{"id":85828,"date":"2021-11-03T08:23:28","date_gmt":"2021-11-03T07:23:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=85828"},"modified":"2021-11-03T10:21:01","modified_gmt":"2021-11-03T09:21:01","slug":"servizio-idrico-scattano-cinque-misure-cautelari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/11\/03\/servizio-idrico-scattano-cinque-misure-cautelari\/","title":{"rendered":"Servizio idrico, scattano cinque misure cautelari"},"content":{"rendered":"\n<p>Uomini della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato sono stati impegnati nell\u2019esecuzione di cinque misure cautelari interdittive nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili dei reati di peculato, corruzione, turbata libert\u00e0 del procedimento di scelta del contraente e violazioni alla normativa in materia di subappalto.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>A dare avvio alle investigazioni, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina, sono intervenute mirate segnalazioni inerenti anomalie nell\u2019affidamento e nella gestione dei servizi e delle attivit\u00e0 afferenti il settore acquedotto dell\u2019azienda.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>Specificamente, erano stati riscontrati una eccessiva frammentazione dei lavori ed un frequente ricorso alla trattativa privata e\/o all\u2019affidamento diretto a favore di un limitatissimo numero di ditte, in palese violazione degli obblighi di evidenza pubblica e del principio di rotazione previsto per gli appalti c.d. <em>sottosoglia<\/em> che utilizzano la procedura negoziata.<\/p>\n\n\n\n<p>I successivi approfondimenti, quindi, espletati per il tramite di intercettazioni telefoniche ed ambientali, interventi di natura dinamica e di riscontro sul territorio ed acquisizioni documentali, hanno consentito di fare luce, secondo ipotesi d\u2019accusa e che dovr\u00e0 trovare conferma nei successivi gradi di giudizio, su un sistema radicato nel suddetto Ente, connotato dalla cattiva gestione dei poteri e delle prerogative connesse alla funzione pubblica afferente agli affidamenti di lavori e forniture da parte dell\u2019A.S.M. \u2013 Settore Acquedotto, il cui esercizio, allo stato delle investigazioni, sarebbe risultato piegato alla realizzazione di interessi di tipo personalistico piuttosto che rispondente ai principi di correttezza, trasparenza ed imparzialit\u00e0 che dovrebbero presiedere all\u2019azione amministrativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella presente fase delle indagini, che hanno trovato un primo vaglio positivo nel Giudice delle Indagini preliminari del Tribunale di Messina, la figura centrale \u00e8 risultato un funzionario del predetto Ente, responsabile del servizio acquedotto, il quale operava, secondo ipotesi d\u2019accusa, con spregiudicatezza e gestendo in maniera personalistica l\u2019articolazione da lui diretta, tanto da fare mercimonio della funzione ricoperta, per ottenere vantaggi personali.<\/p>\n\n\n\n<p>In svariate circostanze il funzionario, essendo necessario eseguire lavori di scavo per perdite della rete idrica comunale e ripristinare la sede stradale, provvedeva con affidamento diretto ad incaricare ditte, i cui titolari erano ovviamente compiacenti, senza la previa consultazione di altre imprese e, quindi, in violazione alla normativa in materia di appalti pubblici.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, come emergente dall\u2019attivit\u00e0 d\u2019indagine svolta dalle Fiamme Gialle e dalla Polizia di Stato, il predetto funzionario si sarebbe appropriato, avendone la disponibilit\u00e0, di materiale idraulico di propriet\u00e0 dell\u2019A.S.M. del valore di circa 1.000 Euro e di alcuni contatori in ottone dismessi, vendendoli a terzi per oltre 2.000 Euro e acquistando, con il ricavato, una caldaia e dei radiatori da installare nella propria abitazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Da ultimo, allo stesso funzionario \u00e8 altres\u00ec oggetto di contestazione provvisoria l\u2019aver richiesto ad un imprenditore, che accettava, di assumere a tempo determinato il proprio figlio, offrendogli in cambio informazioni sulle offerte presentate da altre ditte concorrenti nelle gare per l\u2019aggiudicazione dei lavori ed annullando procedure gi\u00e0 concluse, al solo fine di favorirlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla scorta del quadro indiziario cos\u00ec raccolto, salvo diverse valutazioni giudiziarie nei successivi livelli e fermo restando il generale principio di non colpevolezza sino a sentenza passata in giudicato, il competente Tribunale di Messina disponeva nei confronti del funzionario indagato la misura cautelare della sospensione dall\u2019esercizio di un pubblico ufficio o servizio per la durata di un anno, con interdizione, per il medesimo periodo, dello svolgimento di tutte le attivit\u00e0 inerenti al pubblico ufficio o servizio da lui ricoperto; parimenti, nel medesimo ambito, venivano disposte ulteriori quattro misure cautelari  del divieto temporaneo di contrattare con la P.A. nei confronti di altrettanti imprenditori, nella misura variabile da sei mesi a 10 mesi<\/p>\n\n\n\n<p>Al rintraccio ed alla notifica dei provvedimenti hanno proceduto, per la Polizia di Stato, la Squadra Mobile della Questura di Messina, insieme al Commissariato di Taormina, e per la Guardia di Finanza, il G.I.C.O del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Messina, unitamente alla Compagnia di Taormina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uomini della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato sono stati impegnati nell\u2019esecuzione di cinque misure cautelari interdittive nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili dei reati di peculato, corruzione, turbata libert\u00e0 del procedimento di scelta del contraente e violazioni alla normativa in materia di subappalto. 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