{"id":83660,"date":"2021-10-15T12:07:34","date_gmt":"2021-10-15T10:07:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/10\/15\/report-banca-del-fucino-economia-di-roma-crescera-nei-prossimi-4-anni\/"},"modified":"2021-10-15T12:07:34","modified_gmt":"2021-10-15T10:07:34","slug":"report-banca-del-fucino-economia-di-roma-crescera-nei-prossimi-4-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/10\/15\/report-banca-del-fucino-economia-di-roma-crescera-nei-prossimi-4-anni\/","title":{"rendered":"Report Banca del Fucino, economia di Roma crescer\u00e0 nei prossimi 4 anni"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Banca del Fucino, capogruppo del Gruppo Bancario Igea Banca, ha elaborato internamente il suo primo report sull&#8217;economia della Capitale intitolato &#8220;Prospettive di crescita dell&#8217;economia di Roma dopo la pandemia&#8221;. La ricerca, suddivisa in tre parti che saranno divulgate separatamente, analizza i 15 anni che precedono la Pandemia e i primi sei mesi del 2021. La prima parte del Report, presentata oggi, \u00e8 focalizzata sull&#8217;analisi della situazione generale, il confronto con quanto avvenuto nella citt\u00e0 di Milano e la possibile strategia di inversione.<br \/>Le elaborazioni condotte da Banca del Fucino evidenziano come grazie al sostegno di politiche espansive vi sia la possibilit\u00e0 di recuperare la dinamica di sviluppo della Capitale, prevedendo una crescita cumulata nel prossimo quadriennio superiore di 2,5 punti rispetto al dato medio italiano.<br \/>Sono 6 i principali driver di crescita identificati nel report: le Costruzioni, il Manifatturiero grazie in particolare ai settori della Farmaceutica, dell&#8217;Aerospazio e dell&#8217;Audiovisivo, le Utilities, i Servizi turistici, il Commercio e la PA.<br \/>&#8220;Abbiamo voluto mettere a disposizione della citt\u00e0, e in particolare della nuova giunta capitolina che sar\u00e0 eletta e si insedier\u00e0 a breve, la ricerca del nostro Centro Studi su Roma, che esamina tendenze economiche, problemi aperti e prospettive di sviluppo &#8211; commenta l&#8217;amministratore delegato della Banca del Fucino, Francesco Maiolini -. Dal nostro osservatorio, vediamo ottime opportunit\u00e0 e prospettive di crescita nei prossimi anni. Ma per realizzarle pienamente sar\u00e0 necessaria una capacit\u00e0 di fare squadra, tra istituzioni pubbliche e operatori economici e finanziari, che in passato \u00e8 mancata. Noi intendiamo fare la nostra parte&#8221;. <br \/>Tra le principali evidenze risulta come Roma esprime un tessuto produttivo diffuso con un numero di imprese post pandemia di oltre 493 mila unit\u00e0 pari a circa l&#8217;8% del totale italiano.<br \/>In particolare, la Capitale si distingue per essere la prima citt\u00e0 d&#8217;Italia per numero di imprese a conduzione femminile (pi\u00f9 di 100 mila) e per un&#8217;importante presenza di imprenditoria straniera (quasi 70 mila imprese). Roma \u00e8 inoltre la prima citt\u00e0 d&#8217;Italia per numero di lavoratori, che a fine 2020 risultavano pari a circa 1,8 milioni, oltre 300 mila in pi\u00f9 rispetto a Milano. Il contributo della Capitale al Pil \u00e8 invece pari solo al 9,4%. Contributo risultato sostanzialmente stabile negli anni.<br \/>Tuttavia, la produttivit\u00e0 e il valore aggiunto generato dalla Capitale sono risultati in flessione registrando un andamento opposto rispetto a quanto si osserva per Milano, citt\u00e0 che prima della pandemia, secondo le stime di Banca del Fucino, ha visto il suo livello di produttivit\u00e0 crescere del 36% rispetto al 2007.<br \/>E&#8217; nel periodo analizzato 2007-2020 che si realizza un&#8217;inversione nelle posizioni delle due principali citt\u00e0 italiane in termini di produzione di ricchezza e assorbimento di occupazione. Nel 2007 Roma sopravanzava Milano nelle dimensioni del valore aggiunto prodotto (+10,2%) e occupava l&#8217;8% in meno di addetti. Nel 2020 invece il valore aggiunto romano \u00e8 risultato 9,5 punti inferiore a quello milanese, mentre gli occupati sono risultati superiori del 22%. Ci\u00f2 significa che Roma ha perso quasi il 40% di produttivit\u00e0 rispetto a Milano.<br \/>Questi dati devono essere letti con cautela ma possono evidenziare il forte rilancio di Milano dal 2008 in poi, in corrispondenza con una forte crescita di imprese di tipo &#8220;micro&#8221; a Roma, con tratti di autoimpiego e a bassa produttivit\u00e0.