{"id":7205,"date":"2017-09-03T12:24:23","date_gmt":"2017-09-03T10:24:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=7205"},"modified":"2017-09-03T12:24:23","modified_gmt":"2017-09-03T10:24:23","slug":"meriti-dalai-lama-sano-mito-cinematografico-scaricato-dallamerica-sindaco-si-informi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2017\/09\/03\/meriti-dalai-lama-sano-mito-cinematografico-scaricato-dallamerica-sindaco-si-informi\/","title":{"rendered":"Meriti Dalai Lama, San\u00f2: Mito cinematografico scaricato dall\u2019America. Sindaco si informi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Chi stiamo accogliendo nella nostra citt\u00e0? A chi conferiremo la cittadinanza onoraria tra due weekend? \u201cMi appello al senso critico dei veri amici di Renato Accorinti, alle persone a lui vicine e non ancora asservite ai principi del manicheismo. Mi rivolgo alla cerchia ristrettissima dei sostenitori non del Sindaco ma dell\u2019uomo sorretto dalla sola forza delle sue idee. Ve ne prego, aprite gli occhi al vostro compagno e rendetelo edotto sulla realt\u00e0 storica\u201d.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>A scrivere una lettera che \u201cnon ha valore politico\u201d (a suo dire) \u00e8 il consigliere della VI Municipalit\u00e0, Giuseppe San\u00f2. Il testo si ispira a lotte che molti hanno ormai dimenticato e per le quali sarebbero scesi in piazza, forti del proprio sapere e della propria cultura, per opporsi alla pi\u00f9 grande mistificazione della realt\u00e0.<\/strong><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u201cIl continuo martellamento mediatico e il lavoro cinematografico condotto ad Hollywood hanno creato un mito \u2013 scruta San\u00f2 -, falsando completamente la realt\u00e0, come spiega approfonditamente il prof. Domenico Losurdo in \u201cLa non-violenza: Una storia fuori dal mito\u2019, 263 pagine di libro, dedicato a Sua Santit\u00e0 del continente asiatico\u201d. \u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019altopiano del Tibet, con la sua posizione strategica all\u2019interno della Repubblica Cinese, faceva gola agli Stati Uniti, che nel 1959, ai tempi della rivoluzione Tibetana erano in piena guerra fredda con l\u2019Unione Sovietica, cercavano in tutti i modi di contrastare l\u2019ascesa della Cina. Ecco perch\u00e9, l\u2019America orienta l\u2019opinione pubblica dell\u2019intero mondo occidentale costruendo il falso mito del Dalai Lama. Infatti, Tenzin Gyatso, il XIV Dalai Lama, agli occhi di tutti, compresi quelli del nostro Sindaco, incarna il ruolo di leader indiscusso della non violenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-7206\" src=\"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Dalai-Lama-messinaoggiMR-300x170.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"170\" \/>\u201cA svolgere il lavoro sporco, come in altre situazioni analoghe in America Latina, ci pensa la Central Intelligence Agency (CIA). Un funzionario della CIA, John Kenneth Knaus, racconta di come l\u2019agenzia doveva &#8220;fare il possibile per tenere in vita il concetto di un Tibet autonomo e sviluppare resistenza contro sviluppi in Tibet guidati dalla Cina comunista&#8221;. Sempre secondo Knaus, \u201cWashington si impegn\u00f2 ad addestrare guerriglieri tibetani nella lotta armata contro l&#8217;occupante cinese, ad armarli, e anche a versare 180mila dollari l&#8217;anno, come aiuto finanziario al Dalai Lama\u201d. Infine, <strong>un docente americano, Daniel Wikler, ci fa sapere che fu un agente della CIA ad organizzare la fuga del Dalai Lama dal Tibet: questo agente visse pi\u00f9 tardi nel Laos <em>in una casa decorata con una corona di orecchie strappate dalle teste di comunisti morti<\/em>\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cCos\u00ec, grazie al miracolo operato da Hollywood e dalla CIA, il buddismo tibetano \u00e8 divenuto sinonimo di pace, tolleranza ed elevata spiritualit\u00e0. Cos\u2019\u00e8 allora che la florida industria cinematografica ha omesso di raccontare?