{"id":73905,"date":"2021-07-22T07:48:22","date_gmt":"2021-07-22T05:48:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=73905"},"modified":"2021-07-22T10:02:38","modified_gmt":"2021-07-22T08:02:38","slug":"ponte-sullo-stretto-legambiente-ribadisce-il-suo-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/07\/22\/ponte-sullo-stretto-legambiente-ribadisce-il-suo-no\/","title":{"rendered":"Ponte sullo Stretto, Legambiente ribadisce il suo No"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cBasta bugie sullo Stretto di Messina\u201d. Dalla Sicilia, dove fa tappa in questi giorni la Goletta verde, Legambiente con un flash mob a Capo Peloro, presso la spiaggia libera accanto al Lido Horcynus Orca, lancia un messaggio al governo Draghi ribadendo il proprio no \u201ca un\u2019opera inutile e insensata e su cui in questi mesi \u00e8 tornata nuovamente l\u2019attenzione della politica. Con il recovery plan e le risorse europee \u00e8 ripartita, la retorica sulle grandi opere, con il messaggio che tutto sarebbe diventato possibile, finanziabile e realizzabile. Da qui il rilancio del progetto del ponte sullo Stretto, con una commissione del ministero delle Infrastrutture e della Mobilit\u00e0 sostenibile che ha fatto ripartire gli approfondimenti progettuali e scatenato annunci e promesse\u201d.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>Sull\u2019opera per Legambiente ruotano tre grandi bugie: \u201cLa prima \u00e8 che si possa ripartire proprio da questo progetto, affermazione falsa visto che lo stop avvenne sulla base di valutazioni tecniche ed economiche che portarono il governo Monti a dichiarare il fallimento del progetto, dopo che il general contractor Eurolink non era stato in grado di dimostrare la fattibilit\u00e0 e a risolvere i problemi tecnici, geologici e paesaggistici dell\u2019opera\u201d.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>La seconda bugia \u201c\u00e8 che presto arriver\u00e0 l\u2019alta velocit\u00e0 da connettere al ponte per rilanciare il Sud. Il recovery plan finanzia con 10 miliardi euro una tratta che non sar\u00e0 completata prima del 2030 (e che permetterebbe di risparmiare tra 5 e 10 minuti), poi mancherebbero diverse centinaia di chilometri tra le montagne dell\u2019Appennino e non si sa quante risorse da trovare. Ma \u00e8 evidente che non si possono aspettare venti o trenta anni prima di avere un cambiamento nei collegamenti tra la Sicilia, la Calabria e Roma\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Una terza bugia, denuncia Legambiente, \u201c\u00e8 che le risorse europee potrebbero aiutare la realizzazione del Ponte, ma non \u00e8 cos\u00ec visto che non \u00e8 previsto nel Recovery plan e neanche nella programmazione europea 2021-2027, e non rientra nel programma Connecting Europe Facility che fornisce assistenza finanziaria alle reti e alle infrastrutture transeuropee. Tutte queste bugie servono solo a buttare altri soldi pubblici, dopo il miliardo di Euro che fino ad oggi sono costati studi e consulenze, stipendi della societ\u00e0 stretto di Messina\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cI cittadini siciliani e calabresi \u2013 dichiara Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente \u2013 hanno diritto a proposte credibili di rilancio degli spostamenti attraverso connessioni ferroviarie, navali e aeree pi\u00f9 semplici tra le regioni, verso Nord e anche con il resto del Mezzogiorno, non di aspettare altre promesse e rinviare il cambiamento di qualche decennio. Negli ultimi dieci anni i cittadini di queste due regioni hanno visto tagli ai collegamenti sia dei treni nazionali verso nord sia nei collegamenti regionali, che gi\u00e0 erano i pi\u00f9 vecchi (una media di 19 anni contro 11,7 al Nord) e lenti d\u2019Italia. Attualmente il treno pi\u00f9 veloce tra Roma e lo Stretto (Villa San Giovanni) ci mette 5 ore e 8 minuti, quando fino al 2019 c\u2019era un Frecciargento che ci metteva 4 ore e mezza. Eppure in questi anni sono stati realizzati investimenti sulla linea tirrenica che permetterebbero di far viaggiare i treni pi\u00f9 sicuri e veloci. Inoltre le Frecce non attraversano lo Stretto, per cui bisogna cambiare treno in Sicilia e prendere un Intercity o un regionale fino a Palermo o Catania\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Legambiente indica all\u2019esecutivo Draghi quelli che dovrebbero essere le quattro azioni su cui concentrarsi:<\/p>\n\n\n\n<p>1- Portare le Frecce nei collegamenti tra Palermo, Catania e Roma, garantendo gli investimenti per il servizio e il nuovo materiale rotabile in modo da utilizzare da subito al meglio la linea tirrenica dopo gli interventi fatti e riducendo i tempi sulla tratta tra Reggio e Roma a massimo 4ore e trenta minuti.