{"id":72365,"date":"2021-07-09T16:47:38","date_gmt":"2021-07-09T14:47:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/07\/09\/nellestate-2020-presenze-turistiche-dimezzate-in-sicilia-persi-8-mln\/"},"modified":"2021-07-09T16:47:38","modified_gmt":"2021-07-09T14:47:38","slug":"nellestate-2020-presenze-turistiche-dimezzate-in-sicilia-persi-8-mln","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/07\/09\/nellestate-2020-presenze-turistiche-dimezzate-in-sicilia-persi-8-mln\/","title":{"rendered":"Nell\u2019estate 2020 presenze turistiche dimezzate in Sicilia, persi 8 mln"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Alle porte della nuova stagione estiva targata 2021 si fa la conta dei danni della prima estate colpita dal Covid: la Sicilia nel 2020 ha dimezzato (-56,2%) le presenze turistiche sull\u2019isola rispetto all\u2019anno pre-pandemia, determinato per lo pi\u00f9 dal crollo dei turisti stranieri (-80,9% vs -31,0% delle presenze di turisti italiani). Flessione, quest\u2019ultima, superiore rispetto a quella rilevata a livello medio nazionale del -70,3%. E\u2019 quanto evidenzia uno studio dell\u2019osservatorio economico regionale di Confartigianato Sicilia, nello studio \u201cArtigianato, Turismo e Beni Culturali \u2013 Opportunit\u00e0 per la ripartenza post Covid-19 della Sicilia\u201d. Uno studio che evidenzia anche come azioni di tutela e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale potranno essere realizzate dalle 22.651 imprese dell\u2019Isola, di cui 12.564 pari al 55,5% artigiane.<br \/>Lo studio \u00e8 stato presentato nella sede di Confartigianato Sicilia, in via Emerico Amari a Palermo all\u2019assessore regionale ai Beni culturali e all\u2019Identit\u00e0 Siciliana, Alberto Samon\u00e0 e all\u2019assessore regionale Manlio Messina (collegato in webinar).<br \/>In Sicilia negli ultimi 3 anni sono state mediamente oltre 5 milioni le presenze straniere, si tratta del 3% dei turisti non italiani che mediamente visitano la nostra penisola. Nell\u2019estate 2020, per\u00f2, le restrizioni alle attivit\u00e0 praticabili durante le vacanze hanno causato, secondo quanto indicato da Istat, una forte contrazione dei flussi vacanzieri, soprattutto di quelli finalizzati a visite al patrimonio culturale, alla partecipazione a eventi e spettacoli, al turismo enogastronomico, penalizzando in maggior misura regioni come la nostra.<br \/>I dati riferiti al 2020 indicano che in Sicilia le presenze turistiche nell\u2019anno della pandemia si sono pi\u00f9 che dimezzate (-56,2%), contando oltre 8 milioni di presenze in meno rispetto al 2019. Le province che hanno registrato la flessione pi\u00f9 ampia in termini percentuali sono Catania (-63,2%) e Siracusa (-58,9%). A contribuire al 72,7% del calo \u00e8 l\u2019accentuata riduzione delle presenze straniere. Presenze queste ultime che nel 2020 hanno rappresentato il 22,0% dei turisti presenti sull\u2019Isola, diversamente dall\u2019anno precovid-19 quando la quota di turisti stranieri era pari al doppio (50,5%). <br \/>Il calo percentuale delle presenze straniere nel 2020 si attesta al -80,9% mentre quello degli italiani al -31,0%. Tra i principali paesi esteri di provenienza dei turisti (primi 10) si rilevano cali sopra la media (- 80,9%) per Stati Uniti, Spagna e Francia.<br \/>Rispetto all\u2019offerta degli esercizi ricettivi presenti sul territorio per accogliere i turisti si rileva, diversamente dai trend riferiti ai flussi turistici, una dinamica positiva: dai 7.473 esercizi del 2019 si raggiungono i 7.729 del 2020. Tale incremento trova principale spiegazione nell\u2019aumento sull\u2019Isola di strutture extra alberghiere: agriturismi (+61,8%), case per ferie (+14,7%) e case in affitto gestite in forma imprenditoriale (+11,9%).<br \/>La crescita di questa tipologia di alloggi trova ampio consenso nei \u201cvacanzieri post Covid-19\u201d, poich\u00e8 secondo quanto indicato da Istat1 a seguito della pandemia si \u00e8 riscontrato un maggior ricorso da parte dei turisti ad alloggi privati.<br \/>Le localit\u00e0 siciliane (comuni) dove si conta un maggior numero di presenze turistiche si confermano Palermo, Taormina e Catania. Il tasso di turisticit\u00e0 \u2013 presente turistiche per numero di abitanti \u2013 pi\u00f9 alto lo si rileva invece per i comuni di San Vito Lo Capo (113,1 pres.