<br \/>Su Roma \u00e8 stato registrato un forte travaso delle attivit\u00e0 dal manifatturiero e finanziario ai servizi (immobiliare, attivit\u00e0 artistiche o di intrattenimento) e in generale una distribuzione di una minore ricchezza tra un numero maggiore di lavoratori e imprese. Per contro, nello stesso periodo il manufatturiero a Milano ha conservato un peso molto significativo e i saggi di crescita della Attivit\u00e0 Finanziarie e Assicurative, nonch\u00e8 delle Attivit\u00e0 professionali e scientifiche hanno sfiorato il 6% (rispetto all&#8217;1,2% di Roma).<br \/>Pi\u00f9 in particolare anche le attivit\u00e0 riferibili ai Servizi Pubblici hanno mostrato un incremento maggiore a Milano che a Roma (il 2,6% contro l&#8217;1,3%), nonostante il loro peso sia nella Capitale (20%) ben pi\u00f9 ampio che nel capoluogo Lombardo.<br \/>Il valore cumulato degli investimenti pubblici della citt\u00e0 di Roma ha iniziato ad arretrare rispetto a quello di Milano nel 2011 e la forbice tra le due citt\u00e0 si \u00e8 allargata dopo il 2013. E cos\u00ec nel periodo considerato che si estende fino ad agosto 2021 la spesa per investimenti del comune di Roma si \u00e8 fermata a 7,9 miliardi, mentre a Milano si \u00e8 arrivati a 11,1 miliardi di euro. Se si considerano invece gli ultimi 7 anni (2014-2021) viene evidenziato che Milano ha investito sulla citt\u00e0 una cifra doppia rispetto a Roma.<br \/>La mancata crescita di Roma dipende in parte anche da un ritardo tecnologico rispetto alle altre capitali europee. Oggi la Citt\u00e0 Eterna \u00e8 quarta nella classifica delle capitali europee per prodotto, superata di poco da Madrid e a notevole distanza da Parigi e Londra. Ma considerando il dato del Pil pro capite Roma scivola addirittura al 16esimo posto sulle 27 Capitali considerate e al penultimo posto per il tasso di occupazione. Il posizionamento in termini di istruzione e innovazione \u00e8 ancora pi\u00f9 negativo.<br \/>Dal report emerge che l&#8217;economia di Roma \u00e8 particolarmente esposta ai cicli recessivi degli investimenti pubblici, e che potr\u00e0 per converso trarre forte beneficio dal passaggio a un ambiente macroeconomico espansivo, quale quello che ha cominciato ad emergere in questi ultimi mesi dell&#8217;anno.<br \/>In questo nuovo contesto sono essenzialmente 6 i driver della crescita identificati nel rapporto: Le Costruzioni, il comparto che pi\u00f9 beneficer\u00e0 del volano degli investimenti pubblici legati al PNRR, potendo al contempo sfruttare il bonus per le ristrutturazioni edilizie.<br \/>Il Manifatturiero, che evidenzia la possibilit\u00e0 di incrementi robusti almeno a tutto il 2022, con un traino che continuer\u00e0 a essere esercitato dai settori di specializzazione della Farmaceutica, dell&#8217;Aerospazio e dell&#8217;Audiovisivo. A questo riguardo tuttavia la ricerca ricorda che il peso del manifatturiero nell&#8217;economia di Roma \u00e8 ormai piuttosto esiguo (meno del 5% in termini di valore aggiunto).<br \/>Le principali Utilities a partecipazione pubblica, che potranno rappresentare un&#8217;importante cinghia di trasmissione nel percorso di attuazione del PNRR. Un ritrovato protagonismo di grandi soggetti che hanno sede a Roma non potr\u00e0 che esercitare positivi effetti di spill-over per l&#8217;industria, i servizi professionali e la stessa finanza della citt\u00e0.<br \/>I Servizi turistici vedono amplissimi margini di recupero, condizionati alla capacit\u00e0 di migliorare l&#8217;offerta ricettiva e l&#8217;esperienza turistica nella capitale.<br \/>Al Commercio \u00e8 richiesto un ampio processo di riorganizzazione per far fronte alla concorrenza del canale on-line; d&#8217;altra parte, il settore, dopo l&#8217;esperienza vissuta nel corso della pandemia, pu\u00f2 ulteriormente consolidare il ruolo dei negozi di prossimit\u00e0.<br \/>Infine, dal lato PA e servizi pubblici, le potenzialit\u00e0 di crescita sono importanti, a condizione di rivedere modelli organizzativi che hanno portato a una progressiva perdita di efficienza e a una sempre pi\u00f9 accentuata insoddisfazione da parte dell&#8217;utenza. Il PNRR assegna una forte priorit\u00e0 alla riforma della Pubblica Amministrazione, con una particolare attenzione al tema della digitalizzazione. La domanda di servizi qualificati rivolta alle imprese che si assocerebbe a un balzo tecnologico della PA pu\u00f2 quindi costituire un importante fattore dello sviluppo futuro di Roma, che alle dinamiche della PA \u00e8 fortemente legata.<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Banca del Fucino, capogruppo del Gruppo Bancario Igea Banca, ha elaborato internamente il suo primo report sull&#8217;economia della Capitale intitolato &#8220;Prospettive di crescita dell&#8217;economia di Roma dopo la pandemia&#8221;. 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