{"id":79354,"date":"2021-09-09T10:07:33","date_gmt":"2021-09-09T08:07:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/09\/09\/smart-working-brunetta-cosi-e-una-forma-di-lavoro-domiciliare-forzato\/"},"modified":"2021-09-09T10:07:33","modified_gmt":"2021-09-09T08:07:33","slug":"smart-working-brunetta-cosi-e-una-forma-di-lavoro-domiciliare-forzato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/09\/09\/smart-working-brunetta-cosi-e-una-forma-di-lavoro-domiciliare-forzato\/","title":{"rendered":"Smart working, Brunetta \u201cCos\u00ec \u00e8 una forma di lavoro domiciliare forzato\u201d"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; &#8220;Il dibattito che si \u00e8 aperto sullo smart working assomiglia a una commedia degli equivoci. L&#8217;equivoco primario \u00e8 proprio il pomo della discordia, l&#8217;oggetto stesso della discussione: una modalit\u00e0 di lavoro che viene chiamata smart working, ma che senza adeguati cambiamenti organizzativi e digitali dei processi produttivi, non \u00e8 smart working&#8221;. Il ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta torna a parlare dello smart working nel pubblico impiego e lo fa con una &#8220;Lettera ai difensori (ipocriti) dello smart working nella Pa&#8221; pubblicata dal &#8220;Foglio&#8221;. &#8220;Poich\u00e8 in gioco c&#8217;\u00e8 la vita quotidiana di milioni di persone, occorre fare chiarezza e riportare il dibattito su binari di realt\u00e0, lontano dalle percezioni soggettive, quando non interessate, e dalle opzioni culturali e ideologiche di ciascun osservatore, e soprattutto fuori dalla polarizzazione che aveva gi\u00e0 visto contrapporsi tecno-entusiasti e tecno-pessimisti sulla Quarta Rivoluzione industriale. Lo dobbiamo non solo ai 3,2 milioni di dipendenti pubblici, i &#8216;volti della Repubblic\u00e0 cui si deve la resistenza dell&#8217;Italia al Covid-19, ma anche ai cittadini, alle famiglie e alle imprese che meritano servizi di qualit\u00e0, adeguati a un paese che sta crescendo a ritmi da boom economico e che ha bisogno di una Pubblica amministrazione che sia davvero l&#8217;architrave della ripresa. All&#8217;altezza della sfida. Bisogna, dunque, partire da un dato di fatto, che pare ignorato dai fautori dello status quo emergenziale: quello che \u00e8 stato sperimentato in massa nella Pubblica amministrazione italiana, a causa della pandemia che dal 2020 ha sconvolto il mondo, non \u00e8 lo smart working inteso come filosofia manageriale e modello di organizzazione strutturato ispirato a flessibilit\u00e0, autonomia e responsabilit\u00e0&#8221; aggiunge Brunetta. &#8220;Piuttosto \u00e8 una forma di lavoro domiciliare forzato, realizzata nel giro di pochi giorni trasferendo meccanicamente all&#8217;esterno delle amministrazioni alcune delle attivit\u00e0 che prima venivano svolte in ufficio, e solo quelle che, nell&#8217;emergenza, potevano immediatamente essere delocalizzate in funzione dei processi e delle tecnologie esistenti, senza una scelta organizzativa e strategica di fondo&#8221;.<br \/>&#8220;Nonostante gli innegabili meriti &#8216;sanitar\u00ec di questa soluzione, che ha permesso per quanto possibile la continuit\u00e0 dei servizi e ha tutelato la sicurezza dei lavoratori, ci\u00f2 che \u00e8 stato sperimentato non pu\u00f2 certo definirsi n\u00e8 smart working nell&#8217;accezione manageriale classica, n\u00e8 lavoro agile secondo l&#8217;inquadramento normativo pre-pandemia come definito dalla legge 81\/2017&#8221; spiega Brunetta. &#8220;Lo dimostra il fatto che si \u00e8 proceduto a colpi di deroghe, innanzitutto con il venir meno della necessit\u00e0 dell&#8217;accordo individuale, e poi con eccezioni agli obblighi informativi e all&#8217;alternanza tra prestazione in presenza e prestazione da remoto. Deroghe che per\u00f2 sono state accompagnate dalla trasformazione per legge del lavoro agile da una delle possibili modalit\u00e0 di lavoro pubblico da incentivare nella Pa a &#8216;modalit\u00e0 ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativ\u00e0 e poi a &#8216;una delle modalit\u00e0 ordinari\u00e8. &#8220;Non esiste ancora una piattaforma sicura dedicata allo smart working nella Pubblica amministrazione, l&#8217;interoperabilit\u00e0 delle banche dati \u00e8 un processo in fieri, spesso i dipendenti sono stati costretti a lavorare ricorrendo ai propri computer e ai propri device&#8221; afferma Brunetta. <br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; &#8220;Il dibattito che si \u00e8 aperto sullo smart working assomiglia a una commedia degli equivoci. 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