{"id":74722,"date":"2021-07-28T14:07:33","date_gmt":"2021-07-28T12:07:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/07\/28\/equo-compenso-confprofessioninecessari-ritocchi-prima-del-rush-finale\/"},"modified":"2021-07-28T14:07:33","modified_gmt":"2021-07-28T12:07:33","slug":"equo-compenso-confprofessioninecessari-ritocchi-prima-del-rush-finale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/07\/28\/equo-compenso-confprofessioninecessari-ritocchi-prima-del-rush-finale\/","title":{"rendered":"Equo compenso, Confprofessioni\u201dNecessari ritocchi prima del rush finale\u201d"},"content":{"rendered":"<div>MILANO (ITALPRESS) &#8211; &#8220;Se vogliamo davvero tutelare i liberi professionisti, sono da correggere alcune distorsioni che emergono dall&#8217;ultima versione della proposta di legge sull&#8217;equo compenso, in caso contrario saranno ancora una volta i professionisti ad essere penalizzati da una norma nata per proteggerli&#8221;. Il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, interviene sull&#8217;annosa questione dell&#8217;equo compenso, in discussione in questi giorni alla Camera, per sollecitare urgenti interventi migliorativi alla proposta di legge Meloni.<br \/>&#8220;Nel provvedimento ci sono ancora diverse anomalie. Anzitutto, si attribuisce agli ordini professionali il compito di aggiornare i parametri di riferimento delle prestazioni professionali e, al tempo stesso, di stipulare modelli standard di convenzioni che le imprese possono adottare anche in deroga ai parametri stessi&#8221;, aggiunge Stella. &#8220;Ci chiediamo, allora, a che cosa servano i parametri, ma soprattutto siamo davvero sicuri che un modello standard possa rispondere in maniera efficace a una prestazione professionale complessa? Che fine ha fatto il principio di libera pattuizione tra professionista e cliente?&#8221;. <br \/>&#8220;L&#8217;equo compenso nasce con l&#8217;intento di proteggere i liberi professionisti, ma nella norma si introducono nuovi obblighi e nuove sanzioni a loro carico, senza che sia previsto alcun onere a carico dell&#8217;impresa e della Pubblica Amministrazione che non rispetta l&#8217;equo compenso&#8221; sostiene Stella. &#8220;C&#8217;\u00e8 tempo per modifiche anche nell&#8217;ambito di applicazione del provvedimento rispetto alle aziende, perch\u00e8 cos\u00ec come congegnata si riferisce soltanto all&#8217;1% delle imprese presenti in Italia&#8221;.<br \/>&#8220;Abbiamo forti dubbi anche sulla class action che di norma si adotta in presenza di un diritto soggettivo omogeneo e non di un interesse. Basterebbe, a nostro avviso, un&#8217;azione inibitoria gi\u00e0 prevista dal nostro ordinamento, anche per evitare l&#8217;esplosione di una conflittualit\u00e0 esasperata tra professionisti in concorrenza tra loro. Infine &#8211; conclude Stella &#8211; la composizione dell&#8217;Osservatorio nazionale sull&#8217;equo compenso dev&#8217;essere essere maggiormente inclusiva e ricomprendere anche le associazioni di rappresentanza dei professionisti, esprimendo cos\u00ec la pi\u00f9 corretta dimensione della realt\u00e0 del mondo professionale&#8221;.<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO (ITALPRESS) &#8211; &#8220;Se vogliamo davvero tutelare i liberi professionisti, sono da correggere alcune distorsioni che emergono dall&#8217;ultima versione della proposta di legge sull&#8217;equo compenso, in caso contrario saranno ancora una volta i professionisti ad essere penalizzati da una norma nata per proteggerli&#8221;. 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