\/ab.), Letojanni (108,8 pres.\/ab.) e Taormina (103,4 pres.\/ab.).<br \/>Nel 2020 attive nella filiera di offerta del turismo, oltre a ristoranti e alberghi, figurano anche le 16.094 imprese artigiane interessate dalla domanda turistica che operano principalmente nel settore dell\u2019Agroalimentare (33,1%), delle altre attivit\u00e0 manifatturiere e dei servizi (21,7%) e di Ristoranti e pizzerie (18,6%).<br \/>La nostra Isola si posiziona prima nella classifica nazionale per pi\u00f9 alta incidenza di queste imprese sul totale artigiano (22,4%), valore superiore di 6,5 punti rispetto alla quota nazionale del 15,9%. <br \/>Tra le prime 5 province italiane dove l\u2019artigianato della filiera d\u2019offerta del turismo rappresenta una fetta rilevante del tessuto produttivo artigiano ne troviamo due siciliane: Palermo con 3.542 imprese pari al 25,2% del totale artigianato e Agrigento con 1.365 imprese pari al 23,9% del totale artigianato. Il fatturato legato ad alberghi e ristoranti, due settori cardine del turismo, ammonta in Sicilia a 4,1 miliardi di euro, si tratta del 4,2% del fatturato complessivamente realizzato dalle attivit\u00e0 del territorio. Senza dubbio due fattori chiave per l\u2019attrattivit\u00e0 del territorio sono il suo patrimonio culturale \u2013 che si compone di 8.133 beni culturali architettonici, monumentali e archeologici, di 241 musei e istituti similari e di 7 siti Patrimonio UNESCO (il Palazzo dei Normanni e la Cappella Palatina, la Zisa, La Cattedrale di Palermo, La Cattedrale di Monreale e la Cattedrale di Cefal\u00f9, la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti, la Chiesa di Santa aria dell\u2019Ammiraglio, la Chiesa di San Cataldo e il Ponte dell\u2019Ammiraglio) \u2013 e l\u2019ampia offerta enogastronomica, che comprende 35 prodotti D.O.P. e I.G.P. e 264 prodotti agroalimentari tradizionali.<br \/>Proprio sul patrimonio culturale, artistico e storico interviene il PNRR ponendo l\u2019accento, anche in termini di sostenibilit\u00e0, sull\u2019importanza della sua valorizzazione e tutela. Due azioni che vanno sostenute ancor pi\u00f9 a fronte dei mancati investimenti degli ultimi anni, in modo particolare nella nostra regione: nel 2018 \u2013 ultimo dato disponibile \u2013 la spesa sostenuta per cultura e servizi ricreativi dalla P.A. allargata scende del 37,7%, riduzione pi\u00f9 ampia rilevata tra le regioni italiane.<br \/>Azioni di tutela e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale potranno essere realizzate dalle 22.651 imprese dell\u2019Isola, di cui 12.564 pari al 55,5% artigiane, che nel dettaglio si occupano di: 9.957 di installazione di impianti elettrici, idraulici e altri lavori di costruzione e installazione (57,4% artigiane), 8.502 di attivit\u00e0 di completamento e finitura di edifici (63,2% artigiane), 4.053 di attivit\u00e0 di servizi per edifici e paesaggio (34,4% artigiane) e 139 di attivit\u00e0 di conservazione e restauro di opere pubbliche, di cui oltre la met\u00e0 artigiane (62,1%).<br \/>Il loro diretto coinvolgimento potr\u00e0 attivare un circolo virtuoso con ricadute positive sul tessuto produttivo e sul mercato del lavoro siciliano. Queste oltre 22 mila imprese, insieme alle 40.529 dell\u2019Edilizia, di cui 15.127 artigiane (37,3%), potranno ricoprire un ruolo da protagoniste anche per la realizzazione di interventi preventivi antisismici per ridurre i rischi che riguardano il patrimonio culturale, al fine di evitare pi\u00f9 ingenti investimenti per il loro ripristino o la perdita definitiva del bene. Ci\u00f2 diventa rilevante soprattutto in una realt\u00e0 come la nostra, dove il 91,3% dei comuni rientra nella classe sismica elevata e molto elevata.