{"id":78820,"date":"2021-09-03T19:07:38","date_gmt":"2021-09-03T17:07:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/09\/03\/venezia-alla-mostra-del-cinema-e-il-giorno-di-dune\/"},"modified":"2021-09-03T19:07:38","modified_gmt":"2021-09-03T17:07:38","slug":"venezia-alla-mostra-del-cinema-e-il-giorno-di-dune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/09\/03\/venezia-alla-mostra-del-cinema-e-il-giorno-di-dune\/","title":{"rendered":"Venezia, alla Mostra del cinema \u00e8 il giorno di \u201cDune\u201d"},"content":{"rendered":"<div>VENEZIA (ITALPRESS) &#8211; La fantascienza tetragona del canadese Denis Villeneuve applicata al pianeta di sabbia che ha cambiato il volto della letteratura fantascientifica: Venezia 78 rivela finalmente al mondo la nuova faccia cinematografica della celebre saga di &#8220;Dune&#8221;, scritta a met\u00e0 degli anni Sessanta dall&#8217;americano Frank Herbert. Gi\u00e0 portato sullo schermo quasi quarant&#8217;anni fa da David Lynch, in un kolossal che all&#8217;epoca apparve improbo e oggi gode comunque dello status di cult d&#8217;autore, il ciclo e ora affrontato con il vigore spettacolare e produttivo necessario da Denis Villeneuve in questo sul attesissimo film. Al Lido, dove viene presentato in prima mondiale, non c&#8217;\u00e8 sostanzialmente film pi\u00f9 atteso e l&#8217;accoglienza \u00e8 stata calorosa. L&#8217;approccio adottato da Denis Villeneuve \u00e8 tarato su una spettacolarit\u00e0 altisonante e profonda, in cui i toni della tragedia classica si innestano naturalmente con le tematiche che il romanzo sviluppa sottotraccia. In scena c&#8217;\u00e8 l&#8217;esile presenza di Timoth\u00e8e Chalamet, che \u00e8 un Paul Atreides inaspettatamente carismatico. Paul \u00e8 il principe ereditario della casata Atreides governata da suo padre, il duca Leto (interpretato da Oscar Isaac con il suo solito piglio austero), ma nelle sue vene scorre anche il sangue della madre (Rebecca Ferguson), sacerdotessa di un ordine millenario di sole donne che tramano nell&#8217;ombra dell&#8217;Impero per assicurare la continuit\u00e0 della vita, preparando l&#8217;avvento di un uomo destinato a portare pace e armonia nell&#8217;universo. A differenza dell&#8217;ormai lontano film di Lynch, che era caratterizzato da una visionariet\u00e0 pi\u00f9 lisergica e artificiosa, il Dune di Denis Villeneuve \u00e8 pregno delle forme tetragone che caratterizzano il suo cinema, monoliti semoventi, strutture magniloquenti e leggere, che il regista mette in efficace relazione visiva con l&#8217;elemento sabbioso che caratterizza il pianeta Arrakis. Villeneuve evita di dare visibilit\u00e0 piena agli enormi vermi che si muovono sotto la sabbia del pianeta, preferendo concentrare l&#8217;attenzione sulle dinamiche psicologiche, drammatiche della vicenda. Questo si traduce un un film pensoso, quasi introflesso, anche se non privo di ampie scene di guerra stellare, combattimenti corpo a corpo coreografati con efficacia, effetti visivi affascinanti. Siamo insomma in presenza di una fantascienza che si prende sul serio e cerca di sfruttare in toto il materiale offerto dalla preziosa saga di Frank Herbert. <br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VENEZIA (ITALPRESS) &#8211; La fantascienza tetragona del canadese Denis Villeneuve applicata al pianeta di sabbia che ha cambiato il volto della letteratura fantascientifica: Venezia 78 rivela finalmente al mondo la nuova faccia cinematografica della celebre saga di &#8220;Dune&#8221;, scritta a met\u00e0 degli anni Sessanta dall&#8217;americano Frank Herbert. 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