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cAnalizzando la storia del Tibet lamaista &#8211; sintetizza San\u00f2 utilizzando fonti autorevoli come lo stesso Dalai Lama o suoi amici -, prima della rivoluzione del \u201959, \u00e8 possibile imbattersi in diversi tipi di violenza, la pervasiva, la politica e la sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Heinrich Harrer, cantore entusiasta del Tibet lamaista, prima istruttore e poi amico personale del Dalai Lama non fa mistero delle atrocit\u00e0 perpetrate sul suolo Tibetano, l\u2019elenco di mutilazioni \u00e8 infinito ma la specialit\u00e0 erano gli arti e l\u2019asportazione degli occhi. Certo le mutilazioni pi\u00f9 gravi erano riservate alla casta degli intoccabili come riporta Melvyn Goldstein. Ma la <strong>violenza pervasiva del Tibet lamaista forse \u00e8 poca cosa rispetto alla violenza politica e sociale. Quella tibetana \u00e8 una societ\u00e0 caratterizzata da una forte componente di schiavit\u00f9 e servaggio.<\/strong> I servi, che costituiscono la stragrande maggioranza della popolazione, sono costretti a svolgere gratuitamente il proprio lavoro per il signore e a subire punizioni corporali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tom Grunfeld nel suo &#8216;The Making of Modern Tibet&#8217;, in riferimento ai servi del Tibet lamaista, cito testualmente: \u201cEssi cos\u00ec privi di potere che dovevano chiedere il permesso per entrare in monastero e persino per sposarsi. Allorch\u00e9 si sposavano due servi di signori diversi, la prole maschile spettava al signore del padre, mentre la prole femminile spettava al signore della madre. Il permesso di lasciare la propriet\u00e0, anche per il periodo pi\u00f9 breve, per questioni quali le visite familiari, i pellegrinaggi o le piccole faccende commerciali, richiedeva il consenso del signore\u201d. <strong>Lo stesso Harrer, amico personale di Tenzin Gyatso, ci spiega come \u201cla teocrazia del Dalai Lama superi ogni immaginazione ed un europeo difficilmente \u00e8 in grado di capire quale importanza si annetta al pi\u00f9 piccolo capriccio del Dio-Re.<\/strong> La supremazia dell\u2019ordine monastico nel Tibet \u00e8 assoluta, e si pu\u00f2 confrontare solo con una severa dittatura: ad essere punito non \u00e8 soltanto chi agisce contro il potere ma anche chiunque lo metta in dubbio.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma la <strong>violenza del Tibet lamaista, perpetrata ai danni dei tibetani appartenenti alle caste pi\u00f9 basse, continua a manifestarsi anche oltre la morte: se il corpo dei membri dell&#8217;aristocrazia viene inumato o cremato, il corpo vile della massa del popolo viene dato in pasto agli avvoltoi.<\/strong> L&#8217;International Herald Tribune descrive minuziosamente uno di questi funerali plebei, col sacerdote che staccava pezzo a pezzo la carne dalle ossa del morto per facilitare il lavoro agli avvoltoi, che gi\u00e0 attendevano in cima al monte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ecco, ora possediamo qualche elemento in pi\u00f9 per comprendere le vere motivazioni che portarono al fallimento clamoroso del tentativo autonomista del Tibet, finanziato dagli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come possiamo immaginare non furono poi in tanti a partecipare alla lotta contro l\u2019invasione cinese, che oper\u00f2 fin da subito una rivoluzione culturale per rendere liberi i tibetani dalla schiavit\u00f9 e dal servaggio. I tibetani finalmente potevano contare su un salario che li ripagasse del proprio lavoro, i bambini non venivano pi\u00f9 sacrificati nei monasteri ma frequentavano le scuole e cessarono le tremende mutilazioni. Chi avrebbe desiderato ritornare ad un governo teocratico? Nessuno, se non il 5-10 % dei monaci lamaisti e dei latifondisti che avevano diritto di vita o di morte sugli oppressi. Chi sono realmente gli esiliati tibetani? Gli stessi che opprimevano le caste pi\u00f9 basse e che ora vorrebbero ritornare al potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cOra, nel ventunesimo secolo, affievolite le ostilit\u00e0 nei confronti della Cina, anche l\u2019America ha scaricato il Dalai Lama &#8211; conclude San\u00f2 &#8211; e le sue velleit\u00e0 di restaurazione del suo vecchio potere teocratico. Dunque il mio appello non \u00e8 rivolto al Sindaco, chiaramente anch\u2019egli vittima della guerra psicologica alimentata dai mezzi d\u2019informazione ma a chi ancora, tra i non manichei, \u00e8 in grado di valutare con senso critico ed oggettivo la storia, liberando Renato Accorinti dalla falsa mitizzazione del Dalai Lama\u201d.<\/p>\n<p> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi stiamo accogliendo nella nostra citt\u00e0? A chi conferiremo la cittadinanza onoraria tra due weekend? \u201cMi appello al senso critico dei veri amici di Renato Accorinti, alle persone a lui vicine e non ancora asservite ai principi del manicheismo. 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