<br \/>Anche a fronte di quanto accaduto a causa della pandemia diviene fondamentale non solo valorizzare i gioielli a cielo aperto dislocati in ogni angolo della Sicilia, ma anche migliorare la capacit\u00e0 attrattiva del territorio, l\u2019accessibilit\u00e0 e la sua sicurezza. <br \/>Nel fare ci\u00f2, sempre con riferimento ai punti trattati nel PNRR, sono previste azioni volte alla \u2018rigenerazione social\u00e8 che passa anche dal rilancio di piccoli centri spesso dislocati nelle aree interne del territorio \u2013 in Sicilia sono 291 i comuni in queste aree (74,6% dei 390 comuni totali) \u2013 spesso coincidenti con le aree rurali e periferiche, per favorire la nascita di nuove esperienze turistiche\/culturali dando vita ad un turismo sostenibile alternativo che riserva un contatto maggiore con la natura e volto a rilanciare la cultura, insieme alle arti, alle tradizioni che li caratterizzano e alle attivit\u00e0 del luogo che sono in misura maggiore piccole realt\u00e0 e imprese artigiane: il 25,8% delle imprese che operano nei luoghi delle aree interne sono artigiane, quota pi\u00f9 alta del peso dell\u2019artigianato totale sull\u2019intero sistema impresa (20,9%) ; il 91,2% degli occupati nelle aree interne lavorano in micro piccole imprese, quota pi\u00f9 elevata rispetto all\u201982,7% registrato a livello complessivo.<br \/>L\u2019assessore regionale ai Beni Culturali, nel suo intervento, ha sottolineato la necessit\u00e0 di avviare un tavolo tecnico dell\u2019artigianato che coinvolga non solo i restauratori ma tutti gli artigiani coinvolti nei processi di restauro, recupero e valorizzazione dei beni, \u201caffinch\u00e8 \u2013 ha detto \u2013 le problematiche vengano discusse, se emergono delle criticit\u00e0, vengano affrontate e le eventuali soluzioni, pensate insieme\u201d. Samon\u00e0 ha posto l\u2019attenzione sull\u2019importanza del contributo degli artigiani, delle piccole e medie imprese, \u201cdi coloro che vivono quotidianamente il mondo del fare come mestiere, come vocazione. Ho preso quindi l\u2019impegno \u2013 ha assicurato \u2013 di istituire un tavolo permanente tra assessorato e mondo dei restauratori, un comparto in sofferenza, in grande crisi. Persone qualificate, formate, professionisti con cui lavoriamo per far tornare pi\u00f9 bello il nostro patrimonio culturale e artistico. Sono loro i nostri interlocutori principali\u201d. L\u2019assessore ha anche annunciato che la Regione si affiancher\u00e0 alle amministrazioni comunali in difficolt\u00e0 con gli uffici tecnici in termini di progettazione di lavori di restauro. <br \/>\u2018E\u2019 importante \u2013 ha concluso \u2013 sburocratizzare i processi amministrativi. Se non ci si rende conto che i tempi della burocrazia non sono quelli del cittadino, allora non andiamo da nessuna parte\u201d.<br \/>A fare gli onori di casa, questa mattina, il presidente e il segretario di Confartigianato Sicilia, Giuseppe Pezzati ed Andrea Di Vincenzo. Non poteva mancare il vice presidente nazionale di Confartigianato, Filippo Ribisi. Presenti, anche in webinar, imprese siciliane e i vertici delle associazioni territoriali.<br \/>\u201cE\u2019 il momento di raccogliere le nuove indicazioni che vengono dal mercato \u2013 ha detto Pezzati \u2013 e pensare ad azioni da costruire insieme, organizzazioni e istituzioni, per accompagnare le imprese al cambiamento inevitabile imposto da uno scenario ormai profondamente mutato. A partire dal piccolo, come indica gi\u00e0 da tempo lo Small businnes act. Beni culturali e turismo, muovendo numeri importanti della nostra economia regionale, rappresentano assets strategici sui quali intervenire per generare lavoro e occupazione\u201d.<br \/>\u201cIl tema dei Beni culturali \u2013 ha sottolineato il vice presidente nazionale Ribisi -, \u00e8 sempre stato per Confartigianto centrale, perch\u00e8 sia direttamente che indirettamente, \u00e8 collegato con il mondo e con i mestieri che rappresentiamo. Spero, che il Governo regionale accolga la disponibilit\u00e0 data dalla Confartigianato, per lavorare insieme ed in sinergia, ognuno nel proprio ruolo e con le proprie prerogative, ma con un unico obiettivo comune, fare il bene per lo sviluppo della Sicilia e delle imprese siciliane, perch\u00e8 quello che va bene per le nostre imprese, va bene per la nostra Region\u00e8.<br \/>(ITALPRESS).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Alle porte della nuova stagione estiva targata 2021 si fa la conta dei danni della prima estate colpita dal Covid: la Sicilia nel 2020 ha dimezzato (-56,2%) le presenze turistiche sull\u2019isola rispetto all\u2019anno pre-pandemia, determinato per lo pi\u00f9 dal crollo dei turisti stranieri (-80,9% vs -31,0% delle presenze di turisti italiani). 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