imprese, ma anche per le persone. Mi metto nei loro panni, ci sono pendolari che durante l\u2019ultima allerta meteo sono dovuti rimanere a casa non solo per l\u2019allerta ma anche per l\u2019impossibilit\u00e0 di raggiungere il posto di lavoro. Abbiamo una frana sulla A-18 con i cantieri aperti da sei anni. Siamo reduci da uno smottamento, sempre sulla stessa autostrada, che ha causato quasi la paralisi dei collegamenti e due giorni fa lo smottamento sulla statale 114 all\u2019altezza di Capo Al\u00ec, che ha causato la chiusura di un\u2019arteria molto importante e di collegamento con la provincia ionica. \u00c8 un bollettino di guerra. Aggiungo che raggiungere l\u2019aeroporto di Catania \u00e8 spesso un viaggio della speranza\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Precariet\u00e0 che si avverte anche nei collegamenti sullo Stretto. Nonostante l\u2019Area integrata e i suoi potenziali sviluppi, i disagi sono pesanti per i pendolari.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cI collegamenti sullo Stretto sono un punto di forza che Messina deve esprimere. Al momento non \u00e8 affatto cos\u00ec. Devono essere potenziati, valorizzati e resi efficaci per i pendolari. Ci sono corse ad orari inutili per le esigenze degli utenti, con aliscafi disconnessi rispetto l\u2019orario di arrivo e partenza degli aerei dall\u2019Aeroporto dello Stretto. La Calabria non \u00e8 una realt\u00e0 distante da noi, anzi dovremmo trasformare la vicinanza in valore aggiunto. Sfruttare quanto pi\u00f9 possibile le opportunit\u00e0 e potenzialit\u00e0 dell\u2019Area integrata.<\/p>\n\n\n\n<p>Nodo imprese: per arrivare in Sicilia o esportare un bene ci sono costi proibitivi e non esistono agevolazioni per le aziende siciliane. Ci vorrebbero maggiori incentivi e benefit. Allora mi chiedo come pu\u00f2 rinascere una regione se le multinazionali possono arrivare in Sicilia e un piccolo imprenditore o artigiano non pu\u00f2 pi\u00f9, invece, sostenere i costi elevatissimi per esportare le sue produzioni. Questo non contribuisce certo allo sviluppo e alimenta il torpore, che pu\u00f2 fare comodo a qualcuno, ma fa malissimo a tanti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E Lo stato di insularit\u00e0 costa alla Sicilia 6 miliardi l\u2019anno. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCosta parecchio alla Sicilia \u00e8 vero, per\u00f2 non lo sfruttiamo a pieno. Messina \u00e8 sottodimensionata come porta d\u2019ingresso di una regione che contiene ricchezze storiche, artistiche paesistiche uniche e inestimabili. Da qui dovrebbe partire, prima di tutto, la consapevolezza che ci pu\u00f2 essere una rinascita. Se non acquisiamo questa consapevolezza, difficilmente potremo avere un futuro\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non \u00e8 arrivato il momento di smettere di dare un colore politico al Ponte sullo Stretto?<\/strong> \u201cIl Ponte \u00e8 un\u2019infrastrutture assolutamente utile, pi\u00f9 che necessaria. Diverr\u00e0 necessaria nel momento in cui la Sicilia avr\u00e0 una rete infrastrutturale adeguata, efficiente e moderna e quindi da collegare al Ponte. La nostra classe politica dirigente a livello regionale e nazionale dovrebbe smettere di ripetere un\u2019inutile filastrocca. Il collegamento stabile diventa imprescindibile solo dopo importanti investimenti in grado di rendere \u2013 mi permetta la battuta \u2013 stabile, moderna e competitiva la rete dei collegamenti nell\u2019Isola, superando il gap con le altre regioni\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;imprenditore Alessandro Faranda vede Messina e pi\u00f9 in generale il futuro dell\u2019Isola sotto una doppia ottica, quella dell\u2019imprenditoria e di un under 40, che crede ancora in un futuro di sviluppo per la citt\u00e0 e la Sicilia. Per\u00f2 ci\u00f2 si attua con un vero cambio di passo. 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