{"id":76714,"date":"2021-08-13T22:10:13","date_gmt":"2021-08-13T20:10:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=76714"},"modified":"2021-08-13T22:10:16","modified_gmt":"2021-08-13T20:10:16","slug":"edilizia-uil-importanti-segni-di-ripresa-ma-non-grazie-al-settore-pubblico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/08\/13\/edilizia-uil-importanti-segni-di-ripresa-ma-non-grazie-al-settore-pubblico\/","title":{"rendered":"Edilizia, Uil: \u201cImportanti segni di ripresa, ma non grazie al settore pubblico\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p>Anche quest\u2019anno la Uil Messina e la Feneal Uil Messina-Palermo, in prossimit\u00e0 del Ferragosto, hanno diffuso l\u2019esito dello studio e dell\u2019analisi dettagliata dei dati relativi allo stato dell\u2019edilizia nella citt\u00e0 metropolitana di Messina. Un report che, per oltre un decennio, ha drammaticamente fotografato un costante disfacimento del settore dell\u2019edilizia, che da sempre \u00e8 stato il vol\u00e0no per l\u2019intera economia della provincia messinese. \u201cFinalmente, per\u00f2, dopo un lunghissimo trend negativo che ha pesantemente decimato lavoratori ed aziende, emergono, in questo primo semestre del 2021, concreti ed incoraggianti segnali di ripesa, in primis occupazionale\u201d, hanno affermato Ivan Tripodi, segretario generale della Uil Messina, e Pasquale De Vardo, segretario generale della Feneal Uil Messina-Palermo.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"730\" height=\"484\" src=\"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Screenshot-38.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-76715\" srcset=\"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Screenshot-38.png 730w, https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Screenshot-38-300x199.png 300w, https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Screenshot-38-100x65.png 100w\" sizes=\"(max-width: 730px) 100vw, 730px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>\u201cLa diffusione e pubblicizzazione del nostro analitico studio &#8211; proseguono &#8211; \u00e8 basato su un\u2019articolata elaborazione ed incrocio dei report statistici prodotti dalla Cassa Edile, dall\u2019Inps e dall\u2019Inail e rappresentano l\u2019occasione per lanciare, con la forza dei numeri, l\u2019ennesimo appello finalizzato all\u2019indispensabile rilancio del comparto delle costruzioni nella provincia di Messina. L\u2019analisi dei numeri certifica come nel decennio trascorso la provincia di Messina ha pagato la totale mancanza di investimenti pubblici e la sostanziale cancellazione di Messina dai \u201cradar\u201d legati a qualsivoglia opzione legata a scelte strategiche di ampio respiro, linea che si \u00e8 platealmente evidenziata con la totale assenza della nostra citt\u00e0 metropolitana dagli investimenti previsti nel Pnrr deciso dal governo Draghi. Pertanto, la provincia di Messina paga le conseguenze causate dalle decisioni del governo nazionale che ha totalmente dimenticato il nostro territorio e dalla palese inadeguatezza politica ed amministrativa della classe dirigente regionale e, soprattutto, dalla evidente inadeguatezza politica rappresentata dall\u2019amministrazione comunale e metropolitana di Messina guidate dal teatrante sindaco De Luca.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTornando ai numeri possiamo affermare che i dati fino all\u2019avvento della pandemia erano terrificanti e, come se non bastasse, il 2020 ci ha consegnato dati agghiaccianti; finalmente, il primo semestre del 2021 ha invertito il trend negativo: 1. nel giro di 10 anni i lavoratori occupati sono scesi da 14.687 del 2011 a soli 5.294 del 2020, mentre nel primo semestre 2021 sono tornati a crescere facendo registrare 5.830 lavoratori attivi in tutta la provincia; 2. le imprese attive che sono il vero tessuto socio-economico si erano drammaticamente dimezzate, passando dalle 2.937 del 2011 alle sole 1.355 del 2020, mentre anche queste nel primo semestre 2021 sono diventate gi\u00e0 1.478\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cresce il lavoro nero.<\/strong> \u201cL\u2019unico dato che non inverte il trend negativo \u2013 spiegano i sindacalisti &#8211; \u00e8 quello relativo alla piaga del lavoro nero che \u00e8 vertiginosamente aumentato di oltre il 40%: i lavoratori in nero oggi presenti in un cantiere sono mediamente oltre il 75% della forza\/lavoro: un\u2019inaccettabile tragedia sociale che necessita interventi radicali da parte delle autorit\u00e0 preposte ai controlli e all\u2019attivit\u00e0 di contrasto di questo indecente e vergognoso fenomeno. La pandemia \u00e8 stata una sciagura per tutti i settori e la giusta corsa finalizzata a garantire concreta solidariet\u00e0 e l\u2019indispensabile sostegno al reddito ha coinvolto, nella sola provincia di Messina, decine di migliaia di lavoratori.