{"id":80971,"date":"2021-09-23T09:16:38","date_gmt":"2021-09-23T07:16:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=80971"},"modified":"2021-09-23T10:41:41","modified_gmt":"2021-09-23T08:41:41","slug":"truffa-alla-sanita-nella-bufera-cliniche-private-i-nomi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/09\/23\/truffa-alla-sanita-nella-bufera-cliniche-private-i-nomi\/","title":{"rendered":"Truffa alla Sanit\u00e0: nella bufera cliniche private. I NOMI"},"content":{"rendered":"\n<p>Scoperta una truffa milionaria ai danni del Servizio sanitario nazionale. Un blitz della guardia di finanza \u00e8 in corso a\u00a0<strong>MESSINA<\/strong>: sono 25 gli indagati, a vario titolo, tra funzionari pubblici dell\u2019Azienda Sanitaria Provinciale della citt\u00e0 e responsabili apicali e dipendenti di strutture private convenzionate, titolari delle pi\u00f9 conosciute ed importanti case di cura messinesi. I finanzieri del Comando provinciale della guardia di finanza di\u00a0<strong>MESSINA<\/strong>\u00a0stanno eseguendo una misura cautelare del divieto temporaneo di esercitare attivit\u00e0 imprenditoriali e di ricoprire incarichi apicali nell\u2019ambito di imprese e persone giuridiche, per la durata di quattro mesi, e il sequestro di liquidit\u00e0 finanziarie per oltre 3 milioni di euro nei confronti di 7 strutture private convenzionate, provento, secondo le accuse, del reato di truffa aggravata in danno del Servizio Sanitario pubblico.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>Figura centrale dell&#8217;inchiesta della Procura su una truffa milionaria al Servizio sanitario Nazionale, che ha portato a tre misure cautelari, e&#8217; l&#8217;ex dirigente dell&#8217;ASP di\u00a0<strong>MESSINA<\/strong>\u00a0Mariagiuliana Fazio (di recente andata in pensione e quindi non destinataria di provvedimento cautelare), indagata per truffa aggravata allo Stato, accesso abusivo a sistema informatico, falso e corruzione, gia&#8217; a capo del Nucleo Operativo di Controllo dell&#8217;ASP di\u00a0<strong>MESSINA<\/strong>.\u00a0<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>Gli altri indagati sono Domenico Chiera, calabrese, 62 anni, direttore sanitario della COT, destinataria di 364.415,77 euro e indagato per accesso abusivo al sistema informatico e il messinese Gustavo Barresi, 51 anni, socio della casa di cura Villa Salus, destinataria di 655.063,55 euro. Per i tre e&#8217; stata disposta la misura cautelare del divieto temporaneo di esercitare attivita&#8217; imprenditoriali e di ricoprire incarichi apicali nell&#8217;ambito di imprese e persone giuridiche, per quattro mesi. Dall&#8217;inchiesta, coordinata dalla Procura guidata da Maurizio de Lucia, sono emerse irregolarita&#8217; anche rispetto ad altre case di cura di\u00a0<strong>MESSINA<\/strong>: la Cristo Re, attraverso il rappresentante legale Antonino Merlino, che ha incassato rimborsi per 259.866,47 euro. Anche in questo caso son o stati accertati accessi abusivi al sistema informatico eseguiti da due dipendenti della Cristo Re S.r.l., oggi indagati; la casa di cura San Camillo, amministrata dalla Provincia Sicula dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi, destinataria di 400.594,40 euro e la casa di cura amministrata dalla Carmona S.r.l., attraverso l&#8217;amministratrice Caterina Facciola, che ha incassato 899.215,35 euro. La Fazio si sarebbe servita della complicita&#8217; di 14 addetti al suo ufficio, tutti indagati per falso. Dalle indagini e&#8217; emerso che la donna dava indicazioni ai suoi collaboratori su cosa scrivere, o non far rilevare in sede di ispezione delle case di cura, sollecitando i suoi a non verbalizzare, ad esempio, carenze di personale negli orari notturni &#8220;\u2026no, non scriverla come criticita&#8217;\u2026non la\u2026non la scrivere\u2026&#8221;, diceva non sapendo di essere intercettata. O ancora sulle modalita&#8217; di intervista dei pazienti sulla qualita&#8217; del servizio offerto, quando suggeriva che l&#8217;attivita&#8217; venisse svolta in presenza del direttore sanitario, cosi&#8217; da condizionare i pazienti nelle risposte che avrebbero fornito. &#8220;Fate delle interviste ai pazienti\u2026insieme al direttore sanitario, pero&#8217; fallo col direttore sanitario cosi&#8217; hanno una remora nel \u2026.ok ci siamo capiti!&#8230;&#8221;, diceva. Per questo e&#8217; indagato, per falso, insieme alla Fazio ed agli appartenenti al N.O.C., anche il direttore sanitario della Cappellani Giomi S.p.a.. Infine l&#8217;ex dirigente si e&#8217; resa protagonista anche di altre ipotesi di reato che il gip ha bollato come di &#8220;mercimonio della funzione pubblica&#8221; per aver sollecitato Emmanuel Miraglia a migliorare il trattamento economico del figlio, dipendente della Giomi S.p.a.. La Fazio avrebbe ricevuto anche gioielli pagati dalla casa di cura, ottenuto da Chiera l&#8217;assunzione presso la il centro sanitario gestito dalla Cure Ortopediche Traumatologiche S.p.a. del compagno di una sua collaboratrice amministrativa e da Barresi l&#8217;assunzione a Villa Salus di una amica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scoperta una truffa milionaria ai danni del Servizio sanitario nazionale. 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