<\/p>\n\n\n\n<p>2- Investire sulla linea costiera Reggio Calabria-Salerno per garantire un servizio ad alta velocit\u00e0. Con un intervento sulla linea tirrenica dalla spesa limitata, se confrontato con l\u2019attuale progetto del Governo, si possono eliminare curve e controcurve riducendo lunghezza del percorso e tempi. In particolare, intervenendo nei tratti costieri pi\u00f9 complessi e con soluzioni innovative, come il passaggio sotto l\u2019aeroporto di Lamezia e la creazione di una stazione.<\/p>\n\n\n\n<p>3- Potenziare il trasporto via nave lungo lo Stretto. Per i treni ad alta velocit\u00e0 occorre acquistare moderni traghetti Roll-on\/Roll-off lunghi 200 metri, che permettono di far entrare le Frecce senza scomporle e di uscire direttamente nella direzione opposta una volta arrivati a Messina o Villa San Giovanni, dimezzando cos\u00ec i tempi di attraversamento. Attualmente per entrare nelle navi le carrozze dei treni vengono separate con manovre complicate, inoltre le navi, avendo un solo ingresso dei treni, portano a manovre in porto che fanno perdere ulteriore tempo, tanto che si arriva a tempi di circa due ore. Eppure si potrebbe migliorare questa situazione attraverso traghetti Ro-Ro, come si trovano nel Mar Baltico. In questo modo le frecce di Trenitalia o gli Italo potrebbero entrare senza essere smontati direttamente nella nave e direttamente uscire nel porto di sbarco, grazie a un sistema di doppia entrata dei traghetti. Per gli spostamenti passeggeri lungo i porti dello Stretto occorre riqualificare terminali passeggeri e stazioni (oggi in condizione di degrado), migliorare accessibilit\u00e0 e coincidenze con il trasporto pubblico ma anche con percorsi pedonali e ciclabili, rinnovare le navi in circolazione. Tutti interventi urgenti, rinviati perch\u00e9 assurdamente considerati alternativi al ponte, realizzabili in tempi brevi e che potrebbero rendere pi\u00f9 attraente per i turisti quest\u2019area della Sicilia e aiutare studenti e pendolari.<\/p>\n\n\n\n<p>4- Rafforzare i collegamenti in treno da Reggio Calabria con Taranto e Bari, sia quelli passeggeri con nuovi collegamenti diretti tramite le Frecce, che quelli merci. Oggi questi collegamenti sono lentissimi e con materiale rotabile inadeguato. Il recovery plan prevede investimenti importanti per l\u2019elettrificazione delle linee al sud e il potenziamento di alcune direttrici che permetteranno di rendere pi\u00f9 veloci e sicuri i viaggi. Per le merci quello che serve \u00e8 garantire che le linee tirrenica, jonica e adriatica al sud possano essere utilizzate da treni lunghi 750 metri, con gli interventi sopra menzionati. Molti interventi sono gi\u00e0 in corso e altri saranno completati nel corso dei prossimi anni e a quel punto diventerebbe possibile organizzare dal porto di Gioia Tauro connessioni dirette con gli interporti del nord ma anche con il porto di Bari e di Taranto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUna programmazione di questo tipo \u2013 spiega Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia \u2013 consentirebbe nel giro di pochi mesi di dare un segnale di potenziamento del servizio, portando anche al Sud i treni nuovi, e nel giro di qualche anno di disporre di treni passeggeri che in 6 ore collegano Palermo con Roma e un miglioramento complessivo degli spostamenti per le persone e le merci. \u00c8 quello di cui abbiamo bisogno per rilanciare le citt\u00e0 e i territori del Sud, dimostrando che un futuro diverso \u00e8 possibile per gli spostamenti tra porti e centri turistici, aeroporti e stazioni, poli produttivi. Ed \u00e8 coerente con gli impegni sulla riduzione delle emissioni di gas serra prese dal nostro Paese che prevedono una completa decarbonizzazione al 2050<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cBasta bugie sullo Stretto di Messina\u201d. 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