{"id":79802,"date":"2021-09-13T09:02:31","date_gmt":"2021-09-13T07:02:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/09\/13\/blitz-contro-la-famiglia-mafiosa-di-bagheria-8-fermi\/"},"modified":"2021-09-13T10:04:08","modified_gmt":"2021-09-13T08:04:08","slug":"blitz-contro-la-famiglia-mafiosa-di-bagheria-8-fermi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/09\/13\/blitz-contro-la-famiglia-mafiosa-di-bagheria-8-fermi\/","title":{"rendered":"Blitz contro la famiglia mafiosa di Bagheria, 8 fermi"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Otto fermi nella famiglia mafiosa di Bagheria: blitz dei carabinieri del Comando provinciale di Palermo, che hanno eseguito un provvedimento di fermo \u2013 su richiesta della Dda palermitana \u2013 nei confronti di 8 persone ritenute, a vario titolo, responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione e vendita di armi clandestine, estorsione, lesioni personali aggravate, reati tutti aggravati dal metodo e dalle modalit\u00e0 mafiose. <br \/>L\u2019indagine, denominata \u201cPersefone\u201d e seguita da un pool di magistrati coordinati dal Procuratore aggiunto Salvatore De Luca, costituisce l\u2019esito di un\u2019articolata manovra investigativa condotta dal Nucleo investigativo di Palermo sulla famiglia mafiosa di Bagheria, che ha consentito di comprovarne \u201cla perdurante operativit\u00e0\u201d.<br \/>L\u2019indagine ha sub\u00ecto un\u2019improvvisa accelerazione in merito a un progetto omicidiario recentemente pianificato dai vertici della famiglia mafiosa ai danni di un pregiudicato locale, estraneo al clan e ritenuto poco incline al rispetto delle \u2018regol\u00e8 imposte dall\u2019organizzazione. <br \/>Le investigazioni, nel loro complesso, hanno permesso di attribuire gravi responsabilit\u00e0 penali ai capi e ai gregari della famiglia mafiosa bagherese. E\u2019 stato accertato che il ruolo di comando, ricoperto in una prima fase da Onofrio Catalano (detto \u2018Gin\u00f2) con il placet dell\u2019allora capo mandamento Francesco Colletti (poi arrestato nel corso dell\u2019operazione Cupola 2.0 e ora collaboratore di giustizia), era poi stato assunto dal pi\u00f9 \u2018autorevol\u00e8 Massimiliano Ficano. Questi, in forza del forte legame con il capomafia ergastolano Onofrio Morreale, indusse Catalano \u201ca ridimensionare il proprio ruolo e lo relegava in posizione subordinata, con compiti esclusivamente connessi alla gestione del traffico di stupefacenti, ma sempre sotto la supervisione del nuovo capo famiglia\u201d.<br \/>I due capi famiglia, nonostante il travagliato avvicendamento al vertice, si sono impegnati, sottolineano gli inquirenti, \u201cnel mantenere il controllo del territorio, imponendo la commissione di estorsioni e, soprattutto, assumendo la ferrea direzione delle piazze di spaccio di stupefacenti (nel cui ambito operano solo i soggetti \u2018autorizzat\u00ec da Cosa Nostra, tenuti a versare periodicamente una quota fissa dei profitti), ritenuta la principale fonte di profitto per le casse del sodalizio. Tali scelte operative sono il frutto di una precisa strategia delineata del capomafia Ficano\u201d. Nel corso di una conversazione intercettata con un suo stretto collaboratore, il capomafia affermava che \u201cin questo momento le attivit\u00e0 pi\u00f9 remunerative per la famiglia mafiosa di Bagheria erano costituite dalla gestione di centri scommesse e dal traffico di sostanze stupefacenti\u201d. Ficano controllava \u201cdirettamente\u201d le attivit\u00e0, \u201canche se non si esponeva mai in prima persona, delegando i suoi pi\u00f9 fidati collaboratori\u201d. <br \/>Il provento serviva anche \u201ca provvedere al sostentamento dei familiari dei detenuti, dovere \u2018sacr\u00f2 dei capimafia liberi in quanto, in caso di mancato adempimento di tale delicata incombenza, vacillerebbe il vincolo di omert\u00e0 interna e, di conseguenza, la graniticit\u00e0 di Cosa Nostra\u201d, osservano i militari.<br \/>Nonostante la scelta di puntare su scommesse e stupefacenti, non \u00e8 comunque venuto del tutto meno \u201cl\u2019impegno estorsivo, declinato sia nella forma della \u2018messa a post\u00f2 delle imprese impegnate nei cantieri locali, sia in quello volto a garantire il controllo del territorio, anche mediante la risoluzione delle controversie tra privati\u201d. Accertata una condotta estorsiva messa in atto da Catalano nei confronti dei titolari di un panificio a Bagheria, \u201crei di produrre dolci che, considerata la vicinanza dell\u2019attivit\u00e0 ad un bar gestito da un soggetto vicino alla famiglia bagherese di Cosa Nostra, danneggiavano economicamente il titolare. Le vittime, conseguentemente, sono state effettivamente costrette a smettere di produrre i dolci oggetto della contestazione mafiosa di \u2018concorrenza sleal\u00e8\u201d.<br \/>Nelle indagini \u00e8 dunque emersa la centralit\u00e0 della figura di Ficano, esperto uomo d\u2019onore della famiglia mafiosa di Bagheria, che, dopo aver espiato una condanna definitiva per associazione mafiosa e approfittando del vuoto di potere generato dalla costante azione repressiva, \u201cha riacquisito la posizione di vertice del sodalizio criminale bagherese, imponendo le decisioni della famiglia mafiosa anche con metodi violenti\u201d; \u201cpoteva contare su una nutrita compagine di sodali (fra i quali gli indagati \u2018Gin\u00f2 Catalano (ex reggente), Bartolomeo Scaduto, Giuseppe Cannata, Salvatore D\u2019Acquisto, Giuseppe Sanzone e Carmelo Fricano) dediti al pervasivo controllo criminale del territorio.<br \/>Ficano, inoltre, \u00e8 da tempo inserito \u201cin qualificatissimi circuiti criminali\u201d e in passato ha gestito una parte della lunga \u2018latitanza bagheres\u00e8 del defunto capomafia corleonese Bernardo Provenzano. Sono emerse anche le responsabilit\u00e0 penali sull\u2019anziano imprenditore edile Carmelo Fricano (detto \u201cMezzo chilo\u201d e arrestato oggi), ritenuto soggetto vicino alla famiglia mafiosa di Bagheria e, in particolare, allo storico capo mandamento detenuto Leonardo Greco. In passato, infatti, \u201cdiversi collaboratori di giustizia hanno indicato Fricano quale prestanome del capo mafia ergastolano\u201d, concludono i carabinieri.<br \/>(ITALPRESS).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Otto fermi nella famiglia mafiosa di Bagheria: blitz dei carabinieri del Comando provinciale di Palermo, che hanno eseguito un provvedimento di fermo \u2013 su richiesta della Dda palermitana \u2013 nei confronti di 8 persone ritenute, a vario titolo, responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":79803,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ub_ctt_via":"","_mi_skip_tracking":false},"categories":[11,2449],"tags":[783],"featured_image_src":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/20210913_0129.jpg","author_info":{"display_name":"Admin","author_link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/author\/admin\/"},"digistream_id":0,"digistream":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79802"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=79802"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79802\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":79822,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79802\/revisions\/79822"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media\/79803"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=79802"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=79802"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=79802"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}