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIn questo quadro, dobbiamo denunciare come l\u2019importante strumento della cassa integrazione ha evidenziato atteggiamenti fortemente censurabili da parte di tanti sedicenti imprenditori, i quali in maniera furbesca hanno approfittato della situazione attraverso l\u2019utilizzo delle varie misure messe in campo a favore dei lavoratori che, per\u00f2, sono stati costretti a proseguire nell\u2019attivit\u00e0 lavorativa rigorosamente in nero. Si tratta di un fenomeno indecente che, accanto alla palese truffa, all\u2019elusione contributiva e all\u2019abbattimento dei costi della sicurezza, rappresenta un modo di fare concorrenza sleale nei confronti delle imprese serie e sane che, seppur sempre meno, operano anche nella nostra realt\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dati positivi grazie all\u2019edilizia privata, mancanza di fiducia per quella pubblica. <\/strong>\u201cGli incoraggianti numeri del primo semestre 2021 &#8211; spiegano &#8211; sono legati alle attivit\u00e0 provenienti dall\u2019edilizia privata che sta sfruttando le misure relative all\u2019eco-bonus, al sisma-bonus e all\u2019ormai famoso 110%, previsioni legislative che hanno segnato positivamente la ripresa del settore e che si muovono in una linea di forte sostenibilit\u00e0 ambientale che non produce consumo di suolo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE\u2019 del tutto evidente che non vi \u00e8 altrettanta fiducia per il rilancio dell\u2019edilizia pubblica a causa dell\u2019incapacit\u00e0 di chi non \u00e8 riuscito ad utilizzare le immense risorse pubbliche a disposizione, a partire dagli oltre 750 milioni derivanti dai Patti per il Sud e dal Masterplan, non spesi e prossimi ad essere restituite al mittente\u2026 A Messina e provincia non vi \u00e8 stata l\u2019apertura di nessun grande o piccolo cantiere e non dimentichiamo che il nuovo porto di Tremestieri, nonostante i proclami e le dirette social, \u00e8 fermo al 25% dell\u2019opera o i famosi 115 cantieri annunciati dal sindaco De Luca che evidentemente esistono solo sulla carta. Quindi, lanciamo ancora una volta il grido d\u2019allarme per sensibilizzare tutte le Istituzioni affinch\u00e9 mettano in campo ogni azione per far s\u00ec che anche a Messina, come accade a Palermo e Catania, si avviino le opere finanziate e cantierabili.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAuspichiamo che le risorse destinate dal Parlamento al risanamento della citt\u00e0 potranno chiudere definitivamente l\u2019epoca delle baracche, un\u2019annosa vergogna sociale, e allo stesso tempo aprire prospettive per l\u2019edilizia cittadina. In questa panoramica \u00e8 necessario ricordare la gestione dei cimiteri messinesi che, a seguito di precise scelte dell\u2019amministrazione comunale, ha prodotto la perdita del posto di lavoro a 10 lavoratori messinesi e, contestualmente, il mancato introito di rilevantissime risorse a favore del comune di Messina. Dobbiamo prendere atto che nel mentre l\u2019amministrazione De Luca si caratterizza per noiosa e trita demagogia, ci sono le parti sociali territoriali, come i sindacati e l\u2019Ance, che cercano di intervenire per tentare di calmierare la paurosa ed inspiegabile impennata dei prezzi per le materie prime nel settore delle costruzioni. Pertanto, al fine di rendere reale e duratura la ripresa del settore \u00e8 necessario prevedere una proroga della normativa in materia di bonus e destinare investimenti strutturali da utilizzare per la rigenerazione urbana, la riqualificazione delle periferie, l\u2019edilizia scolastica e quella sanitaria e la messa in sicurezza del nostro territorio: tutte misure che possono rappresentare una risposta al bisogno occupazionale delle migliaia di lavoratori edili oggi disoccupati o, a causa del bisogno, inghiottiti dalla drammatica piaga del lavoro nero che equivale ad un serio rischio della vita a causa della totale assenza del rispetto delle regole e delle norme  sulla sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cI segnali di ripresa nel comparto dell\u2019edilizia sono positivi ed inequivocabili, ma certamente non sono da ascrivere alla capacit\u00e0 della politica regionale o dell\u2019amministrazione De Luca. Noi non ci fermeremo, la Uil Messina e la Feneal Uil proseguiranno, con forza e senza reticenza alcuna, la battaglia per il lavoro e per la rinascita economico-sociale del nostro territorio che deve partire dalla ripartenza dell\u2019edilizia. Viviamo una vicenda che va ben oltre la questione sociale ed investe la coscienza collettiva: non possiamo pi\u00f9 consentire ai nostri giovani di emigrare lontano da casa in cerca di occupazione e di prospettive future che, oggi, con nostra grande rabbia, Messina non riesce a garantire\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche quest\u2019anno la Uil Messina e la Feneal Uil Messina-Palermo, in prossimit\u00e0 del Ferragosto, hanno diffuso l\u2019esito dello studio e dell\u2019analisi dettagliata dei dati relativi allo stato dell\u2019edilizia nella citt\u00e0 metropolitana di Messina. 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